La prima volta che ho sentito parlare di vermicompostaggio è stata durante la visita alla casa del mio amico Flavio che un giorno ci portò in visita ai suoi esperimenti.
"E questa è la vermicompostiera!" esclamò, indicando tre pneumatici messi uno sopra l'altro.
Con grande interesse di noi partecipanti alla sua giornata di introduzione alla permacultura, ci spiegò, a grandi linee, che era sufficiente riempire di paglia alcuni pneumatici, versare regolarmente e esclusivamente il cibo cotto scartato dalla cucina, per ottenere così un piccolo allevamento di vermi. "I vermi arrivano da soli" ci disse.
Perchè vermicompostare
Ho già dedicato alcuni articoli, come questo, al compost e al perché ritengo sia una pratica molto utile.
Che differenza c'è tra il compostaggio e il vermicompostaggio?
Quella fondamentale è che mentre nel primo la trasformazione degli scarti in compost è affidata principalmente a micro-organismi, nel secondo questo lavoro è affidato principalmente ai vermi.
Dico "principalmente" perché, secondo la mia esperienza, questi due metodi si intrecciano. La scorsa primavera, quando andai a vedere la mia compostiera che non aveva ancora terminato il proprio ciclo, trovai tantissimi vermi intenti a moltiplicarsi, anche se non avevo fatto assolutamente nulla per invitarli. Allo stesso modo, secondo quanto ho letto sul vermicompostaggio, una parte del lavoro viene comunque svolta dai micro-organismi.
Il vermicompostaggio può rappresentare una possibilità per coloro che vivono in un appartamento e non hanno uno spazio esterno dove lasciare compostare un cumulo di rifiuti organici. Pare infatti, che una "vermicompost bin" non emetta alcuni odore sgradevole e che quindi possa benissimo essere lasciata vicino alla cucina, anche sotto il lavello.
Per tutti coloro che coltivano piante, i vermi producono un compost molto ricco di nutrienti e versatile. Chi coltiva in grossi vasi o letti rialzati (container gardening) può inserire una manciata di lombrichi e far loro "lavorare" e fertilizzare il terreno. Per chi alleva galline, i vermi possono anche essere utilizzati come alimento. Per chi va a pesca...
Leggendo su internet, si scopre che il vermicompostaggio ha alcune applicazioni molto rilevanti. In molti paesi i vermi permettono infatti lo smaltimento delle acque nere e grigie, sia su scala domestica (compost toilet) che su scala industriale. Alcune persone allevano lombrichi a scopo di reddito, rivendendoli o vendendo il compost come fertilizzante.
Gli elementi di una vermicompostiera
Quando si tratta di allevare qualcosa, da un grande animale ad un lombrico, è bene cercare di capire cosa piace al suddetto.
Ai lombrichi piace un ambiente buio (scappano dalla luce), areato e con una temperatura tiepida e costante.
Come cibo gradiscono i rifiuti organici di ogni tipo, meglio se leggermenti decomposti.
Ho scritto sempre "vermi" senza specificare che in realtà solo un tipo specifico è utile allo scopo di smaltire materia organica.
Si tratta della Eisenia Foetida, nota anche come verme rosso californiano, ma che in realtà è originario dell'Europa. Per me, che fin da bambino ho giocato con la terra, è il lombrico più comune che ho sempre incontrato in giardino.
Generalmente chi inizia una vermicompostiera acquista i lombrichi. Probabilmente, se li cercaste in vendita su internet, vi meravigliereste di quante possibilità di acquisto esistono in Italia. Con qualche decina di euro potete ricevere a casa vostra 500/1000 lombrichi con i quali iniziare l'allevamento.
Per ora io proverò a seguire il consiglio del mio amico permacultore e aspetterò che arrivino da soli. Magari, dopo una bella pioggia, potrei anche raccoglierne qualcuno zappettando un po' nell'orto.
Intanto vi faccio vedere come ho costruito, oggi pomeriggio, quella che spero diventerà presto la sede di una colonia di lombrichi.
Un contenitore di recupero
Qualche giorno fa, vicino alla raccolta differenziata del vetro, ho trovato una vecchia damigiana con attorno un ampio contenitore di plastica. Senza pensarci su, l'ho salvata dalla distruzione e l'ho portata in casa. La damigiana diventerà un oggetto d'arredamento molto apprezzato da chi ci fa visita. Quando al recipiente di plastica che la proteggeva, oggi ho trovato un buon modo per usarlo, benché fosse molto usurato.
La vermicompostiera l'ho localizzata in un angolo del giardino, piuttosto in ombra, dove già avevo depositato alcuni scarti di cucina. In quella stessa zona ho trovato molti buchi scavati da talpe e topi. La prima cosa che ho fatto, allora, è stato assicurarmi che gli scarti di cibo possano diventare cibo per i lombrichi e non un banchetto per i topi.
Ho sistemato un pezzo di rete metallica sul suolo: i vermi, se vorranno, potranno entrare; i topi, no.
A quel punto il bidone di plastica capovolto, sul cui fondo ho tagliato un'ampia imboccatura, diventerà la campana in cui versare gli scarti organici.
Come nel caso di una compostiera tradizionale è bene mantenere un certo equilibrio tra il secco (segatura, fogliame, giornali) e l'umido (scarti di cucina e sfalci d'erba). Pare che, nel caso della vermicompostiera, la maggior parte del volume (circa il 70%) debba essere rappresentato dal "letto": giornale o cartone tagliato in striscioline, segatura, paglia... Nel mio caso ne ho approfittato per ripulire il porticato dalla segatura: una volta raccolta, l'ho deposta nel contenitore e l'ho innaffiata abbondantemente.
Ora, non mi resta che versare gli scarti di cibo, fare attenzione che si mantenga un equilibrio con il secco e un buon livello di umidità e sperare che i lombrichi arrivino a colonizzarlo. Probabilmente domani con il trapano farò un po' di buchi sulle pareti del contenitore per permettere una migliore areazione.
Se invece non dovessere arrivare i lombrichi, ci penseranno i micro-organismi a trasformare il tutto in compost entro la prossima estate.
Tutte le foto sono originali e scattate dall'autore.