Il post di oggi nasce dalle 2 parole "felice e anno" suggerite da @Feliceperscelta...voi che immaginate?
Buona lettura #gigli
Trovò la prima monetina vicino a un tombino. La notò per il brillio subdolo e intrinseco che ogni moneta porta con sé. Si fermò a raccoglierla pur pensando che con una sola non avrebbe di certo fatto granché…
La mise in tasca e arrivato a casa la posizionò su una mensola dove di solito metteva i CD.
Dopo circa tre giorni trovò una seconda moneta: questa volta non fu il brillio a colpirlo, ma il caso. Gli cadde dalla tasca della giacca un vecchio scontrino e lui si piegò per raccoglierlo: fu in quel momento che si accorse che il piccolo pezzo di carta era caduto proprio vicino a una moneta abbandonata. Si disse che non poteva essere un caso aver trovato due monete a distanza di così pochi giorni, e fiducioso di che questo fosse un buon segno tornò a casa e posizionò la seconda moneta esattamente al di sopra della prima.
Da quel giorno, senza forse esserne nemmeno del tutto consapevole, i suoi occhi iniziarono a guardare spesso per terra: dietro agli angoli, ai lati delle macchinette, ai piedi dei giornalai, dei parchimetri. In tre settimane trovò ben altre quattro monete che posizionò ordinatamente in pila sulle altre. A quel punto ogni vago sogno di casualità scomparve dalla sua mente: quelle monete erano lì per lui, lo stavano cercando! Si vide ricco su un’isola con palme da cocco e si sentì felice.
Per tutto l’anno trasformò la casualità dei suoi incontri in ricerca, ma non se lo disse mai.
In un anno racimolò ben trentacinque monete, due banconote piccole, e una grande: un bottino! Iniziò a fare calcoli e lungo spettro e a considerare quei ritrovamenti come fonti e possibili investimenti, aumenti, ecc…
Trascorse un secondo anno allo stesso modo, aumentando il tempo speso verso il suolo e verso un sogno che volava basso insieme a lui…Quell’anno “trovò” solo trenta monete, ma ben tre banconote piccole e due grandi…Continuò così per altri anni e per altrettanto tempo sperò, sognò, entre perdeva quello che gli era vicino. Smise di guadarsi intorno, di guardare in alto, in attesa del ritrovamento che gli avrebbe cambiato la vita…non notò mai che la sua vita fosse già cambiata, che fosse stato lui a cambiarla, perdendo il suo tempo per costruire, mentre in attesa di un’illusione…quell’illusione scintillante, quel brillio tipico di alcuni metalli…
Quando la mensola cadde per il peso del tempo, lui si svegliò da quel lungo sonno e corse a piedi scalzi sull'erba umida...