Ciao a tutti, eccoci qui alla seconda domenica e quindi col secondo post della rubrica Small things. Mentre decidevo di cosa parlare, il mio sguardo esplorava il tavolo della cucina ed è li che mi sono soffermato sull’accendino.
Tra l’altro mi ha ricordato della storia di che mi è piaciuta molto e al quale rinnovo i miei complimenti.
Un oggetto che usiamo quotidianamente senza pensarci troppo, eppure è una comodità assoluta. Può essere usato per accendere una sigaretta, accendere il fornello del gas, accendere il camino o la brace, fare luce ed un’infinità di altre cose.
Ma qual’è la storia di questo piccolo amichetto che portiamo nelle tasche ogni giorno? Ne esistono di forme, colori e grandezze diverse, ricaricabili o monouso, a gas o a petrolio. La BIC che è il maggior produttore dice di produrne 1,5 miliardi all’anno!
Il primo accendino fu inventato da Dobereiner e venne chiamato Lampada di Dobereiner. Anziché il gas o il petrolio usava l’idrogeno e per l’accensione il platino che è un elemento costosissimo. Infatti più che l’accendino in sé, a lui gli si deve l’invenzione della combustione al tocco di un dito.
Avendo dimensioni importanti, al punto da essere chiamato accendino da tavolo, era diventato un simbolo dell’alta società. La maggior parte delle persone infatti usavano i normali fiammiferi, finché non arrivò l’accendino a pietra focaia.
Intorno al 1908 infatti venivano prodotti accendini da tasca, molto più pratici, economici e sicuri! Venne incentivato lo sviluppo soprattutto nella prima guerra mondiale poiché l’uso di fiammiferi da parte dei soldati, costò la vita a molti di loro per via della vampata iniziale al momento dell’accensione.
Già 10 anni dopo infatti l’accendino si fece molto più evoluto e di seguito negli anni ‘20 divenne una vera e propria moda, tanto da renderne rapidissima la diffusione. Negli anni ‘30 gli accendini continuarono a rimanere un lusso, finché un certo George G. Blaisdell perfezionò un vecchio accendino austriaco migliorandone l’ergonomia, aggiungendovi un riparo per la fiamma contro il vento ed un cardine per avere l’apertura flip-top...arrivò lo Zippo!
Da quel momento si aprirono diverse fabbriche e aziende di accendini, tali da farne diventare il prezzo alla portata di tutti, divennero anche oggetti da collezione. Il combustibile usato al tempo era una benzina derivata dal petrolio, lo stoppino veniva acceso dalla scintilla provocata dalla rotazione della pietra focaia azionata con un dito.
Negli anni ‘30 e ‘40 ci furono ulteriori progressi; Ronson iniziò a produrre accendini che usavano il butano anziché il petrolio e la fiamma poteva essere regolata, non serviva più lo stoppino e l’odore era meno forte. Successivamente, sempre Ronson, diede vita all’accendino con scintilla piezoelettrica, cioè generata dalla pressione su un cristallo di quarzo.
Al giorno d’oggi troviamo tantissime aziende che si occupano della produzione di accendini che a loro volta innescano tanti tipi di fiamme diverse a seconda degli usi, a partire da quella comune fino ad arrivare a quella antivento o a doppia e tripla torcia.
E questa era la storia dell’accendino e di come si è evoluto nel corso degli anni, a mio parere rimane ancora oggi una delle invenzioni più utili e pratiche. Chissà cosa ci riserverà il futuro, magari degli accendini laser che al solo tocco possano accendere di tutto, un po' alla Star Wars, ma questo al momento non ci è dato saperlo.
Un abbraccio a tutti voi
Casper