Uno è l'insieme di tutti i colori, l'altro la totale assenza.
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Nella spettroscopia la luce viene divisa, frammentata, spezzettata attraverso l'utilizzo di un prisma che ne rivela la vera composizione, infatti dalla luce escono tutti i colori esistenti che l'occhio umano riesce a percepire, sotto di essi non visibili: l'infrarosso, le microonde, le onde radio, sopra non visibili: l'ultravioletto, i raggi X, raggi gamma.
L'arcobaleno è il perfetto esempio di ciò che succede alla luce scomposta: le particelle di acqua sospese in aria scompongono la luce proveniente dal sole "scompattandola", e rivelando il proprio contenuto.
Il colore quindi non è altro che una rappresentazione elaborata dall'occhio umano e dal cervello di un'onda o radiazione elettromagnetica, che a seconda della frequenza e della lunghezza d'onda viene percepito come blu, giallo, verde ecc...
Quando qualcosa viene illuminato dalla luce che è appunto l'insieme di colori, una sua parte viene assorbita dalla superficie, mentre un'altra parte viene riflessa e quindi visibile. Se illuminiamo ad esempio una maglietta rossa tutta la luce sarà assorbita tranne il rosso che appunto viene riflesso, quindi ci risulterà visibile la luce riflessa e non quella assorbita.
Il nero di contro non esce dallo spettroscopio, ecco perchè non è presente nell'arcobaleno, infatti un oggetto appare nero quando assorbe tutta la luce e non ne riflette nemmeno una parte, perchè appunto non è presente nella luce. La luce in quanto energia, (onda elettromagnetica) produce calore, ecco perchè è meglio vestirsi di bianco in una giornata calda, in quanto il bianco riflette tutta la luce assorbita.
Insomma il bianco e il nero sono vicini ma lontani, lontani in quanto uno è tutto e l'altro è nulla, vicini perchè entrambi assoluti. Questo dualismo nel corso della storia dell'uomo è stato ed è tutt'ora oggetto di infiniti significati filosofico-spirituali.
E tu, che significato attribuisci a questi due non colori?