L'aumento della popolazione mondiale ha fatto sì che anche il settore dell'allevamento di bestiame si espandesse ad un ritmo incredibile per soddisfare il crescere bisogno di carne. Anche se la carne è un alimento importante per un corretto regime alimentare, è anche vero che un allevamento di bestiame ha un consumo enorme in termini di risorse. Il bestiame infatti necessita di ampi spazi per il pascolo, tantissima acqua, fertilizzanti, vaccini e controlli continui, tanto per dirne qualcuna. Costi elevati, resa ridotta paragonata a quella di un terreno per uso agricolo, eppure la carne è qualcosa di cui non si può fare a meno.
Cosa vi dicessi se le cose stanno per cambiare a breve e che forse, presto vedremo anche i non-consumatori di carne , gustarsi un vero hambuger?
Dalla staminale alla brace: tecnologia IMPS
È da circa 15 anni che nei laboratori si sintetizzano cellule muscolari da cui si ricava un prodotto alimentare. Fino a pochi anni fa, queste cellule venivano utilizzate per ricavare proteine ed aminoacidi a scopo farmaceutico. Oggi, grazie ai progressi della ricerca, siamo vicini alla produzione in massa di carne creata artificialmente in laboratorio. Niente più allevamenti di bestiame, spese mostruose, consumi idrici esorbitanti: per gustarci un succulento arrosto in vitro basterà comprarlo nel negozio più vicino.
L'idea di fondo è quella di produrre "carne" in laboratorio e manipolare la sua composizione selettivamente: questo tipo di processo viene eseguito con lo scopo di fornire il massimo beneficio al consumatore, così come per l'ambiente e gli animali. Ricordiamo che la carne è un alimento importante per via del suo alto contenuto in proteine essenziali, grande biodisponibilità di elementi come il ferro e lo zinco, alto contenuto di grassi omega 3, vitamina b12 e tutte le vitamine del gruppo B.
La tecnologia prende il nome di IMPS (In Vitro Meat Production System). Tutto inizia da un piccolo prelievo di tessuto muscolare da un animale: ciò che compone la carne non è solo muscolo scheletrico, ma anche popolazioni cellulari meno "differenziate" come le cellule miosatelliti e le cellule cellule staminali adulte. Le prime sono quelle più adatte ad essere utilizzate per questo tipo di tecnologia: sono abbastanza mature da ridurre al minimo il rischio di sviluppo di cancro durante la replicazione e sono abbastanza poco differenziate per garantire un alto tasso di replicazioni. Queste cellule vengono fatte crescere in particolari terreni di coltura ricchi di vitamine e minerali su di "un'impalcatura" che serve per definire la forma e far organizzare le cellule in "fasci" una volta terminata la fase replicativa. In teoria, 1 sola cellula di questo tipo può produrre un numero infinito di carne. Il risultato finale è un pezzo di carne senza ossa, pulito e senza ulteriori processazioni, pronto per il consumo. È da notare come non sia indispensabile compiere modifiche genetiche per ottenere questo prodotto anche se modifiche nel DNA della cellula iniziale può portare a numerosi vantaggi.
I benefici della cane in vitro
Si stima che entro il 2050 il mondo conterà ben 9 miliardi di abitanti e che il consumo di carne sarà circa il doppio di quello attuale. Ad una richiesta così imponente, segue un costo in termini di risorse che il nostro pianeta difficilmente potrà provvedere. Liberare spazi coltivabili (fino al 99%), risparmiare l'acqua (fino all 82%) ad uso allevamento e incontrare la richiesta di questo alimento è l'obiettivo che si prefigge questo tipo di tecnologia, su cui si sta concentrando parte dell'industria alimentare proprio perchè è forse l'opzione più valida per queste problematiche. Questo tipo di carne sarà anche più salutare per il consumatore: i produttori potranno decidere ad esempio di diminuire la quota di grasso "dannosa" a discapito di quella benefica, come i grassi omega-3, così come si abbatteranno i processi di contaminazione delle carne, che avvengono nella maggior parte dei casi durante la macellazione (che non c'è nel caso della carne in vitro) per il contatto con altre parti dell'animale (intestino).
Disponibilità: entro fine 2018
Lo scorso giugno, l'azienda di nome JUST, ha annunciato dal nulla che avrebbe introdotto nel mercato i primi lotti di carne in vitro entro la fine del 2018. Se ciò dovesse accadere, sarebbero i primi in questo settore: altre aziende come Finless Food (per il pesce in vitro) e Memphis Meat (sempre per la carne) mirano ad lanciare i loro prodotti rispettivamente nel 2019 e nel 2021. La FDA americana non si è pronunciata contro questo tipo di prodotto (ma nel 2015 ha deliberato positivamente sul consumo di pesce in vitro) e soprattutto c'è da vedere come reagiranno gli allevatori, che ovviamente vorranno far valere le loro ragioni e mettere in evidenza una netta distinzione tra un prodotto biologico ed uno prodotto in laboratorio.
Ma l'interrogativo più grande rimane un altro: quanto sarà buona?
BIBLIOGRAFIA
- Post MJ. Cultured meat from stem cells: challenges and prospects. Meat Sci. 2012
- Shruti Sharma, Sukhcharanjit Singh Thind and Amarjeet Kaur. In vitro meat production system: why and how?. J Food Sci Technol. 2015 Dec.
- As lab-grown meat advances, U.S. lawmakers call for regulation.Sciencemag
- Lab-grown 'clean' meat could be on sale by end of 2018, says producer. Independent
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