Prologo
A volte gli succedeva quella cosa negli occhi. Quando parlava.
Incominciava tutto esattamente nell’istante in cui pronunciava le prime parole e si accendeva tutto quel silenzio di attenzioni intorno a lui. Succedeva tutto in un attimo. Agli occhi.
Un muto vuoto nella sua testa, di Primo, poi partiva una specie di eco, come se i suoni gli rimbombassero dentro e, subito dopo, le sue pupille si perdevano con quella roba dell'arrossamento.
Se li osservavi bene, ma nessuno ci riesce mai a guardare degli occhi così, comunque, se li osservavi bene, loro lacrimavano. Diventavano lucidi e cercavano un nascondiglio fra i lacci sciolti delle scarpe. Però se tu li osservavi bene, inevitabilmente, ci puoi giurare, finivi per lacrimare anche tu.
Lo sa il Signore perché.
Primo, però, provò a chiederlo ad un tizio seduto in un bar dentro la boscaglia, il perché succedeva che lacrimavano. Perché gli succedeva principalmente quando era in banca.
Al lavoro.
Sta di fatto che, dopo un po', non lacrimarono più.
UNO
Se alzi lo sguardo, e lo distogli dai fili d'erba che tappezzano il bordo della strada che si arrotola su per la collina, quello che ti rimane impresso non è tanto un luminoso verde bottiglia, quanto, piuttosto, tutti quei pezzi di gratta e vinci sparpagliati lungo il fossato. Come coriandoli di carnevale.
Questo, a dire il vero, anche ad un occhio attento, non dovrebbe rivelare se la scopata sarà buona oppure no.
Intanto, mentre alzi il finestrino dell'Audi, lei parcheggia la macchina dietro l'angolo di un vecchio casolare in pietra. Hai giusto il tempo per nascondere la raccomandata di sollecito per il canone leasing dell’auto.
Mentre lei si avvicina, è come se la sua pelle bianca fosse già, in un attimo, seduta sul sedile di fianco a te, visto che il finestrino, semiaperto, non ha potuto, in alcun modo, opporsi al suo profumo.
Non si capisce mai, molto bene, come gira questa cosa delle ragazze giovani che si interessano a della gente che ha passato la sessantina. Certo quando decideranno di avviare le pratiche di esproprio dell’auto, una parte del tuo fascino potrebbe svanire.
Questo sul taccuino non c'è scritto.
Però ci leggi <<Li ho intravisti nello specchio d’un sogno / l’inferno e il Cielo delle nostre attese>>.
Farsi sussurrare qualche parola all'orecchio è una delle poche cose che rimane eccitante come la prima volta. Nel frattempo un tizio vi osserva distrattamente, nello stesso momento in cui percorre la strada collinare salendo verso il bosco. In una mano ha un bastone a punta e a pochi metri da lui un Bracco Ungherese e un Lagotto lo seguono con passo cadenzato e monotono.
Dicono che una probabilità su duecentomila, nei giochi d'azzardo, è roba per pochi.
Qualcuno dice che è tutta una fregatura.
Mentre lei si piega, ripensare all'erba ricoperta di carta e farti un cruccio perché non sei uno dei fortunati, potrebbe togliere del divertimento a una bella giornata di sole.
... Continua