Qui i capitoli precedenti di Hypogeum:
1 https://steemit.com/ita/@charlesx/hypogeum-cap-1-italian-crypto-fiction
2 https://steemit.com/ita/@charlesx/hypogeum-cap-2
3 https://steemit.com/ita/@charlesx/hypogeum-cap-3
4 https://steemit.com/ita/@charlesx/hypogeum-cap-4
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Hypogeum Capitolo 6
Quel che resta
Un odore strano, che ricordava il metallo delle monete, lo riportò alla veglia. Alzò la testa e vide che la coperta gli arrivava alla vita, la scostò con uno strattone e vide una protesi collegata al ginocchio della gamba sinistra; sembrava una di quelle protesi che si vedevano in televisione, quelle usate dagli atleti nelle corse.
Si alzò in piedi con cautela, la sensazione sulla gamba era molto strana, fece due passi a stento e tornò a sedersi sul letto.
Una voce uscì dall'alto parlante poggiato sul tavolo:
Jack : "Hey, sei sveglio? ho sentito i passi"
Alessandro: "Si, chi sei? non è la prima volta che sento la tua voce"
Jack: "Sono Jack, tempo addietro ti abbiamo parlato ma non hai risposto, bello sentire una voce nuova"
Alessandro stette in silenzio qualche secondo osservando lo schermo nella speranza di vedere una faccia, ma niente si illuminò.
< E' vero, da quando sono in questo posto non ho visto una singola faccia, anche le persone della scorta dovevano essere a volto coperto, essendo buio non sono riuscito neanche a guardarli bene >
Jack: "Ho sentito un passo metallico, ci hai rimesso una gamba di già?"
Alessandro: "Come fai a saperlo? cosa diavolo..."
Jack: "Una storia lunga, parecchi anni fa...credo siano anni, lavoravamo con un certo Mark, lui ne perse due di gambe, quando camminava sembrava fosse un robot, il rumore delle protesi sul pavimento di metallo è qualcosa che non si dimentica facilmente"
Alessandro: "Due gambe...perchè?"
Jack: "Non hai firmato vero? beh neanche Mark firmò, per ben due volte, alla terza gli dissero che gli restava l'ultima gamba da perdere, a quel punto decise che era meglio firmare e mantenere intatta almeno la gioielleria"
Alessandro: "Non ho alternative..."
Jack: "Mi dispiace ragazzo, ti sei fatto onore, ma alla fine ti toccherà scegliere tra un dolore che non sai quando avrà fine e la collaborazione"
Alessandro: "Puoi dirmi qualcosa su questo posto? da quanto tempo sei qua?"
Jack: "Ah non ne ho idea, io ho conosciuto solo la mia cella, la sala delle sessioni e la sezione ospedaliera, non so da quanto tempo non vedo il sole, non abbiamo un modo per misurare il tempo, una volta un tizio riuscì a costruire una clessidra, attraverso la media dei battiti del cuore stabilì quanto tempo misurava, neanche un giorno e gliela portarono via"
Alessandro: "Quindi questo è tutto quello che mi resta, firmare quei fogli e sottomettermi a loro, oppure continuare a farmi tagliare a pezzi"
Jack: "E' crudele, ma sì. Mi segnalano sul monitor che stanno per scollegare la comunicazione, qualunque cosa tu decida di fare ti auguro buona fortuna ragazzo"
Alessandro: "Grazie"
Silenzio per alcuni minuti, un rumore meccanico richiamò la sua attenzione, un pannello non lontano dal tavolo si aprì rivelando un vassoio che ad occhio conteneva due piatti coperti e una bottiglia. Una voce robotica risuonò nella stanza "prego prelevare il pasto", Alessandro si alzò e barcollando arrivò al pannello, prese il vassoio e lo poggiò sul tavolo, guardò dentro la fessura ma non vedeva nessuna fessura visibile.
Il pannello si richiuse, Alessandro si accomodò sulla sedia e rivelò il contenuto dei piatti: il cibo era già tagliato(sembrava carne di pollo accompagnata da verdure più delle formelle cubiche che ricordavano i cereali), non vi erano posate, la bottiglia doveva contenere acqua e non era presente nessuna etichetta. Si rialzò per lavarsi le mani nel lavandino, dopo di ciò si sedette nuovamente.
< Il rumore della protesi sul pavimento fa davvero impressione >
Cominciò a mangiare con le mani, riflettendo sulla prossima mossa.