Cari amici di Steemit,
nel mio post precedente parlo di come l’umore possa cambiare in base al tempo e ho scoperto che molti di voi tendono ad essere meteoropatici. Vista la copiosa pioggia di questi giorni ho pensato così di pubblicare qualcosa che potesse riscaldarvi il cuore e la vista...
Giugno 2017.
Siamo in macchina, io e mia figlia. L’aria condizionata non posso metterla alta altrimenti lo sbalzo termico quando scendiamo è troppo pesante. Stiamo tornando a casa per pranzo e l’asfalto sembra colla. Le gomme della mia Nissan sono così calde che sembrano le slick mescola 0 che mettevo alla moto quando giravo nel circuito di Misano. Per fortuna abbiamo trascorso la mattinata in riva al mare, con i piedi nell’acqua e le mani impegnate a raccogliere conchiglie.
Ferme al rosso del semaforo, osservo la frenesia che ci circonda: bici e motorini che ti sfrecciano a fianco, famiglie con materassini e frighetti portatili che attraversano frettolosamente la strada, bambini urlanti che imprecano per il loro gelato. Finalmente la riviera si sta rianimando dopo un lungo letargo. È iniziata l’estate.
Uscite dal caos cittadino attraversiamo la zona artigianale dove l’inceneritore la fa da padrone. L’odore acre riesce ad entrare nell’abitacolo per qualche secondo e dallo specchietto retrovisore guardo la nuvola che circonda la torre grigia e rimpiango i vapori termali che uscivano dai tombini del mio paese d’origine.
Finalmente iniziano le salite delle colline dell’entroterra romagnolo. A differenza dei miei cari Colli Euganei, tutti curve a gomito e vegetazione fitta, quelli riccionesi permettono una visuale ampia, distensiva e riossigenante. Le sfumature celesti e bluastri e cobalto del mare si godono solo dall’alto. Inizio a rilassarmi nonostante la voglia incalzante di rincasare e rifletto su quante meraviglie ci perdiamo quando siamo di fretta, quando siamo distratti, quando lo stress quotidiano ci punzecchia di continuo ricordandoci che è tardi.
Ho deciso. Mi fermo. Mi prendo due minuti. In questo preciso istante tutto ciò che mi circonda già non c’è più perché è costantemente in movimento. L’unico modo per ingannare il mio cervello è scattare una fotografia. Altro che diamanti, è un’istantanea che è per sempre: il segreto sta nel captarne l’emozione che si sta vivendo.
Quando un giorno prenderai in mano un vecchio scatto non vedrai il luogo visitato o la persona che stavi abbracciando ma sentirai le emozioni che essi ti avevano impresso nell’anima.
Ok, ma dove mi fermo? Dovrei tornare indietro e appostarmi in un luogo strategico che dista qualche chilometro e non ne ho voglia. Scoraggiata proseguo con la guida e penso “lo farò domani”. La mia testa inizia a frullare, mi abbatto sempre più riflettendo su questo mio difetto di procrastinazione, provo ansia perché sono sempre di corsa e per assurdo non concludo mai nulla.
Il mio divagare viene improvvisamente interrotto da mia figlia.
“Mamma, guadda! Sole bello!”
“Si amore, c’è il sole ed è bello” le rispondo distrattamente presa dalla mia autoflagellazione mentale.
“No mamma, no sole, altro sole!” rincalza lei.
“Il sole è quello, non esiste un altro sole amore mio” rispondo divertita, un po’ commossa dal suo modo così tenero e prematuro di comunicare.
“Dai mamma guadda!”
Silenzio. Fermo la macchina. Abbasso il finestrino… soli. Soli ovunque.
Immagine dell'autore
Il mio cuore sorride. Vado a slegarla dal seggiolino, l’abbraccio fortissimo e insieme ci godiamo questo spettacolo della natura. E insieme ridiamo. E sempre insieme scattiamo questa foto, io metto a fuoco e lei preme il bottone con il suo ditino pacioccoso.
Sapete, questo piccolo esserino vede tutto ciò che noi adulti diamo per scontato. Ogni cosa è speciale, ogni istante è emotivamente sentito, tutto desta curiosità. Vedere il mondo con gli occhi di un bambino penso sia la chiave di lettura per questa vita e io sono infinitamente grata per averne avuto una seconda possibilità.
Un abbraccio di sole a tutti voi.
Love