Quando ho visto la prima uscita del @Discovery-it sulle pitture rupestri ho pensato immediatamente a NOF4 come artista e non solo come ospite del Manicomio di Volterra.
E' proprio grazie ai miei due post 1 e 2 su NOF4 che mi sono conquista l'uscita dall'asilo ed i miei primi Post-it e adesso, sfrutto l'idea nata dal @Discovery-it per riprendere in mano questo personaggio sconosciuto ai più
Cos'è la Art Brut o Arte Brutale?
E' un tipo di arte spontanea che si trova in quei luoghi dove sono rinchiuse persone affette da varie patologie. Insomma, in parole povere, sono murales, graffiti, sculture o quanto altro si possa definire arte che viene realizzata da pazienti psicotici o schizzofrenici ricoverati in strutture protette, oppure di prigionieri rinchiusi in carcere. Perchè proprio queste persone? Perchè si ritiene che persone di questo tipo siano digiune di arte, che seguano l'istinto creativo e, principalmente, siano autodidatti ed emarginati.
Questa arte grezza vede in Oreste Nannetti alias NOF4 uno dei suoi più grandi esponenti a livello italiano.
Oreste Nannetti, NOF4, durante la sua lunga permanenza prima nel manicomio di Volterra, e, a seguito della sua chiusura, presso una struttura protetta ha realizzato graffiti su enormi strisce di muro ed una ringhiera. La ringhiera, che era di una scalinata, fu graffiata dopo la chiusura dei manicomi fatta grazie alla legge Basaglia. Era chiamata la ringhiera fiorita in quanto vi aveva inciso per tutta la sua lunghezza fiori e decorazioni floreali. Purtroppo è andata distrutta e, per questo, salvare i graffiti del muro è diventato ancora più importante.
Foto di Mia Proprietà
Per chi non avesse letto i miei precedenti post e non conoscesse NOF4 vorrei spendere nuovamente due parole sui suoi graffiti.
Oreste Nannetti era un paziente del reparto clamorosi (quello che nei film è il manicomio criminale) del manicomio di Volterra. Era logorroico e schizzofrenico e, da quello che risulta, non aveva un'istruzione decente. Ogni giorno, quando gli infermieri portavano nel cortile esterno i degenti, Oreste prendeva la fibbia del panciotto che costituiva la divisa e si metteva a "graffiare" il muro del cortile. Niente lo distraeva, arrivava, creava la pagina che voleva scrivere, e poi iniziava a riempirla con caratteri cuneiformi e disegni.
In ogni pagina ci stava una storia, e solo grazie ad un infermiere siamo riusciti a comprendere la sua scrittura e a tradurre i suoi racconti.
Grafico metrico mobile della mortalità ospedaliera 10% per radiazioni magnetiche teletrasmesse 40% per malattie varie trasmesse o provocate 50% per odi e rancori personali provocati o trasmessi
Oreste Nannetti spiega di cosa si muore in manicomio
Purtroppo, questo immenso lavoro si trova in un cortile sotto una specie di tettoia, all'aperto, in una struttura abbandonata. E' possibile visitarlo grazie al lavoro della Onlus Inclusione e Graffio di Volterra. Ma ogni giorno che passa rischia di andare perduto per sempre come la ringhiera. Fortunatamente una parte è già stata messa al riparo nel museo creato all'interno della biblioteca del manicomio.
Non so se siete mai riusciti a visitare qualche vecchia prigione... Anche lì si possono trovare un sacco di esempi di Art Brut.
Presso il Museo Archeologico di Colle di Val d'Elsa per esempio, è possibile vedere le celle dove erano rinchiusi i prigionieri politi negli anni pre e post guerra.
Molte scritte, poesie e disegni sono incisi nell'intonaco, e trasmettono pensieri e sentimenti di coloro che per lunghi periodi sono stati costretti in un luogo chiuso. Anche questo è un tipico esempio di arte brutale.
Ciò che non ho compreso di questo tipo di Arte è forse banale, ma credo che sia uno spunto di riflessione...
Coloro che scrivono sui muri o lasciano graffiti su statue o altro ai giorni nostri sono da considerare esempi di Brut Art?
Fonti: