Stamani sono stata a Campagnatico, paese collinare poco distante da Grosseto, da cui origina il ramo materno della mia famiglia e dove da qualche mese ricopro il ruolo di consigliere comunale. Ho pensato di far conoscere questo luogo da me molto amato agli amici di Steemit, cosicchè, qualora si trovassero in Maremma, non tralascino di visitarlo.
Si tratta di un borgo delizioso, un luogo antico e tranquillo, dove si respira aria pulita e si ammira il suggestivo panorama della vasta pianura attraverso cui scorre il fiume Ombrone.
Il paese ha origini piuttosto antiche ed era, al principio, possesso dell’Abbazia di San Salvatore al Monte Amiata. Passò poi sotto il dominio degli Aldobrandeschi. L’uccisione di Omberto Aldobrandeschi, avvenuta nel 1259 proprio a Campagnatico, ne determinò il passaggio sotto il Comune di Siena. Fu un evento di grande risonanza, all’epoca, tanto che, nella Divina Commedia, XI canto del Purgatorio, Dante scrive:
“Io fui latino e nato d’un gran Tosco:
Guiglielmo Aldobrandesco fu mio padre;
non so se ’l nome suo già mai fu vosco.
L’antico sangue e l’opere leggiadre
d’i miei maggior mi fer sì arrogante,
che, non pensando a la comune madre,
ogn’uomo ebbi in despetto tanto avante,
ch’io ne mori’, come i Sanesi sanno,
e sallo in Campagnatico ogne fante. ”
Campagnatico presenta, oltre alla gradevolezza del clima e le bellezze naturali che lo circondano, diverse opere d’arte al suo interno, quali la Rocca Aldobrandesca, la chiesa di San Giovanni Battista (XIII secolo), il Santuario di Santa Maria della Misericordia (costruita nel XII secolo sui resti di una struttura ancora più antica) e l’ex chiesa di Sant’Antonio Abate, detta teatro, che presenta al suo interno splendidi affreschi.
Nelle foto, da me scattate in momenti diversi, potete ammirare :
1- scorcio del paese
2- interno del teatro (ex chiesa di Sant'Antonio Abate)
3- panorama della vallata dell'Ombrone
4- chiesa di Santa Maria della Misericordia
5- facciata dell'ex chiesa di Sant'Antonio Abate