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Arriva il pallone, lo mette fuori Cannavaro! Poi ancora insiste Podolski...Cannavaro! Cannavaro! Via al contropiede con Totti, dentro il pallone per Gilardino...Gilardino la può tenere anche vicino alla bandierina, cerca l'uno contro uno, Gilardino, dentro Del Piero, Del Piero...Gol! Aleeeex Deeel Piero! Chiudete le valigie! Andiamo a Berlino! Andiamo a Berlino! Andiamo a prenderci la coppa! Andiamo a Berlino!
(Fabio Caressa- Semifinale Mondiali 2006, Germania-Italia 0-2)
Il testo che avete appena letto è un famosissimo estratto della telecronaca di Fabio Caressa nella semifinale dei Mondiali del 2006, nella quale l'Italia si stava giocando l'accesso alla Finalissima contro la Germania padrone di casa.
Queste parole descrivono uno dei momenti più belli ed emozionanti di tutta la competizione, visto che siamo ai tempi supplementari e l'Italia ha appena segnato il gol dell'1-0 con Fabio Grosso.
Così i tedeschi si stanno fiondando in avanti con tutte le loro forze per trovare disperatamente il gol del pareggio. Il loro problema più grosso, però, è che sbattono ripetutamente contro un muro, non così alto, un muretto di appena 176 cm, ma talmente solido da non poter essere abbattuto in nessun modo.
Questa insormontabile barriera ha un nome e un cognome:
Fabio Cannavaro
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Cannavaro gioca quella Coppa del Mondo da capitano degli azzurri, in un momento particolarmente burrascoso per tutto il calcio italiano.
E' appena scoppiato il caso Calciopoli, che lo coinvolge direttamente, in quanto in quel periodo lui gioca nella Juventus.
Inoltre, l'ambiente è profondamente sconvolto dal tentativo di suicidio di Gianluca Pessotto, compagno di squadra e amico di tanti giocatori della Nazionale Italiana.
Paradossalmente, questi eventi sortiscono un effetto in qualche modo positivo sul gruppo, che si consolida e acquisisce una determinazione straordinaria.
Fabio è un leader vero, oltre ad essere un fenomenale difensore. Un allenatore in campo per i compagni, un punto di riferimento per il CT Marcello Lippi.
Gioca tutte le partite in uno stato di trance agonistica sublime, sembra essere sempre al posto giusto nel momento giusto e, anche quando è fuori posizione, riesce incredibilmente a recuperare e a salvare la situazione.
In questo video potete vederlo benissimo. Mostra tutte le azioni difensive più belle di Cannavaro in quel Mondiale. Era talmente impeccabile da provocare l'incontenibile esaltazione di Caressa, e il telecronista accompagnava ogni sua prodezza pronunciando il suo cognome con voce alta e fiera.
Un modo di chiamare CANNAVARO! che è diventato famoso, facendo il giro del mondo e chissà, forse ha portato anche un po' di fortuna e dato ulteriore carica, sia al giocatore che alla Nazionale Italiana.
E infatti Cannavaro, grazie a quelle superlative prestazioni, riuscirà a raggiungere due traguardi di inestimabile valore. Il primo, per l'appunto, è quello di alzare la Coppa del Mondo da Capitano della Nazionale Italiana.
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Il secondo è quello di vincere il Pallone D' Oro da difensore, un'impresa riuscita a pochissimi calciatori come Sammer e Beckenbauer, e sfuggita a grandissime leggende italiane come Baresi e Maldini.
Un'impresa davvero straordinaria per il giocatore napoletano, considerato da molti addetti ai lavori un difensore forte ma con limiti strutturali, soprattutto legati alla sua altezza.
E invece, questi detrattori si sono dovuti ricredere, di fronte agli eccezionali traguardi che Fabio è stato in grado di raggiungere nella sua carriera.
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Grazie per aver letto, spero che il post vi sia piaciuto.
A presto!
GM
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