Chi l'avrebbe mai detto, è da un pò che ci penso, non vado più su Facebook e Instagram ormai da mesi, il più delle volte ci faccio un giro per controllare qualche amico/pagina che mi interessa.
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Quelle poche volte che mi capita di mettere 'mi piace' a qualche contenuto su Facebook, ho sempre quella strana sensazione di disagio che mi attanaglia:
Ma dov'è che segnano i rewards qui?
Per poi rendermi conto che il mio voto non vale nulla esattamente come il voto di tizio&kaio, l'unico a ricavarci delle informazioni su ciò che 'mi piace' è lo stesso Facebook, che poi il più delle volte ti bombarda con argomenti/prodotti/persone simili a quelli che già segui.
E' questo il loro business model.
Non mi disturba affatto la pubblicità, ciò che mi disturba è che il potenziale cliente non trae alcun beneficio dalla partnership Facebook > Advertiser > Shop, il quale paradossalmente è l'unico a muovere questi ingranaggi.
Fresco fresco è l'annuncio del nuovo aggiornamento di Nitrous che potrebbe cambiare definitivamente questo modello fortemente sbilanciato di fare business online.
Nitrous in sostanza non è altro che un software sviluppato da Steem Engine in grado di replicare Steemit (che è open source) ed adattarlo al proprio sito/community e token sottostante.
Ne sono già spuntati alcuni anche importanti, fra i maggiori che conosco e uso:
- Palnet
- SteemLeo
- Sportstalk
- Weedcash (il primissimo mai creato)
Con l'introduzione dell'advertising, c'è un meccanismo interessante a beneficio dei token holders di ciascuna community; il token burn.
In pratica l'utente finale è "costretto" a seguire la pubblicità sul sito, ma la differenza è che tale pubblicità viene pagata dalla token supply che viene poi ridotta bruciando unità e valorizzando i token rimanenti per semplice meccanismo economico domanda-offerta.
E' una feature appena introdotta e sono sicuro che il team se ne uscirà con ulteriori elaborazioni, ma ancora una volta si dimostra come le idee continuano a non fermarsi da queste parti.
Il 50/50 mi permette anche di ricavare decenti rewards solo tramite curation, al di là del prezzo di STEEM e quindi del "guadagno" in moneta governativa.
Penso non ci sarà mai un modo per accontentare tutte le parti in gioco, ma non mi dispiaceva il 75/25 come non mi dispiace ora il 50/50.
L'unico modo per fare felici tutti improvvisamente, sarebbe un pump di STEEM, che arriverà senza ombra di dubbio, ma forse non in tempi tanto brevi.
Pensiamo a Youtube, che incassa passivamente il 55% dei rewards di contenuti da tu stesso prodotti, del rimanente 45% lo stato italiano ne vuole un altro 50+%, con la riserva di poter demonetizzare, cancellare e nascondere il tuo lavoro in ogni momento.
Ethereum entro pochi anni dovrebbe passare al Proof of Stake ciò significa che l'inflazione verrà proporzionalmente distribuita a chi ha già un suo stake nel network, a quel punto, chiunque vorrà partecipare al consenso dovrà per forza comprare i tokens, o comunque prenderne possesso in cambio di beni o servizi.
Su Steem, per partecipare sarà sempre sufficiente creare contenuti e ricevere upvote, senza necessariamente metterci le proprie finanze, ed è questo che continua a sfuggire.
Se c'è una crypto con minime barriere d'entrata nel mercato quella è senza dubbio STEEM, "bank the unbanked" è il motto da non dover dimenticare.
Il vero motivo per cui un pump farebbe improvvisamente tutti contenti è che non è il 50/50 il vero problema, ma il prezzo basso degli ultimi tempi. Il mio discorso però non cambia, ogni STEEM guadagnato oggi è potenzialmente una gemma per il domani.
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Ho passato Giugno e Luglio a postare contenuti ogni giorno, non mi è mai importato realmente dei rewards, ottenuta la medaglia monthly author mi sono posto un altro obiettivo, costruire non solo SU Steem ma anche PER Steem.
Gran parte dei miei sforzi da autore sono reindirizzati per altri progetti che spero contribuiranno alla crescita del network e non solo la mia personale.
Da domani inizia anche il periodo lavorativo di fuoco che mi vede impegnato per 10 ore al giorno per 3 mesi, fino alla fine del periodo natalizio.
Sapevo che sarebbe arrivato puntuale come ogni anno, ma stavolta la prendo con più serenità, non che sarà semplice incastrare hobby e lavoro forzato, ma comunque è il continuo inesorabile progresso a rendermi fiducioso per il futuro a lungo termine.
Un futuro dove grazie alla decentralizzazione e il libero mercato, non ci sarà più alcuna barriera al progresso e alle iniziative individuali.

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