L'immagine è tratta da wikimedia commons ed è liberamente utilizzabile
Mentre gli #StatiUniti di Donald Trump lanciano quella che appare come una guerra commerciale alla #Cina fatta di un pacchetto di sessanta miliardi di dollari di dazi sulle importazioni cinesi, l'Impero Celeste presenta alla Borsa di Shangai i suoi futures sul petrolio denominati in yuan.
Questo prodotto finanziario potrebbe essere definito come la nascita ufficiale nei mercati finanziari del #petroyuan. Da notare che il debutto è stato con il botto: nella prima ora di contrattazione sono stati stipulati l'equivalente di 10 miliardi di dollari di contratti. Evidentemente i mercati finanziari sono pronti per questa rivoluzione che fa entrare lo yuan tra le monete di conto del commercio internazionale.
Il meccanismo del commercio internazionale che vedeva gli USA acquistare in dollari quanto esportato dalla Cina e dove quest'ultima controbilanciava reinvestendo i dollari ottenuti in titoli di stato americani andrebbe così ad essere sostituito con un altro modello dove Washington diminuirebbe le importazione e Pechino, avendo meno dollari, inizierebbe ad utilizzare in maniera massiccia lo yuan. Nascerebbe dunque un mondo multipolare sotto un nuovo equilibrio monetario. E non è da escludere che questa situazione apparentemente conflittuale non sia in realtà concordata da Xi e Trump.
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Infatti tutte e due le superpotenze hanno un interesse strategico dove entrambe hanno da guadagnare da questa nuova situazione. Gli USA, da un lato, andrebbero a riequilibrare una bilancia commerciale in costante passivo da decenni mentre, dall'altro lato, la Cina riuscirebbe ad imporre la propria moneta quale moneta di conto del commercio internazionale e questo la farebbe affacciare – in coabitazione con gli USA – nel parterre delle nazioni leader a livello mondiale.
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Va anche aggiunto che entrambe le nazioni potrebbero ottenere altri vantaggi da questa nuova situazione: gli USA reimporterebbero produzioni e dunque aziende nel territorio nazionale ed in definitiva aumenterebbero enormemente in numero di posti di lavoro. Dall'altro lato invece la Cina abbandonerebbe il proprio modello di sviluppo incentrato sulle esportazioni (export landing) e svilupperebbe il mercato interno aumentando i consumi della propria popolazione ed in definitiva aumentando il benessere complessivo dei propri cittadini.