Da una decina di giorni è uscito il nuovo prezzario del Comune di Milano per i computi metrici estimativi,
con un'importante novità: l'hashtag #TagBIM.
Che significa?
Finalmente la lungimirante Milano ha recepito le oggettive difficoltà a legare l'informazione della voce di lavorazione al relativo oggetto BIM, e ha pensato di semplificare la correlazione lavorazione-costo-oggetto BIM aggiornando il prezzario 2018.
Ma come funziona? E' davvero "più semplice e più veloce"? Cosa ha in più il prezzario 2018 del Comune di Milano?
Iniziamo col dire innanzitutto che l'aggiornamento BIM riguarda soltanto pochissime voci a titolo sperimentale, rappresenta soltanto il primo di una serie di passi utili a poter applicare davvero la nuova UNI 11337.
Sono state inserite alcune informazioni in più, classificate con gli hashtag che dovrebbero rappresentare le caratteristiche fisiche da assegnare al materiale quando si modella, per essere certi delle prestazioni associate al prezzo di listino. L'idea sembra buona...
Ecco un paio di esempi tratti dal prezzario di Milano:
ESEMPIO 1 - MURATURA PORTANTE CLS
Muratura portante in blocchi semipieni di conglomerato cementizio vibrocompresso e granulato di argilla espansa, dimensioni nominali 40 x 20 o 50 x 20 cm, con finitura da intonaco, a 5/7 camere, resistenza al fuoco REI 180,densità 1200 kg/m³, resistenza media a compressione > 45 kg/cm². Compresi: i pezzi speciali per spalle, voltini, fissaggi, l'inserimento di traliccio in acciaio zincato a caldo ogni 4/5 corsi, la malta di classe adeguata, i piani di lavoro interni, esclusi irrigidimenti da conteggiarsi a parte se necessari: - spessore 25 cm
TagBIM #Categoria = "MURATURA PORTANTE"; #Materiale = "Blocchi semipieni calcestruzzo argilla espansa"; #Spessore [mm] = "250"; #MassaVolumica [kg/m3] = "1200"; #ConduttanzaTermica [W/m2K] >= "1.10"; #ResistenzaVapore = "5:10"; #ClasseAntincendio = "REI 180"; #ResistenzaCompressione [N/mm2] >= "4.5"; #PotereFonoisolante [dB] <= "50"; TagBIM
ESEMPIO 2: PARETE IN CARTONGESSO
Parete realizzata con lastre in gesso rivestito a bordi assottigliati sulle due facce ed interposta armatura in profilati di acciaio zincati da 6/10 mm per guide a pavimento e a soffitto e per montanti ad interasse di 60 cm, compresi i fissaggi, la rasatura dei giunti, i piani di lavoro interni e l'assistenza muraria - con doppia lastra da 13 mm per faccia
TagBIM #Categoria = "PARETE DIVISORIA"; #Materiale = "Lastre cartongesso"; #Spessore [mm] = "26+26"; #ResistenzaVapore = "5:10"; #ClasseAntincendio = "REI 90"; #ClasseReazioneFuoco = "A2-s1,d0"; #PotereFonoisolante [dB] <= "43"; TagBIM
Ora vi pongo i miei dubbi riguardo l'effettiva applicabilità del metodo: prendiamo ad esempio uno dei più diffusi e utilizzati software BIM: Revit. In quale campo vado ad inserire i dati suggeriti dal prezzario?
A questo non ho ancora trovato indicazioni ufficiali, anche se parlando di BIM la costruzione di un corretto DATABASE dovrebbe essere il core-business.
Analizziamo i dati inseriti nel listino: sicuramente nel primo caso il materiale calcestruzzo è un solo materiale omogeneo, e coincide con uno strato all'interno del mio pacchetto murario. Quindi tutto bene: posso inserire i miei dati del listino direttamente nelle caratteristiche del materiale "blocchi in calcestruzzo". Vediamo quali dati mi permette di inserire il software Revit.
Ho scelto un calcestruzzo di default dalla libreria Autodesk, ho aggiunto la tendina delle caratteristiche fisiche per capire dove poter scrivere i dati del listino.
In "nome e descrizione", direi che ci siamo, così come spessore, massa volumica e resistenza a compressione, perchè il materiale base di revit ha già i campi giusti per inserire queste caratteristiche. Il problema si pone per tutti quei campi compresi nel listino e che non si posso inserire in campi di default del software.
Il problema persiste anche viceversa: i campi presenti e compilati di default in Revit che non sono indicati nel listino, (e per i quali non è possibile assegnare valori nulli), rappresentano dati non veritieri.
Bene, ne concludo che questo metodo non è quello giusto.
Come possiamo fare? Beh, a questo punto mi creerei dei parametri condivisi da assegnare ai materiali, chiamandoli così come li ha chiamati il prezzario e pregando che il BIM Manager di turno abbia il pugno di ferro con chiunque del team non rispetti la nomenclatura del listino.
Analizziamo quindi il secondo metodo sul secondo esempio: la parete in cartongesso, tenendo fermo il software di esempio, sempre Revit.
In questo caso, dopo aver assegnato diligentemente tutti i parametri del listino evitando accuratamente dati fuorvianti e campi non corrispondenti, mi trovo ad affrontare un nuovo problema.
La voce del listino accorpa quattro lastre, due per ogni faccia. :(
Posso decidere che il mio strato di materiale cartongesso sia costituito da una doppia lastra, ma mi risulta impossibile accorpare in uno stesso oggetto BIM le due facce del muro fisicamente separate da aria o da isolante.
E qui casca di nuovo l'asino.
Avrei bisogno di caratteristiche e -soprattutto- prezzo, solo per una delle due facce, perchè in Revit ho una stratigrafia di questo tipo:
Ogni strato 1 materiale, ogni materiale uno spessore, ogni materiale un prezzo. Se inserisco il prezzo di listino di 4 lastre di cartongesso nel materiale BIM (che per forza di cose ne può comprendere soltanto due), mi verrà computato doppio!
:(
Evidenziate le criticità, la direzione è quella giusta, sperando che nella creazione del prezzario intervengano sviluppatori di database in gamba, in un gruppo interdisciplinare comprensivo di esperti BIM, computisti, architetti, e perchè no, anche qualche Project Manager illuminato.
Una nota molto positiva è data dal fatto che il Comune di Milano si è adoperato per garantire l'affidabilità del dato nel workflow informativo, che ancorchè agli albori, punta allo sviluppo BIM 360°.