Portava il tempo sempre con sé, sempre, ma in ritardo! Lo portava in ritardo…(o forse in anticipo, chi lo sa?) per pigrizia, per povertà, o forse, solo per noia. Ma infondo che importa?
Lui lo amava così: con le lancette sempre in disaccordo con gli altri orologi! Queste infatti erano sempre più lente, quasi noncuranti del loro importante ruolo nella società. A lui questo piaceva molto, lo affascinava: aveva la sensazione di avere controllo su tutto, persino sui suoi pensieri.
...
In un giorno di pioggia fitta però, successe ciò che era previsto da tempo… le lancette improvvisamente e irreversibilmente si fermarono!
Quando se ne accorse erano le due (anche se l’orologio mostrava le sei, non si sa se del giorno prima o di quello dopo).
Rimase lì stupito, scioccato e immobile a bagnarsi sotto l'acqua scrosciante!
Che fare?
Quell’orologio era con lui da quando lo ricordava…era parte del suo braccio, del suo tempo...
Dove trovare i soldi per cambiare le pile?
E (lo colse un primo dubbio), se non si fosse trattato di un problema alla batterie?
E (dubbio successivo), se invece si fosse trattato di un problema alla batteria e cambiandola l’orologio avesse ripreso a funzionare senza portare alcun ritardo?
...
Stette così imbambolato per un tempo che quantificò di circa quarantacinque secondi. Alzò lo sguardo verso quel cielo scuro: erano le due e ventisette minuti!
Da queste osservazioni comprese come non ne avesse mai avuto bisogno e quindi decise di lasciarlo dov'era: fermo sul suo braccio, come fosse un ricordo!
Poco a poco riprese la sua vita, in ritardo...o forse solo in anticipo...