Sono sempre stata lunatica, non troppo come chi è del Cancro, a loro lascio il primo posto meritato, ma neanche poco. Direi abbastanza.
Da bambina bastava poco per vedermi con il labbrino tremulo e il visetto corrucciato e in un battibaleno rispuntava il sorriso fino a sfociare in una sonora risata. Ci voleva poco.
Sono ancora così. Non sono permalosa questo no, non me la sono mai presa per una battuta di troppo o per uno scherzo. Insomma so stare al gioco.
Ma il mio umore cambia, ha la sfaccettatura di mille colori:
Bianco: come i giorni passati: innevati, freddi e difficoltosi. Sono irascibile e sofferente, mi sento come un girasole chiuso su ste stesso in attesa di luce e calore. Il mio malumore è tangibile. Il latte è bianco, la nuvola e il vestito da sposa. E' sinonimo di candore e purezza.
La felicità per me è di colore rosso, come l'amore, una fragola matura. Come una mamma che allatta il figlio appena nato o come due innamorati che finalmente riescono a realizzare i propri sogni. E' una pesca appena colta, è un cocomero dissetante in una giornata afosa.
Il Natale è rosso, come la tavola imbandita e i regali.
E' fare l'amore sotto le stelle, è un abbraccio materno.
L'allegria è gialla come una giornata estiva piena di vita, al mare con i piedi che affondano nell'acqua sul bagnasciuga.
E' una serata con le amiche fino a tardi, è una nascita aspettata e sognata, è il mio cane dopo una giornata di lavoro che mi corre incontro.
E' staccare il venerdì pomeriggio dopo una settimana dura di lavoro, prendere la macchina e via verso la libertà del weekend.
Il blu è sempre stato il mio colore preferito. E' la spensieratezza, è una giornata primaverile dopo tante giornate di pioggia, è il colore del mare, così profondo così indefinito.
E' il colore dei viaggi, delle partenze, dei nuovi inizi.
La speranza è verde, è aspettativa, attesa che si trasforma in traguardo quando il risultato è positivo. E' un test di gravidanza che promette quella gioia che dicono tutti sia la più grande.
E' un concorso atteso dopo tante notti insonni passate a studiare. E' un prato tappezzato da mille margherite in fiore, è la natura così pericolosa ma bella nello stesso tempo.
E' una passeggiata in montagna, è il muschio sulle rocce.
La depressione è di colore nero. Il temporale rende le nuvole nere. La distruzione e la morte rendono tutto nero. Il dolore è color nero inchiostro. Il buio.
E' anche il colore della liquirizia, dei vestiti che ti stanno meglio, della macchina più cool.
Il silenzio anche ma non sempre ha un'accezione negativa, è relax e tranquillità mentre leggi un libro, è la quiete.
Poi c'è il grigio, che non ho mai amato particolarmente. E' il colore della tristezza, del vuoto a rendere, della delusione.
Di una speranza disillusa, delle rughe e della cellulite (le immagino di questo colore), del cielo plumbeo.
Degli indecisi, del limbo degli inetti che non prendono mai posizione e non affrontano la realtà.
E io sono tutti questi colori nello stesso giorno, sono un arcobaleno con tantissimi colori, sono mille sfumature insieme. E mi va bene così.
Non ho mai amato particolarmente le persone sempre felici, con il loro sorriso perennemente stampato in faccia e i loro: BUONGIORNOOOOO urlati a 3000 Watt. Di lunedì per giunta. A colazione magari, quando stai raccogliendo i pensieri e cercando di ricollegare con il mondo reale, stai pigiando su On.
Se è una giornata orribile trovo inutile sforzarsi per renderla migliore, perché il lunedì non è un bel giorno, e ci sono dei lunedì che sono ancora più duri dei normali lunedì. Pietà con il vostro buonismo e allegria. Basta un cenno, un saluto con la mano, e silenzio. Tanto silenzio.
Accetto i colori caldi, così come quelli freddi. Le luci e le ombre.
E tu, di che colore sei?