Quanta fiducia avete
nella ricerca scientifica?
Io, personalmente, pochissima.
E quando leggo notizie come questa - se non siete abbonati a ilfattoquotidiano potete leggere un riassunto qui non posso che abbassare ulteriormente la già bassissima fiducia che avevo.
Al di là, comunque, dei giudizi sul singolo episodio o sul fatto che la legge italiana addirittura non prevede la fattispecie della frode scientifica, resta un vulnus di fondo sui rapporti tra finanziamenti, finanziatori, ricerca, titoli accademici, carriere universitarie, etc.
A mio parere c'è un problema di fondo che porta a queste storture, a queste manipolazioni: i lavori scientifici, le ricerche, vengono valutate in base ai risultati e non in base al rigore scientifico e alla loro completezza.
Ad una analisi superficiale potrebbe sembrare una cosa evidente, un lavoro scientifico è valido e degno di nota se ottiene dei risultati, se una tesi viene verificata, se si trova una cura, se si capisce un meccanismo prima non compreso.
Ebbeno no, qui sta il misunderstanding, un lavoro di ricerca dovrebbe essere valutato in base al fatto che sia stato condotto in modo inappuntabile e scientificamente corretto, se questo ha portato a dimostrare che una nuova ipotesi di cura non funziona, che non si è chiarito un meccanismo, che una teoria non è stata verificata, questo può aver portato un beneficio maggiore che se fosse successo il contrario.
In particolare una ricerca scientifica condotta in modo corretto porta ad un avanzamento della scienza, una ricerca raffazzonata, con dati forzati, con vere e proprie truffe non solo non fa fare un solo passo avanti ma porta dei danni notevoli nel campo in cui è stata svolta e alla scienza in generale.
Per diversi motivi: può indurre speranze, ad esempio nell'efficacia di una cura, senza basi reali; può interrompere le ricerche in un determinato settore per mesi o anni nella falsa ipotesi di aver compreso qualcosa o di aver trovato una possibile soluzione che invece si rivelerà in seguito non reale.
Fa fare carriera a personaggi la cui fama è legata a falsificazioni, a dati taroccati o interpretati a proprio piacimento, a detrimento di altri che preferiscono la correttezza e la deontologia alla fama e al denaro.
Già, perché, come sempre è anche una questione di denaro...
Chi finge di ottenere risultati ottiene anche finanziamenti e continua in un vortice di scorrettezze e fondi, fondi e risultati millantati o gonfiati ad arte.
Io credo che gli ambienti scientifici dovrebbero al più presto ristabilire sia in ambito accademico che in ambito privatistico criteri di valutazione dei lavori scientifici esclusivamente basati sulla forma, sulla correttezza, sul rispetto della deontologia, sulla scientificità ed eliminare colpletamente giudizi, finanziamenti e carriere basati sui risultati, im modo da ristabilire un metodo e un criterio di merito che si vanno via via perdendo di vista con il risultato di far perdere completamente la fiducia nella scienza, negli scienziati e nella ricerca scientifica.
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