By Lowtrucks (Own work) [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0) or Public domain], via Wikimedia Commons
Ieri (evviva la domenica!) ho iniziato a vedere la nuova serie di Stranger things, il telefilm prodotto e distribuito da Netflix che è diventato immediatamente oggetto di culto.
A metà della prima puntata della prima serie ero già diventata fan. Del resto non ho ancora sentito un solo parere negativo, nemmeno sul sequel. Cosa strana, se si pensa che di solito tutti i seguiti dei film di successo sono oggetto di feroci critiche.
Mi sono chiesta come mai, ed ho identificato alcuni punti forti del telefilm, e di come riesca a fare innamorare praticamente tutti. Credo che molta della fortuna sia basata sul toccare le corde della mitizzazione di un passato felice, anche se non solo:
l'ambientazione anni 80, che in questo momento gode di grande successo in film e serie tv, e colpisce il cuore di almeno tre generazioni: i cinquantenni, che all'epoca erano giovani, i quarantenni, che erano bambini, i trentenni, che hanno già vissuto il primo revival, ad esempio vedendo in tv cult movie che i primi due avevano visto al cinema. Infatti, mentre oggi basta aspettare un paio di mesi (evitando la pirateria, ovviamente) per vedere sul piccolo schermo i film più recenti, negli anni 90 le grandi "prime TV" riguardavano film di una decina di anni prima;
i protagonisti, una banda di ragazzini intelligenti, teneri, avventurosi e magari un po' sfigati, di varia estrazione, sono da sempre il tipo di personaggio amato dal pubblico: nei film degli anni 80 (i Goonies, Stand by me), nei film di animazione (La spada nella roccia), ma anche nella letteratura (Tom Sawyer, Huckleberry Finn, Piccole donne e Piccoli Uomini)
la colonna sonora che comprende pezzi a cui tutti quelli che ho già citato al punto 1 possono associare dei ricordi, perché comprende sia hit famosissime di gruppi stranoti come i Duran Duran, sia chicche di gruppi di nicchia come i DEVO, adatte a soddisfare i musicofili più alternativi;
la serie riesce a titillare i cervelli degli spettatori un po' nerd, che immediatamente si mettono ricerca di elementi noti, citazioni e somiglianze: le scenografie e gli oggetti di scena: quarantenni e cinquantenni in particolare ritroveranno giocattoli noti, poster che probabilmente avranno avuto appesi alle proprie pareti, videogiochi con cui hanno passato ore ed ore; i mostri ricordano nelle fattezze e in certe caratteristiche Alien di Ridley Scott; ci sono sequenze e personaggi che ricordano i grandi capolavori di Spielberg, primo fra tutti E.T.
tutti gli altri elementi riescono comunque a coinvolgere anche gli spettatori che non hanno ricordo degli anni 80: la trama è avvincente, e gli attori sono davvero convincenti nelle interpretazioni (finalmente si rivede Winona Ryder!).
Mentre scrivevo, mi sono resa conto che negli anni in cui è ambientata la vicenda avevo esattamente l'età dei protagonisti. Come potrei non amarli?