Ad appena un anno dall’uscita dello scandalo denominato Panama Papers, esce un nuovo caso di elusione fiscale su scala globale, che coinvolge persone con redditi particolarmente ultra alti. In questo scoop da oltre 1.4 terabyte, si trovano personalità note come la regina Elisabetta, il primo ministro ucraino, aziende com Apple, Facebook, Twitter, etc.
Immagine di dominio pubblico. Fonte
Viviamo in un mondo dove, ad esempio in Italia, un carabiniere ha comprato un pezzo di salame ad una persona di 70 anni in difficoltà per evitare la denuncia, e delle persone (o aziende) particolarmente ricche possono operare nella legalità, evitando di pagare svariati milioni di tasse o/e imposte nel loro paese d’appartenenza. Viviamo in una società dove un furto di 5€ può risultare in una condanna o addirittura in una detenzione (USA), mentre eludere milioni di € lo si può giustificare con ehy, la legge lo permette. Qualcuno ruba per fame, altri “furbeggiano” per….altro.
Il contenuto del nuovo scandalo
Le carte contengono informazioni su oltre 120mila individui ed aziende che eludono tasse ed imposte in vari paradisi fiscali. Si trovano personalità con cariche in vari governi da tutto il mondo. Non si tratta di qualcosa di terribilmente nuovo, ma vengono citate personalità del calibro della regina d’Inghilterra.
Conclusioni: gli effetti sulle popolazioni
Nel caso dei Panama Papers, oltre 10mila persone scesero in piazza in Islanda, circa il 3.33% della popolazione, chiedendo le dimissioni del primo ministro, coinvolto nella vicenda. Per ora il nuovo caso non sembra aver avuto effetti, soprattutto in Inghilterra, perché la pratica risulta comunque legale.