Finita l'epoca dei vinili, è iniziata quella dei cd... anche scambiati tra amici, lo ammetto... Esaurita (no, non è vero, non lo sarà mai) la botta di nostalgia della musica degli anni 80, ecco pronta si presenta quella degli anni Novanta.
The Sundays: Reading, writing and arythmetics (1990). Sarebbe più un numero zero perché è ancora un vinile. Gruppo semisconosciuto, ma di una freschezza che lo rende ancora ascoltabilissimo.
Tori Amos: Little Earthquakes (1992). Se i cd si consumassero con l'ascolto, questo sarebbe distrutto. Rispecchia esattamente il mio stato d'animo di quel periodo.
Alanis Morissette: Jagged Little Pill (1995). Uh, l'Alanis, quanto l'ho ascoltata. Il lato pop del rock. Sarà anche commercialissimo, ma a me piaceva, e tanto, che vi devo dire.
Nirvana: Nevermind(1991): che bel disco, che energia, che sofferenza.
Bjork: Debut (1993): ed ecco che quella che, fino a poco prima, era la cantante di un gruppo pop islandese simpatico ma con poche pretese, si rivela un genio.
Cardigans: Life (1995). Pop svedese che sembra uscito dai telefilm anni 70 delle Charlie's Angels: cosa vuoi di più dalla vita?
Cranberries: No need to argue (1994). A quasi tutti quelli che conosco, la voce di Dolores O' Riordan in Zombie faceva venire il nervoso. A me invece emozionava. Tra parentesi, ricordo che era dedicata alle vittime innocenti della situazione incandescente dell'Irlanda del Nord. Che bello rendersi conto oggi che almeno quella guerra è finita.
PJ Harvey: To bring you my love (1995). Altra donna tostissima. Bello anche il primo disco (Rid of me) ma in questo ci sono dei pezzi che ormai fanno parte di me.
Skunk anansie: Stoosh (1996). Per via delle donne toste... Una delle voci più belle del rock di questi anni. E un animale da palcoscenico, come apprezzai in concerto a Milano pochi anni dopo.
Portishead: Dummy (1994). Lacrime. Il disco più bello del trip hop, secondo me.
Massive attack: Mezzanine (1998). Applausi. Il gruppo trip hop più apprezzato di sempre. E il disco merita mille ascolti.
Carmen Consoli: Confusa e felice (1997). Sì, un'Italiana, anzi due! Altra voce particolare, non amata da tutti, ma una delle poche vere cantautrici (cantantesse?) rock italiane.
Cristina Donà: Tregua (1997). Testi meravigliosi, vere poesie.