Quante volte ci è capitato di pensare ad un'esperienza fantastica, ad un posto mai visitato, ad una persona mai conosciuta e pensare "è il mio posto preferito", "è la persona migliore che c'è" o "sicuramente non mi piacerà"
Come si può di una cosa sconosciuta arrivare a pensare che sia la nostra preferita o a escluderla dalle possibilità?
Gli input che riceviamo durante la nostra vita ci condizionano a tal punto da farci credere che le Hawaii siano un posto meraviglioso, quando in realtà delle Hawaii sappiamo veramente poco, ma da quello che abbiamo recepito, con quelle informazioni sparse, ci siamo creati una visione che difficilmente qualcuno potrà offuscare.
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Ci è bastato vedere una foto di una spiaggia al tramonto, o quelle corone di fiori simbolo di festosità per catalogare come "magico" un posto sconosciuto. O viceversa "Io lì non ci andrei mai, ci sono altri mille posti più interessanti che visiterei prima"
E' proprio per questo che molte volte le nostre aspettative vengono tremendamente meno. Stai visitando quel posto, stai vivendo quell'esperienza che sognavi e ti accorgi che quel quadro, dipinto così bene nella tua mente, non esiste, neanche lontanamente si avvicina alla realtà.
Perplessità. Disagio. Tristezza.
E' proprio per questo che la nostra sorpresa nello scoprire che un posto etichettato come "ripiego" è in realtà il posto più bello che abbiamo visto finora.
Stupore. Felicità. Spensieratezza.
Questa parte della nostra immaginazione è quindi un arma a doppio taglio? Non credo, fa parte di noi, è giusto potersi creare e disfare immagini, idee, concetti.
E' giusto poter sognare ad occhi aperti o farsi trasportare dalle parole di un libro. Non è forse dalla nostra immaginazione che tutto ha inizio?
A voi cosa ha spiazzato completamente rispetto all'idea che vi eravate fatti?