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Non dirmi "non votare".
Non votare non è un atto di protesta, è un atto di menefreghismo verso la realtà che ci circonda, verso le tue necessità, verso le necessità di chi ti sta affianco, verso i diritti che il popolo ha conquistato con fatica nella storia.
Non votare non è fare un torno a qualcuno o qualcosa, l'unico torno lo fai a te stesso, non cercando di eliminare persone dalla scena politica che anche tu persone che non ti rappresentano.
Non votare alimenta solamente la percentuale di voti di scambio, di mafia, di favori che hanno ucciso il nostro Bel Paese.
Non votare porta voti alle destre xenofobe, razziste, elitarie.
Non votare porta al governo persone come Salvini o la Meloni, che dopo un attentato neo-fascista sono capaci di dare la colpa al Governo, alla sinistra (dove? chi? quando? sinistra in Italia?), a Saviano, alla Boldrini, all'Europa, quando sono loro i mandanti morali di odio verso il diverso.
Non votare è peggio di qualsiasi altro gesto che tu possa fare. Piuttosto, vai a andare a votare e annulla la scheda, perché votare è un diritto e non un dovere.
Non votare è rinnegare tutto il sangue che i nostri avi hanno versato per permetterci di scegliere chi ci rappresenta, di creare una democrazia rappresentativa, che ogni voto vale uno.
Non votare nel 2018 è da irresponsabili, quando la nostra società sta andando in rovina, quando ci vuole un voto ragionato.
Non votare è un torto che fai solo a te stesso e ai tuoi figli.