L’esplosiva velocità di adozione delle tecnologie è inarrestabile.
Cosa significa?
Che con molta probabilità dall’inizio del vostro ciclo di studi universitari sino al termine emergerà e si diffonderà una tecnologia che voi non avete nemmeno sentito nominare da matricole e che stravolgerà il vostro futuro lavorativo.
In sostanza, siamo vecchi già da neolaureati.
Depositiamo questa verità nell’interesse collettivo, stravolgiamo il metodo di apprendimento e avremo lavoratori plasmati per continuare ad apprendere ed essere competitivi nel lavoro.
E' interessante lo spunto di Milena Gabanelli:
Il 65% dei bambini che oggi vanno a scuola, una volta diplomati o laureati, svolgeranno dei lavori che ad oggi ancora non esistono, ma che possiamo provare ad immaginare.
Entro il 2020 si prevede la perdita di 7.1 milioni di posti di lavoro, la maggior parte nei ruoli amministrativi e l’incremento fino a 2 milioni di posti di lavoro nelle professioni del settore delle tecnologie, della matematica e dell’ingegneria.
I settori in cui la manodopera rischia più di essere sostituita dalle macchine riguardano l’agricoltura e la pesca.
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