Salve Steemers, il giro prosegue, e prosegue anche il nostro racconto
Tappa 7
Come potete immaginare, per chi segue i miei post se ieri non è uscito nessun post sul ciclismo è perché è successo davvero poco, perlomeno da raccontare.
La tappa è stata corsa tutta in terra calabrese, da Pizzo Calabro a Praia a Mare, una tappa per velocisti, arrivata in volata, dove questa volta Sam Bennet riesce ad imporsi su Elia Viviani.
Nessun cambiamento nella classifica generale, come era facile attendersi, queste tappe sono interlocutorie.
Tappa 8
L'ottava tappa almeno per conformazione era sulla carta molto più interessante e effettivamente, almeno per lo spettacolo lo è stato.
Il primo spettacolo come sempre è il pubblico, delle ali folla (e non avete visto niente, già domani o nella terza settimana sulle alpi, vedrete che spettacolo) che accompagnano i corridori, sempre festante e applausi scroscianti per tutti, non conta la maglia, la nazionalità o il colore della pelle, ci sono solo applausi e incoraggiamenti per ogni atleta, questo è uno degli spettacoli che solo il ciclismo riesce a dare.
Torniamo alla tappa, l'arrivo a Montevergine è in quota, e la tappa è lunghissima, l'ultima salita che porterà all'arrivo è però molto pedalabile e non presenta pendenze proibitive, rendendo impossibile fare la differenza tra gli uomini di classifica, però è molto importante salire regolari risparmiandosi per ciò che arriverà domani.
Tutte queste caratteristiche rendevano l'ottava tappa perfetta per le fughe e gli attacchi da lontano ed effettivamente questo è successo, nei primi 60km l'andatura è stata altissima, molte delle squadre erano interessate ad entrare in una fuga.
La fuga si concretizza dopo la prima ora e mezza di corsa con sette uomini al comando Tosh Van Der Sande, Matteo Montaguti, Rodolfo Torres, Davide Villella, Matej Mohoric, Koen Bouwman e Jan Polanc, i fuggitivi avranno un vantaggio massimo di 7 minuti a metà gara circa.
Con l'avvicinarsi della fine della tappa il gruppo come fa sempre cerca di chiudere sui fuggitivi, l'ultimo ad arrendersi sarà Bouwman, ripreso negli ultimissimi chilometri.
Potrebbe essere un arrivo in volata, con Pinot favorito, ma un proiettile vivente nell'ultimo km viene sparato, il suo nome è Carapaz, che percorre l'ultimo chilometro in salita in soli 2 minuti e 3 secondi, staccando il gruppo a tutta di sette secondi (che sarebbero qualcuno in più ma negli ultimi metri, sicuro della vittoria, si è un po' alzato).
Per quanto riguarda la classifica generale nessuno stravolgimento, solo i 4 secondi di abbuono recuperati su tutti gli altri da Pinot, classificatosi terzo all'arrivo.
Osservatorio di Campo Imperatore - Gran Sasso d'Italia, CC3.0 Creative Commons, Fonte
Domani si inizierà a fare sul serio con l'arrivo sul Gran Sasso al Campo Imperatore, con gli ultimi cinque chilometri di salita vera, vedremo se qualcuno avrà le gambe per attaccare.