Ultimamente, devo ammetterlo, un fastidioso malcontento si è insediato nei miei pensieri, come un piccolo tumore che spinge proprio sotto la gola.
Come quando vieni improvvisamente colto dall'ansia, e quella fastidiosa sensazione di avere un nodo in gola inibisce ogni tuo sfogo, non puoi urlare, non puoi parlare, puoi solo rimanere fermo, e renderti conto.
Renderti conto di come le cose non funzionino mai correttamente, di come nonostante i tuoi sforzi e le mille battaglie, qualcuno o qualcosa riuscirà sempre a mettersi a cavalcioni su quella sottile linea chiamata onestà, prendendosi gioco dei giusti e bivaccando con i disonesti.
Centoventisette anni fa, D'Azeglio diceva:"Purtroppo s'è fatta l'Italia, ma non si fanno gli italiani", e oggi, possiamo tranquillamente dire che quegli italiani, sempre disuniti e litigiosi, hanno annientato quella meravigliosa idea che era l'italia.
Non sono bastati i buoni esempi di cui tutti abbiamo perso memoria.
Non ci interessa sapere che siamo un popolo di inventori, ci siamo dimenticati di nomi come Alessandro Volta, Antonio Meucci, Guglielmo Marconi, Enrico Fermi.
Chi diavolo era Leonardo da Vinci? Onestamente. Quanti attorno a me, nel mio quotidiano, possono dirmi almeno due delle stramaledettissime opere di da Vinci?
Cosa mi rappresenta Nicolò Barsanti? Non sto nemmeno a sfogarmi. Ho amici e colleghi che se la menano dalla mattina alla sera su chi ha la macchina più grossa, e nessuno che lo abbia mai sentito nominare.
I ragazzi di Renzo Piano disegnano "l'Italia come gli piace" mentre lui edifica meraviglie a Londra, Parigi, Sidney, Berlino, Osaka. E intanto, i fossili di una società malata lo criticano perchè il palazzo ecosostenibile di 165 metri che ha costruito a Roma, è più "brutto" dello Shard che ha costruito a Londra.
Siamo un popolo geniale, ci distinguimo in tutto il mondo per i nostri pittori, scultori, inventori, ingegneri, architetti e scienziati che però non trovano spazio, perchè l'Italia è una dimostrazione di eccessi che predilige l'eccellenza sbagliata. Ed eccoci quindi a preferire i migliori ladri, i migliori bugiardi, avidi, invidiosi, ignoranti e corrotti sulla faccia della terra.
Gli diamo un posto a queste persone, a dirigere il nostro paese, ad amministrare le nostre finanze, a decidere quali programmi trasmettere in televisione. Comprano squadre di calcio, perchè in Italia nulla è più importante del calcio.
Ci molestano ad ogni ora con pubblicità che non possiamo più nemmeno scegliere di ignorare.
Non è pubblicità! Si chiama Stalking!
Noi li guardiamo storto, con occhio cupo, li giudichiamo, li malediciamo, ma non facciamo niente, perchè è questo il retaggio che lasceremo ai nostri successori. L'indifferenza.
Siamo indifferenti, ci giriamo a guardarci dopo ore di chiacchiere e cazzate da bar, e concludiamo con un profetico: "Arrendiamoci, tanto non possiamo fare nulla".
Ma questa non è la voce di una resa, non la resa che conosco io per lo meno, la resa arriva dopo una battaglia, dopo che qualcuno ha combattuto e poi ha perso.
Questa non è una resa, questa è condiscendenza. Non siamo contrariati, siamo docili, ci siamo bevuti un mare di stronzate sulla nostra impotenza e ci siamo fatti addomesticare.
In Italia si è combattuto tanto, per tanti motivi, sono morti innocenti, sono morti aguzzini, ma sopra ad ogni cosa, sono morti gli ideali.
La pigrizia che ci ha regalato il malcontento si è insinuata con la malizia di un cespuglio d’edera nei nostri pensieri, e ingenuamente, come piccoli agnelli seguiamo il gruppo, sempre più stretti, in file sconnesse e disordinate, verso un mattatoio di leggi, tasse e ingiustizie.
Sentiamo qualcuno più avanti urlare, e allora urliamo anche noi, non abbiamo paura, urlano tutti, lo fanno tutti, lo faccio anche io.
Non riusciamo più a sognare, vediamo bene fin dove arriva il nostro sguardo, ma oltre, c'è soltanto questa amara voglia di andarsene e questo forte odore di carne macellata.
"Come si fa a non diventare padroni di un paese di servitori?" - Benito Mussolini
Immagine CC0 Creative Commons, si ringrazia @mrazura per il logo ITASTEM.
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