L'importanza dell'avere un giudizio critico:
(Immagine di mia proprietà)
Salve ragazzi, oggi parlerò di una questione per me fondamentale, perché ritenuta alla base della comunicazione.
Nel momento in cui noi acquistiamo informazioni, diamo per scontato di comprendere quei dati e di rielaborarli.
Quando ci viene chiesta un opinione, spesso la nostra tendenzialmente non differenzia dal pensato comune.
Secondo voi perché?, perché non ci hanno dato le basi per sviluppare un nostro pensiero critico.
Il pensiero critico è esattamente come avere un buon metodo di studio, è alle base della comprensione e dell'analisi di un discorso.
Senza questo la società perde la "voce", e soprattutto oltre al diventare soggetti facili da ragirare, perdiamo il nostro potenziale di influire attivamente nel cambiamento di ciò che non ci piace e vorremmo migliorare.
Si sa ad esempio che molti studi scolastici e molte informazioni passate dai media vengono filtrate ad espresse a noi in modo che abbiano diversi modi di essere intese.
Come è anche noto che così come i "vincitori" abbiano scritto la storia, anche i pensieri politici più influenti attualmente tendano a modellare il pensiero ed il costume comune delle persone.
Esistono diversi studi per ragirare una persona:
sulla mimica corporea (da cui loro traggono il giusto modo di presentarsi gestualmente per far sembrare di essere persone affidabili ed affermate, oltre al fatto che riescano a capire i punti in cui il loro interlocutore si senta meno sicuro per poter premere su quel "tasto dolente". In poche parole si preparano al creare una certa immagine di sé ed apparire nel modo più convincenti possibile tramite anche la gestualità e le espressioni.);
sulla dialettica o "retorica" (un'arte nata nella Grecia antica e concepita da filosofi del calibro di Socrate, Platone ed Aristotele. Essa consiste nell'arte del saper convincere le persone, nel saper parlare bene. In cui vengono studiati veri e propri sistemi di formulazioni di frasi a livello logico-sintattico con aggiunta di termini ricercati e poco comuni, proprio per dal sfogo all'illusione di avere una cultura solida alle spalle, più ampia del cittadino medio. Da qui nasce anche l'arte del contrattare.);
Lo studio del leggere la persona (cercano di immedesimarsi nella situazione di quella persona in modo da poterne trarre beneficio dai suoi punti dolenti. Per poter raggirare una persona bisogna portarla alla fiducia e far si che loro si affidino a te. Applicano uno studio del pensiero della persona a seconda del tipo di tradizione che hanno avuto, di educazione, dell'ambiente in cui hanno vissuto, ed addirittura azzarderei dire anche di influenze che si hanno internazionalmente tramite i media.); etc.
Dunque sanno chi siamo, sanno cosa vogliamo e sanno che siamo vulnerabili senza il pensiero razionale che ci porta al comprendere i loro fini.
Ad esempio se una persona si affidasse ad un medico o ad un avvocato, tramite la loro presenza ed i loro termini scientifici e tecnici, una persona comune potrebbe non capire bene la gravità di una situazione per poterla affrontare o nel caso in cui questi professionisti non fossero in grado di svolgere quel preciso compito, il soggetto non riuscirebbe a capire la loro incompetenza (perchè ciò che rende un uomo un "professionista" riguardo un ambito è proprio la terminologia che vi associamo e motivo per cui per noi diviene rispettabile ed affidabile); invece d'altra parte una persona con un minimo di curiosità in più, dopo essersi informato, inizierebbe e fare domande sul "Perché quella data deduzione, dalla quale crede sia migliore questo procedimento?" o sul "Se gli vengano spiegate in modo da essere capite determinate situazioni o scelte".
Con i politici, non essendo questa una scienza esatta, non si potrebbe fare, perché loro sono puro fumo. Di base hanno solo l'arte della persuasione, ma di tecnico ed accertato niente.
Eppure loro, paradossalmente, sono i generatori di fonti del diritto e di regolazioni dello stato sanitario (sia a livello scolastico che istituzionale o lavorativo).
Il punto di questo articolo è quello di sottolineare la potenzialità dell'avere un bagaglio culturale da diversi punti di vista sullo stesso argomento ( possibilmente da fonti certe), in modo da poter svilupparne un proprio pensiero critico.
Su steemit:
Un esempio pratico del processo logico che compio nel momento in cui io leggo un post o un commento, é esattamente uno studio del modo di scrivere, di ciò che mi vuol essere comunicato, di ciò che si é voluto intendere ma non é stato detto; della veridicità di quel contenuto; della quantità di sentimento con cui è stato scritto e pensato; delle emozioni che mi suscita; della persona che c'è dietro e del suo ipotetico modo di vedere le cose dal tipo di trascorso che ha avuto; etc.
Ma la cosa prevalente che cerco di carpire é l'intenzione con cui sia stato scritto, perché, da dove sia nata quell'intenzione, se da una spinta mediatica, da un ragionamento logico razionale, o tradizionale. E soprattutto se sia stato scritto per trarne beneficio, per sminuire o per semplice passione e credenze in quello che si dice.
Infine analizzo la coerenza di questa persona. Ovvero vedo se a prescindere del tipo di ideologia o educazione che abbia avuto, sia coerente con sé stessa in ogni contesto.
Dopo ciò giudico se per me una cosa sia utile a fini dell'apprendimento e della crescita personale, e se una mia ipotetica risposta possa esserlo per la persona con cui interloquisco.
Nel momento in cui ritengo che entrambi abbiamo da imparare con un confronto, allora il gioco vale la candela e si accende in me la scintilla dell'interesse, dalla curiosità, che mi spinge a chiedere a questa persona di più. Non sempre per condivisione del pensiero, ma semplicemente per capire a pieno la sua linea di pensiero.
Per me questo è il modo migliore sia per sviluppare un pensiero critico, sia per avere un buon metodo di studio. È chiaramente fondamentale avere una buona base di informazioni su tutti gli argomenti che si trattano, o almeno tramite la deduzione arrivare a cogliere il loro meccanismo e significato.
Importante:
Logicamente, ma non per scontato, il primissimo giudizio che compio è verso me stessa.
Mi chiedo se io mi senta pronta ad assimilare un determinato argomento; se io mi senta predisposta nel farlo; se ne trarrei piacere e dunque benefici; mi chiedo se io abbia il giusto grado di maturità per comprenderlo, per non poter peccare di ignoranza o di inesattezze nel commentarlo o nel creare una mia idea mentalmente; cerco di capire il perchè di alcune mie critiche e se pecchino di pregiudizi; quali influenze io possa aver avuto nel pensare quella cosa, se contaminate o filtrate; e cerco di pormi nel modo più naturale possibile, essendo consapevole dell'età che ho, della mia etica e della mia educazione.
Spero vi sia piaciuto, a presto.