Spulciando qualche articolo accademico ho scovato uno studio molto interessante di un gruppo di ricercatori danesi, pubblicato poi su Sleep Medicine . La ricerca prevedeva che i soggetti esaminati (alcuni non vedenti dalla nascita, altri da un certo punto della vita e altri normalmente dotati di vista) quotidianamente rispondessero a un questionario in formato elettronico al fine di descrivere le proprie impressioni sui sogni della notte precedente.
Mentre tutti i nati ciechi non hanno riportato alcun sogno "visuale" (ovviamente), la maggior parte di coloro che lo sono diventati successivamente, ne ha realizzato almeno uno. Come logicamente è facile immaginare, quelli che hanno vissuto più a lungo prima di perdere la vista, sono gli stessi che hanno visto più immagini nei sogni rispetto agli altri.
Allora cos'è che sognano?
A quanto pare i dialoghi occupano gran parte del sogno, si legge di dialoghi molto noiosi, con un interlocutore senza un volto, avvolti da una cornice di sole sensazioni.
Nei soggetti con cecità congenita, hanno riscontrato un numero di incubi nettamente maggiore. Tra quelli più ricorrenti, i ricercatori hanno indicato il cadere o il perdere il proprio fidato cane guida.
Spesso, e qui viene il bello, i non vedenti, ricordano di aver toccato veramente qualcosa durante la loro fase Rem, ascoltato suoni e rumori, sentito odori e addirittura sapori. Sensazioni vivide! A me personalmente non è mai accaduto di ricordare odori o sapori durante i sogni e non ho la più pallida idea di come possa essere.
Dunque stiamo parlando di un esperienza onirica sensoriale, molto diversa e, forse più forte di quella a cui siamo abituati, esclusivamente visiva.