Oggi mi sento di fare un piccolo ragionamento sull'enorme successo di Splinterlands, gioco di carte collezionabili su Steem, che con il suo recente aggiornamento Untamed, dimostra ancora una volta come ciò che alla lunga conta su una blockchain, è il suo utilizzo.
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Premessa dovuta è che non sono mai stato un fan dei giochi di carte, come dicevo in un recente post.
In realtà collezionavo da piccolo pacchetti su pacchetti di carte fisiche dei Pokèmon, quando ancora la prima generazione di mostri aveva un gran fascino, coronata da altrettanti videogiochi per Nintendo dal successo stratosferico.
Aveva un suo certo fascino, al punto che alle elementari mi ricordo di un episodio dove tentarono di rubarmi un Charizard dorato (una delle carte più rare ai tempi), dato che spesso portavo la collezione a scuola come facevano altri bambini, per scambiare le carte o per giocare il gioco a turni.
Se devo essere sincero, ben pochi conoscevano le regole del gioco, era il fattore collezione ad aver fatto il boom.
Con l'arrivo della digitalizzazione delle carte, anche il mio interesse ha iniziato a svanire, la grande differenza è, per lo stesso discorso del denaro fisico, una carta fisica posso pure scambiarla o venderla, mentre, con le carte digitali, a meno che non venga creato un marketplace, la proprietà delle carte è sempre e solo degli sviluppatori del gioco.
IL CASO SPLINTERLANDS
Molti si ricorderanno di CryptoKitties, un gioco che ha creato un bel pò di hype nel 2017, basato su Ethereum, dove dei semplici gattini digitali venivano scambiati e combinati. Non voglio andare troppo nello specifico del gioco in quanto ci sono passato brevemente solo per qualche minuto, per poi abbandonarlo quasi subito.
Al di là del fatto che ad ogni transazione per attivare gli smart contracts si doveva pagare una fee (a causa del design proof of work di Ethereum), l'idea di un gioco dove il possessore dell'asset (in questo caso il gattino digitale) è effettivamente il giocatore e non gli sviluppatori del gioco, mi ha da subito elettrizzato parecchio.
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Questo cambia tutto!
Ecco come si elimina il fattore terza parte anche nell'interazione fra videogiocatori, che sono ora liberi di scambiare in totale libertà la proprietà di asset digitali come un semplice scambio fisico di carte come succedeva alle elementari.
Mentre ragionavo anche su altri casi di applicazione di tale tecnologia come un marketplace simile a Steam (quello di Valve Corp.), ecco che dal nulla, a maggio dell'anno scorso viene annunciato Steemmonsters ad oggi rinominato 'Splinterlands'.
Non ho iniziato a giocarci da subito, ma con la prima ondata di carte alpha e innumerevoli post descrittivi sul gioco al tempo, alla fine mi sono buttato.
E li, mi si è aperto un mondo.
Il gioco ad oggi è ancora in fase di sviluppo e anche se non arriva ancora di certo a titoli grossi come Heartstone di Blizzard o Magic the Gathering, ha una componente fondamentale che lo differenzia dalla concorrenza, una componente enorme e potenzialmente distruttiva.
Per rendere il discorso semplice e intuibile, immaginiamo che ogni carta sia un semplice token, come BEER o MSTK, con un suo codice identificativo immutabile legato a ciascun account.
Ecco che tale codice identificativo legato immutabilmente a ciascun account di ogni giocatore, permette di poter creare un marketplace peer to peer dove tale proprietà può venire trasferita, delegata o scambiata senza che gli sviluppatori del gioco possano far nulla.
Anche se Splinterlands è solo uno dei primissimi esempi dove una blockchain verrà usata per qualcosa di questo tipo, le promesse sono davvero eccitanti.
Un altro fattore importante da ricordare è che, mentre nel caso di videogiochi centralizzati, una volta comprato il pacchetto, i soldi sono fondamentalmente "buttati" in quanto l'asset che mi ritrovo in mano non si può scambiare, su Splinterlands, seppur fluttuante a causa delle condizioni di mercato, il valore delle carte rimane reale e tangibile.
Una differenza enorme che ad oggi ancora in pochi sono in grado di cogliere.
STEEM E SPLINTERLANDS
Ormai Splinterlands ha preso anche lo scettro di dApp più usata su Steem e una fra le più usate in assoluto nel panorama blockchain globale, ha un grosso mercato nei paesi asiatici e ha recentemente sforato di gran lunga il suo Kickstarter, dove veniva richiesto un fondo da 25 mila dollari, ricevendone oltre 200 mila, sintomo che il gioco ha una fan base molto attiva.
Senza contare la grande quantità di pacchetti BETA già venduti in questi mesi e quelli della nuova lega UNTAMED, usciti ieri.
Splinterlands consente inoltre, anche da completi estranei di Steem e blockchain in generale, di acquistare uno starter pack per poter iniziare a giocare da subito, ricevendo automaticamente un account su Steem con annesse risorse RCs per poter operare sulla blockchain delegate direttamente dall'applicazione, che ha una notevole quantità di STEEM POWER.
Tutto ciò avviene in background senza che il giocatore debba più di tanto porsi il problema delle private keys e della mancanza di resource credits per poter operare sulla blockchain.
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I pacchetti sono anche acquistabili tramite PayPal o carta di credito in denaro fiat, ecco che quindi Splinterlands è un chiaro esempio di come il prezzo attuale di STEEM sia totalmente ininfluente sull'operatività della dApp.
Non solo, con l'avanzare dello sviluppo e l'aumento di giocatori, la quantità di resource credits da dover allocare all'applicazione è destinata ad aumentare, ciò significa che parte dei profitti della vendita dei pacchetti, andrà per forza di cose reinvestita nell'asset sottostante STEEM per ottenere i RCs necessari.
Molte altre dApps stanno creando un secondo modello d'entrata finanziaria separato dall'inflazione di Steem, basti pensare allo stesso Steemit che ha iniziato ad usare l'advertisement o 3Speak.
Sul prezzo in discesa di STEEM si può parlare all'infinito, ma la realtà dei fatti è che per i maggiori sviluppatori qui non risulta un problema, oggi si tratta di autori che lo considerano solo un meccanismo di reward, quindi fanno power down e vendono, domani, con SMT e RC pools si tratterà di risorse computazionali da dover bloccare per poter operare.
La noti la differenza?

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