La musica iniziò improvvisa, dopo un impercettibile scatto.
Una melodia dolce, allegra e tintinnante, come ali di fata, risuonò nel buio della stanza.
Lei era già in posizione, pronta da sempre per quella performance notturna.
Lisciò il suo tutù, salì sulle punte, distese lentamente le braccia sopra il capo, mostrò un tenero sorriso e poi iniziò a volteggiare come guidata dal vento: sembrava la fiamma scintillante di un fuoco ardente.
Leggera andó avanti per un tempo indefinito, incantando le orecchie e il cuore dei presenti. Ballò come se fosse il suo primo ballo o forse come se fosse l'ultimo, piroettando a perdifiato su quella musica di stelle. Gli attimi passarono lenti, e osservava tra le giravolte i sorrisi distesi di chi l'osservava.
Poi un dolce clack le segnaló la fine di quella magnifica esecuzione.
Con un velo di tristezza nascosta nel suo sorriso, si chinó rapida in un inchino e lo scrigno blu sopra al suo capo la ricoprì come il tendone di un teatro. Così sparì dalla vista del pubblico!
Felice adesso, rinchiusa al suo mondo, ascoltó i commenti, riascoltò la musica e restó lì, in attesa di che quel piccolo portagioie venisse riaperto nuovamente da manine di fata. Non voleva che nessuno nessuno la dimenticasse, perché lei amava volteggiare tra fantasie dorate.
Parole (blu e fuoco) suggerite da Mariarosaria Guido. Inviami anche tu due parole e scriverò un racconto per te! Diventa un #giglio.