In un angolo lasciato buio dalle luci del locale, che così in là non osavano spingersi, sedeva una sagoma d’uomo, una figura enigmatica della quale si poteva intendere il sesso maschile da quei pronunciati baffi a punta che spiccavano dalla forma ovale della sua testa. Anche se nessuno riusciva a metterlo a fuoco, lui se ne stava laggiù dove mai nessun cliente passava, a sorseggiare la sua doppio malto abbracciato dall’oscurità sua unica compagna, distante dalla gaiezza e dalla spensieratezza che irradiavano tutto il resto del locale, e le persone che si muovevano ondeggianti ai ritmi più sfrenati.
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Passavano così le sue notti a “La persistència de la memòria”, il locale che fiancheggiava proprio casa sua e che quindi non gli era difficile raggiungere prima che la clientela lo gremisse. Ma quella sera era diversa, quella sera si percepiva il cambiamento nell’aria; anche se nessuno presta mai attenzione ai piccoli particolari sono proprio loro a regalarci quello che fa della nostra vita un sogno ad occhi aperti. Una folata di quel vento di cambiamento sospinse la porta del locale dando accoglienza ad un volto luminoso in un corpicino gracile, un ometto che traspariva solo cordialità dai suoi modi fini e da quel sorriso che gli brillava sul viso. Non era abitudinario del posto, ma ciò nonostante sembrava già sapere dove e come muoversi. Lui, come tutti, notò quell’angolo così buio e tranquillo che non sembrava nemmeno far parte dello stesso luogo, ma a dispetto delle altre persone, è proprio lì che i suoi piedi si erano puntati per dirigervisi. Vide un posto a sedere accanto a quell’uomo a cui nessuno si era mai avvicinato e, nella distrazione del momento, urtò il suo tavolo; la birra poggiata sopra iniziò a volteggiare su se stessa, tracciando piccoli cerchi con la condensa che avvolgeva il bicchiere e, in ultimo, precipitò dal piano dirigendosi sulle gambe dell’uomo seduto. Lui si alzò con uno scatto, mostrando il suo corpo statuario e le sue spalle incurvate verso quell’ometto tanto simpatico, che d’istinto si gettò in scuse e cercò di rimediare al misfatto, ma ciò che accadde nessuno poté prevederlo, né lui, né tutto il resto del locale che nel frattempo aveva riunito i propri sguardi sull’accaduto: le punte dei baffi di quell’uomo conversero al sorriso che sbocciò dalla sua bocca, e in un impeto abbracciò il gracile ometto, lo strinse a sé ed insieme iniziarono a piroettare sulla pista da ballo, avvolti dalle luci piene di colori che lì tramutarono in un immagine surrealistica, degna di un dipinto di Dalì.
Clifth