Ogni volta che viene affrontato l'argomento mi sento chiamato in causa, avendo lasciato la mia città tre anni or sono per stabilirmi in territorio teutonico.
Nessun posto sarà mai come casa: la famiglia, gli amici, i luoghi e le piccole abitudini che ripercorriamo di tanto in tanto con la nostra mente rappresentano qualcosa più della semplice nostalgia. La maggior parte delle persone non va via per scelta, o comunque difficilmente si ritrova a vivere in posti che ha sempre sognato. Tutti noi seguiamo occasioni, possibilità lavorative, aspettative più o meno ripagate, lottando con tutte le nostre forze per farci accettare ed accettare le condizioni in cui ci troviamo.
Dal mio punto di vista, devo dire che un paio di circostanze fortunate hanno facilitato il mio inserimento, ma sono sempre convinto che la fortunata vada aiutata con lavoro, spirito di adattamento e capacità di cambiare. Perché ve lo dico, e chi lo ha provato lo sa, affrontare un’esperienza di vita da emigrante, guardando avanti e non indietro pronti a tornare a casa alla prima difficoltà, è un’esperienza che vi segnerà profondamente.
Per combattere le avversità e cercare di vivere al meglio la vostra esperienza di emigranti, soprattutto all’inizio, quando le cose sono molto più dure, ecco la mia lista di 5 cose da dover fare assolutamente per integrarvi, tenervi impegnati, fare amicizia e, perché no, magari apprezzare appieno la grande occasione che si ha di migliorare se stessi e il mondo intorno a noi:
1. Imparare la lingua
Che sia il tedesco, il francese, l’inglese o lo svedese, un corso di lingua, soprattutto appena arrivati, è un’ottima scusa per fare amicizia. Conoscerete persone provenienti da tutto il mondo, acquisirete un’apertura mentale che non avreste mai immaginato (pensate che io ho mangiato cubetti di squalo cucinati da una ragazza islandese!) e avrete tantissimi aneddoti da raccontare a casa e ai vostri amici, che di sicuro vi invidieranno per il coraggio e lo spirito di iniziativa.
Il mio primo compito di tedesco :)
2. Dedicarvi ai vostri hobby
Trasferirsi all’estero non significa morte dell’anima. Sapete suonare la chitarra? Prendetela, andate in un parco e iniziate a suonare! Vi piace giocare a calcio? Informatevi sulle squadre del luogo, cercatene una vicino casa e andate (come ho fatto io)! Siete tipi da videogame? Non ve lo devo dire io che esistono community di gamers in tutto il mondo! E allora andate, coltivate il vostro hobby, sarà un momento di relax per la vostra anima ed allo stesso tempo un momento di aggregazione con gli appassionati del luogo.
La mia prima squadra in Germania (Germania Karlsruhe)
La mia nuova squadra in Germania (FC Español Karlsruhe II)
3. Cercare una comunità di vostri connazionali
Gli italiani mica vivono solo in Italia? Non c’è luogo nel mondo in cui non troverete vostri connazionali. Al giorno d’oggi, grazie alle centinaia di social esistenti, è uno scherzo con un po’ di ricerche trovare gente che parla la vostra stessa lingua in giro per il mondo. Volete mettere birra, pizza e due chiacchiere in italiano quando il 90% della giornata siete costretti a parlare un’altra lingua per farvi capire?
Gruppo di italiani a Karlsruhe
Gruppo per giocare a calcetto a Karlsruhe
4. Cercare un lavoro in linea con le vostre capacità
Se siamo all’estero è perlopiù perché le possibilità lavorative nel nostro settore sono scarse, o comunque non riusciamo a trovare il nostro spazio. Ecco che all’estero si fa più difficile: barriera culturale, barriera linguistica, ambientamento, insufficiente conoscenza dei meccanismi di ricerca del lavoro. Da qui l’intuizione: analizzare se stessi e concentrarsi sul proprio valore aggiunto, su ciò che si sa fare meglio degli altri e ci può differenziare. Dopo un breve periodo di ambientamento, la domanda che mi sono posto è stata: cosa posso offrire ad un’azienda tedesca? Oltre alle competenze generiche (laurea, diplomi, capacità e altro), cosa può darmi un vantaggio competitivo nella ricerca del lavoro? Niente di più semplice: la conoscenza dell’italiano! Mi sono buttato alla ricerca di un lavoro che prevedesse l'uso della lingua italiana ed appena inviati i primi 3 curriculum, ricevo subito 2 offerte di lavoro! Le accetto entrambe, part-time ma ben retribuite in proporzione, finché ne scelgo una, che adesso, dopo 2 anni e mezzo, è ancora il mio lavoro a tempo pieno che mi da soddisfazioni economiche e di crescita personale. Per cui, il consiglio è: pensate a cosa vi rende speciali, le vostre capacità e conoscenze, e buttatevi a capofitto! La barriera linguistica non può essere una scusa per molto tempo, si impara e si migliora. Io ho fatto i miei colloqui di lavoro in tedesco dopo 4 mesi di scuola, livello A2, essendo partito dallo studio dell’alfabeto! Con un po’ di tedesco e di inglese me la sono cavata, migliorando entrambe nel corso del tempo, ma la mia competenza in lingua italiana era ed è essenziale nel mio lavoro.
Country Manager Italy molto casual
Qui durante una conferenza (ritaglio, per evitare di includere gli altri ospiti presenti)
5. Divertirsi!
Non dimenticate mai: siete in un’altra città, in un’altra nazione, ma non siete in galera! Divertitevi esattamente come avete sempre fatto: passeggiate per la città, frequentate bar, andate a ballare, fate ciò che vi piace e non dimenticate mai di ridere e di sorridere: quello è un linguaggio universale!
Di seguito alcune attività che condivido con i miei amici nel tempo libero (scusate le spalle nella prima foto :D )
Qui con la mia sublime tecnica riesco a non mandare la palla nel corridoio laterale :)
Eccomi mentre conquisto una delle mie millemila medaglie d'argento in gare con gli amici
Carnevale... Devo aggiungere altro?
In barca sulle coste egiziane: perché non ne hai mai abbastanza di viaggiare
La mia reazione dopo aver tirato una palla di neve e aver dato la colpa a Jack Frost