L'argomento del post c'entra qualche cosa con il modo in cui vengono trattati gli animali, e il mondo dei tartufai e dei cacciatori.
Prima però desidero partire con 2 brevi considerazioni che ritengo doverose almeno quanto, immagino, siano condivise:
- Uno, sto scoprendo che Steemit permette di instaurare delle collaborazioni straordinarie.
- Due, il gruppo steempostit è una fucina di idee che non avrei mai creduto potesse esistere, almeno fino a pochi giorni fa.
Quindi per ora un grazie a prescindere (voto automatico - podio, possono essere degli strumenti ma, l'esistenza di steemposteit è un qualche cosa che mi è arrivato inaspettato ed è subito diventato centrale nelle mie priorità quotidiane - come per tantissimi di noi del resto). Insomma etn0 non farla tanto lunga siamo già a livelli di orchite. Ok allora vado avanti e riprendo il filo. Dicevo, sopra, che grazie ad alcuni scambi di idee sui vari post letti, mi è nato il desiderio di creare un altro piccolo articolo che serva solo a tenere alta l'attenzione su come vengono trattati gli animali.
Articolo che ho preparato durante un tour frenetico di 3 giorni nell'entroterra Toscano (una piccola vacaza nell'assenza di wi-fi, voting power e Bandwidth Remaining, nel senso che era tutto a terra - per alcuni versi un'agonia). Tour che, per altro, mi è tornato utile per trovare materiale per creare dei post su alcune eccellenze di questo territorio a cui spero di dare un respiro anche extra europeo, riprendendendo progressivamente, e mettendo a frutto, i miei studi universitari in lingue orientali).
foto di mia proprietà: mi ritrae insieme a Pepe
Come nasce il post
L’argomento di oggi è in sostanza la continuazione dell’ultimo post fatto domenica, improntato sulla ricerca del tartufo e sul connubio con il mio cane di nome Pepe. Era un post leggero, dal contenuto ironico, ma che nascondeva al suo interno alcuni anni di esperienze nell’ambito dell’addestramento di cani, e molteplici scambi di informazioni con tutto un mondo di persone che di questo ambiente fa parte. Quando ho deciso di prendere un cane per andare a cercare tartufi, la prima cosa che ho fatto è stata pormi le domande: come si fa per addestrare un animale? Come si fa a farlo in maniera tale che possa aiutarmi nel raggiungere l’obbiettivo di divertirmi, di non rischiare la mia è la sua pelle all’interno di un contesto, non sempre amichevole, come quello dei nostri boschi, e di tornare a casa con i frutti che lo stesso bosco ci nasconde. In soma una massa di domande. E per dare una risposta a tutti questi dubbi, ho iniziato a consultare libri e riviste specializzate nell’addestramento di cani. Ho consultato quante più pagine di internet che parlassero dell’argomento, mi sono affidato ad addestratori professionisti ed in fine ho iniziato a parlare con cacciatori e sopratutto tartufai per l’addestramento specifico nell’ambiente del bosco e per il tartufo. Ho parlato con molti di loro, contattandoli attraverso l'aiuto di amici comuni, oppure incontrandoli casualmente durante le battute di ricerca del tartufo. Gente varia, ognuno con la sua raccolta di storie. Ognuno In grado di masticare più o meno l'argomento.Dove nasce il problema
Ecco, è qui in questo preciso passaggio che sta il problema. In alcune delle cose che ho sentito è che non avrei mai voluto udire. Le tecniche di addestramento fai da te. Ci tengo a precisare che non voglio parlare di tutti indiscriminatamente. Ho trovato della gente che ha delle competenze notevoli, maturate con equilibrio e capacità. Su queste persone non ho nulla da dire se non che vorrei avere ancora più tempo da passare con loro. Tuttavia vorrei concentrarmi su quei pochi che con il loro comportamento, questo mondo nascosto e magico, per molti versi ancestrale, lo svendono. Vorrei concentrarmi su quelli che dicono, riferendosi ai propri cani: "non ho tempo da perdere, voglio dei campioni”, dimostrando di cercare di averli, in tutti i modi, a partire da ieri, anche se il cane è nato appena adesso. E su quelli che dicono "i tartufi sono soldi... in questo tratto di bosco vengo sempre io e quindi non ci voglio nessun'altro", finendo per lasciarci bocconi avvelenati per ammazzare gli animali degli altri. Devo dire che ne ho sentite di tutti i colori: “il mio amico fa questo…” oppure “quel cacciatore fa quello…”. Mai riferite utilizzando la prima persona chiaramente, eppure conoscendone tutti i dettagli.”Voi tartufai trattate male i cani” mi ha detto un cacciatore una volta. Poi quando gli ho chiesto come faceva a tenere il cane vicino a lui nel bosco, ha risposto dicendomi: “Un cacciatore che conosco, lui è bravissimo, fa in questa maniera, lui fischia, se il cane torna è già un campione. Viceversa, se non torna, gli sparo… scusa, spara con il fucile a piombini, nelle posteriore…” Poi ha proseguito: "ma deve essere bravo a sparare. Almeno come me. Diversamente se lo prendi nel costato i pallini finiscono nei polmoni e il cane te lo sei giocato”. Cito questo personaggio perché è stato un po' il compendio di tante cose sentite.foto scattata da me: disegno con pastelli, eseguito su carta gialla, mentre pensavo alla stesura di questo post
Cosa rispondere?
Conclusioni e soluzioni
Ne ho sentite molte sull'argomento. Addirittura, in alcuni casi, ho avuto la sensazione che i racconti fossero più frutto del desiderio di darsi un tono, che il reale comportamento tenuto dal padrone del cane. Come se trattare male degli animali indifesi possa farti apparire come un domatore di leoni, o in una maniera un po' da spacconi, in alcuni casi anche gogliardica. Non so dire.