Quella di partecipare al contest di fotostoria ideato da , contest affiancato da Steempostit, è stata un’esperienza molto bella ed appagante. Lo scrivo prima del termine del contest stesso, proprio perché il ringraziamento desidero che sia fatto a prescindere.
Non solo un gioco:
L’idea di creare un angolo di libera espressione letteraria mi è piaciuto molto e l’ho sfrutta in tal senso. Quello che n’è venuto fuori è stato un racconto inusuale per me, in un genere che non amo particolarmente leggere. Ma proprio per questo che volevo affrontare. Penso che lo riprenderò in mano fra qualche giorno, per vedere se mi sono avvicinato all’obbiettivo letterario che mi ero prefissato. E, ad ogni modo, cercherò di capire per mia soddisfazione personale, dove potrò migliorarmi. Scrivere e disegnare non fanno parte della mia vita professionale. Ma, come tutti gli amici di steemit, non per questo desisto dal cimentarmi con le varie tecniche che appartengono a questi due strumenti comunicativi. E anche qui il ringraziamento per lo stimolo al miglioramento va al nostro gruppo.foto di mia proprietà
Detto questo,
e tenuto conto di un insieme di fattori. Tra cui il termine della mia settimana di ferie e il fatto che scrivere quel racconto mi ha incupito un po’. Ho deciso, prima di iniziare ad inviare i post sulle meravigliose zone del senese, di fare un articolo interlocutorio e più leggero. Un po' come bere un bicchiere di vino rosso tra una pietanza e l’altra. Senza che il vino sia necessariamente un sassicaia intendo.Ecco perché scrivo dell’ultimo giorno di ferie con Pepe. E sulla neve. Due elementi che insieme te li raccomando: anche perché Pepe, la neve, se la mangia. Oltre a rotolarcisi sopra.
Prima di uscire dall’appartamento mi sono detto, adesso lo porto sulla neve e gli faccio un video. Bè in fondo al post inserisco solo quello che sono riuscito a filmare prima di tornarci, nell’appartamento. Per il resto della camminata, correva e si rotolava così veloce che centrarlo con l'obbiettivo non è stato proprio possibile. Cioè, il filmato l’ho fatto, ma se non volete che vi venga il mal di mare, non state a chiedermelo. Sembra un corto girato sullo squash (parlo del gioco chiaramente), ma come se il cameramen si fosse detto: oggi, con la telecamera, voglio proprio star dietro alla pallina. Non ho mai visto un cane correre così veloce e contemporaneamente tenere la bocca aperta a filo di neve per prenderne la parte soffice e fresca in superficie.
Mentre iniziavo a scrivere, tra l’altro, mi sono ricordato che per un curioso gioco del fato (non ho trovato un sinonimo meno curioso), anche l’anno scorso, di questi tempi, ci siamo ritrovati negli ultimi giorni di ferie, immersi nella neve e sempre in cerca di tartufi. sulla cima di una collina dell’appenino Tosco-emiliano. Mettiamola così, per descrivere quel silenzio in cui ci siamo imbattuti dovrei smettere di scrive. Sotto gli alberi di faggio le nostre orme erano le prime sulla neve.