La sensazione è che l'accordo tra la Juventus e Cristiano Ronaldo, il giocatore da molti reputato il più forte del mondo, sia già stato trovato da diversi giorni.
Troppi indizi porterebbero in questa direzione: il club ha varato uno strano aumento del prezzo degli abbonamenti, che sfiora in media il 30%, la maglia del campione portoghese risultava clamorosamente assente alla presentazione delle nuove casacche del Real Madrid e il silenzio pesantissimo dei dirigenti bianconeri, di solito avvezzi a smontare sul nascere ogni bufala di mercato, lascerebbe intendere che tutte le mosse siano state studiate con dovizia di particolari.
La stampa sportiva si è scatenata e sembra aver ripreso il vigore dei vecchi tempi, quando sotto braccio dell'italiano medio non mancava mai una copia del quotidiano sportivo preferito:
CR7 è un industria, ci guadagnerà tutto il campionato italiano
No,
E' troppo vecchio, in Italia non farà tutti quei gol che realizzava in Spagna…
Si sono sprecati, in questi giorni, paragoni con i grandi affari estivi del passato: Ronaldo il fenomeno, il trio olandese del Milan, Maradona e addirittura i tedeschi dell'Inter targata Trapattoni.
Tutti grandi giocatori, tutti campioni immensi, ma, a mio avviso, per nessuno il paragone regge (no, nemmeno per Maradona).
E qui non si sta parlando di valori assoluti; stabilire chi sia più forte tra Maradona, Gullit, Van Basten e Cristiano Ronaldo (e mettiamoci pure Pelé e Sivori visto che ci siamo), è esercizio assai difficile, figli come sono di epoche diverse. Ciò a cui si fa riferimento è la sensazionalità del colpo, l'importanza di un acquisto del genere in questo momento storico del calcio italiano.
Gli olandesi del Milan, il trio teutonico dell'Inter dei record e il fenomeno Ronaldo, appartengono all'era aurea della Serie A, quella, per intenderci, nella quale spesso e volentieri le finali delle competizioni europee erano affare privato del Belpaese.
Maradona fu un colpo sensazionale, ma Diego arrivò in Italia a 24 anni e divento realmente el pibe de oro solo a Napoli.
Cristiano, qualora il suo approdo in bianconero dovesse essere confermato, lo farebbe (sebbene 33enne) con l'etichetta di cinque volte pallone d'oro, di vincitore di cinque Champions League e di personaggio pubblico più famoso del mondo, il tutto in un campionato considerato universalmente il quarto o il quinto in ordine di importanza in Europa.
Se tutto andrà come sembra, non si potrà non riconoscere il capolavoro dell'attuale dirigenza, dalla serie B a sette scudetti (e Cristiano Ronaldo) in poco più di un decennio... Ma se qualcosa dovesse andare storto? Se l'accordo dovesse impantanarsi nei dettagli dei diritti d'immagine o nelle bizze di Florentino Perez?
Basterà sostenere che il solo fatto di essere stati presi in considerazione dal migliore del mondo, sia da considerarsi un grande successo della Juventus e del campionato italiano?
Come potrebbe Madama convincere gli aficionados a sottoscrivere ugualmente l'abbonamento in virtù di questo folle aumento dei prezzi? Come verrebbe accolto un qualsiasi altro calciatore, inevitabilmente paragonato al più forte dai tifosi, che avevano già fatto la bocca buona?
Insomma, sarà l'affare del secolo, o il più clamoroso degli autogol?