La teoria dell’utilità, usata nelle scuole economiche liberali, consente di stabilire il prezzo di beni e servizi con delle regole. In passato anche accademici di altri scuole hanno usato quest'approccio, come per calcolare il valore dell’intera biosfera terrestre. In questo contesto applicherò la teoria per mostrare i guadagni o le perdite economiche causate dall’impatto dell’energia nucleare sulle vite umane.
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Premetto subito che l’approccio di mercificare o monetizzare o commodificare risorse come la biosfera terrestre o la vita umana mi fa sentire uno schifo. Purtroppo gli accademici dietro lo studio che ha commidificato la natura hanno utilizzato la cosa perché sembra fare più presa su alcune persone rispetto all’utilizzare le argomentazioni collegate alla sensibilità verso la natura. Qualcuno pare tenere più al proprio portafoglio che alla natura.
Quanto vale una vita umana?
Scrivere questa domanda mi suscita sentimenti poco piacevoli, simili a quelli del pensare di massacrare di botte un passante.
Le stime variano in base alla nazione presa in considerazione. Si parla di un intervallo che parte dai 50mila $ in Russia ai 9.6 millioni di $ secondo un’agenzia americana. Si parla di valore medio, della vita dell’essere umano medio, assumendo una certa durata in anni della sua vita. Eviterò di fare media o mediana dei valori che ho visto. Voglio tenermi estremamente cauto ed assumere un valore di 100 mila $. Ad esempio se si prende il PIL pro capite medio mondiale e lo si moltiplica per l’aspettativa di vita media mondiale si ottiene comunque un valore più alto di 100mila $. Quindi mi sto tenendo più di 10 volte più basso della più bassa stima non ufficiale.
Quanti morti causa, direttamente ed indirettamente, l’energia nucleare?
Esistono varie stime a riguardo. Alcune false e smentite da organizzazioni dell’ONU, tipo una ricerca di Green Peace.
Le immagini che mosterò provengono da una fonte che non considera alcuni tipi di produzione di energia perché non hanno ancora maturato abbastanza decenni di dati.
Fonte
L’immagine mostra il tasso di mortalità di diversi tipi di produzione di energia, misurati in terawatt ora.
I tassi includono sia la mortalità derivante dall'inquinamento atmosferico sia i morti causati dagli incidenti. Al primo posto si trova il cosiddetto carbone marrone, all’ultimo il nucleare.
I tassi però non forniscono un valore su cui far partire i calcoli. L’immagine che seguirà mostra i numeri di morti stimati se nel 2014 tutta l’energia proveniva da un’unica fonte.
Fonte
Si osserva che il nucleare risulta 38,122 volte meno mortale rispetto al gas naturale. Con questi dati si può anche calcolare il costo umano delle due fonti. Si ottiene che con l’energia nucleare si risparmierebbero 43,677 miliardi di $ in vite umane se solo in quell’anno tutta l’energia proveniva da quel settore.
Il costo degli incidenti nucleari
I costi dell’incidente di Chernobyl vengono stimati intorno ai 450 miliardi di $. Quello di Fukushima intorno ai 188 miliardi di $. Quello di Three Mile Island circa 1 miliardo di $ (se il dato non considera l’inflazione, ho calcolato 3,280 miliardi di $).
Ho praticamente citato i famosi 3 incidenti nucleari avvenuti durante i 16mila anni di operatività di tutti i reattori. Se si considera che il primo reattore commerciale ha iniziato ad erogare energia nel 1955, si parla di 3 incidenti in circa 62 anni. Quindi uno ogni 21 anni circa.
Se si sommano i costi dei 3 incidenti, si ottengono 641 miliardi di $. Diviso 62 anni fa 10,343 miliardi di $/anno. Già si nota come questo valore risulta inferiore al valore delle teoriche vite umane salvate citate sopra, ossia 43,677 miliardi di $ (solo nell’anno 2014).
Scenario di altri costi con altre condizioni estreme
Supponiamo per assurdo che volevamo produrre il 20% dell’energia mondiale tramite il nucleare negli ultimi 62 anni, lasciando inalterata la popolazione del 2014 in tutti i 62 anni passati. Quanto sarebbero costati i decessi? 14,589 miliardi di $ . Da notare che nel 2014 il nucleare forniva poco meno dell’11% dell’energia mondiale. Quindi significa 0,235 miliardi di $/anno.
Se si somma col costo annuale degli incidenti di sopra, si ottiene comunque un valore di diverse volte inferiore ai già citati 43,677 miliardi di $.
Conclusioni
Ho voluto offrire un panorama di costi tramite diverse stime conservatrici. Chiaramente non escludo errori metodologici. Magari l’utilità-valore della vita non si calcola come le fonti riportate o con il metodo non ufficiale che ho proposto ma non ho usato.
Ho voluto mostrare che la paura verso l’energia nucleare, diffusa in diversi paesi, ci costa almeno 43,677 miliardi di $ all’anno in vite umane. Con malincuore ricordo nuovamente che il risultato finale l’ho calcolato facendo una differenza di costi in vite umane fra gas naturale e nucleare. Il mondo però non viene alimentato al 100% a metano ma al 21%, e circa il 41% proviene dal carbone. Quindi, lo ripeto ancora una volta, reputo i miei risultati ampiamente sottostimati.
Preciso che i 3 incidenti sono avvenuti con tecnologie superate e con dinamiche tanto particolari quanto improbabili. Inoltre questo grafico aiuta a capire l'affidabilità della tecnologia nel tempo.
Diversificando il portafoglio energetico mondiale con nucleare, eolico, solare, geotermico, idroelettrico, ossia altre fonti che per ora producono comunque meno morti del gas naturale, si potrebbero comunque salvare svariati miliardi di $ in vite umane ogni anno.