Tutto si può pensare quando si parla di antichità e popoli che hanno vissuto in epoche passate... meno che dei giochi che usavano adoperare per svago e divertimento. Chissà quanti giochi sono andati persi nel tempo e non verranno mai più ritrovati e/o rigiocati, fortunatamente non è il caso del gioco a cui dedico questo post: The Royal Game of Ur.
Diverse tavolette simili a quella che vedete nella foto in basso sono state ritrovate in vari scavi nel Medio Oriente e paesi limitrofi. Unico problema: la mancanza di regolamenti e linee guida che aiutassero a capire come funzionava il gioco e quindi non solo a capirne la natura e la storia ma anche il meccanismo che lo rende interessante e unico. Sono state fatte ipotesi e congetture sul gioco, fino alla fine del XX secolo.
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Tutto cambia quando un curatore del British Museum, tale Irving Finkel, traduce due tavolette; la prima trovata nel 1880 tra le rovine di Babilonia e donata al museo, la seconda andò distrutta nella prima guerra mondiale ma ne fu conservata una foto. Le tavolette contenevano le regole del gioco di Ur, fornendo al curatore e a noi tutti le linee guida per riportare alla luce un gioco che a mio avviso è ben studiato e divertente anche ai giorni nostri.
La versione "semplificata" che Irving Finkel ha implementato consiste in quanto segue:
Ogni giocatore ha a disposizione 7 pedine, lo scopo del gioco è assicurarsi che le pedine escano tutte dal percorso della tavoletta, nella linea centrale passano le pedine di entrambi i giocatori (stato di guerra) mentre in quelle laterali ogni giocatore ha uno spazio proprio che l'altro non può invadere (vi invito a vedere la prima fonte, nel cui video non solo è spiegato il funzionamento del gioco ma viene fatta proprio una partita).
Ho girato un po' di siti web, sul sito del British Museum la replica del gioco è out of stock quindi non è acquistabile. Invece ne ho trovata una versione su amazon per circa 50-70 euro, la produzione della tavoletta e dei pezzi necessari a giocare è probabilmente stata spinta dal fatto che questo particolare pezzo combina storia antica e divertimento, rendendo il tutto interessante non solo per passare del tempo ma per osservare come un gioco creato ben 4500 anni fa possa essere godibile anche oggi, grazie a chi studia le civiltà passate.
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