Cari steemies,
l'India è disseminata di siti e luoghi sacri dove devoti indù compiono lunghi viaggi per visitarli e rendere omaggio alle divinità compiendo diversi rituali. Oggi, ho pensato di portarvi con me in un piccolo pellegrinaggio a RAMESWARAM nel sud dell'India, precisamente nella regione del Tamil Nadu.
Ho qui davanti il mio taccuino dove avevo scritto degli appunti di viaggio...
Ci sono arrivata la sera del 28 agosto del 2008 con un autobus pieno e sgangherato nella norma indiana.
[L'immagine è di mia proprietà]
Ramenswaram è una piccola isola che si trova di fronte allo Sri Lanka collegata alla terra ferma dall'Indira Gandhi Bridge, un imponente e lunghissimo ponte di metallo.
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La mattina del 29 agosto, dopo una nottata rumorosa nell'albergo Island Star, vado subito a visitare il tempio RamanathaSwamy, dove viene conservato e venerato un lingam (fallo) sacro di Siva. Per arrivarci percorro un lungomare che culmina in una zona dove ci sono i ghat, ovvero degli scalini che si immergono nel mare da cui i devoti scendono per i bagni rituali e fanno la puja (preghiera) accompagnati dai bramini (sacerdoti indù).
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La cosa curiosa è che i bramini portano al collo un tesserino completo di foto, nome e ruolo che certifica la veridicità della loro autorità. Si immergono nelle acque vecchi, adulti e bambini senza distinzione di casta... Al mattino presto la zona è molto affollata e tra le persone girano mucche, caprette e cani. Mi colpisce in particolare una mucca con una conchiglia sulla fronte.
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E' colorata con le polveri della puja sulle zampe e sul manto, ha vicino il suo vitello e credo sia particolarmente sacra.
Per arrivare al tempio, percorro poi una strada piena di sadhu (santoni indù) ai bordi, sono tranquilli e beati e aspettano un'offerta.
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Il tempio, ha due lunghi corridoi all'interno con delle colonne di granito molto suggestive.
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Nei cortili esterni ci sono delle vasche d'acqua, 22 per l'esattezza, chiamate Teertham. L'acqua è cosiderata sacra e si dice che abbia poteri curativi. I pellegrini, accompagnati dal loro bramino munito di secchio, si fanno aspergere abbondantemente d'acqua, in un viaggio rituale di pozzo in pozzo, scandito da 22 secchiate ogni volta!
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Sono attratta da questa pratica, forse anche per il caldo, ma non riuscendo a darle un senso personale e provando un senso di rispetto e timore, rinuncio.
Ad un certo punto del mio percorso all'interno del tempio, arrivo ad una grande tank (vasca) con fiori di loto, intorno ci sono uomini e donne che appendono ad asciugare i loro sari e i loro turbanti...
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Non sembrano tamil, per i lineamenti, per i sari e per le pesanti cavigliere d'argento. Provo a comunciare con una donna indicandole le cavigliere e lei mi mostra i calli del giogo che indossa chissà da quanto tempo...
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Il tempio è carico di energia e pieno di vitalità, c'è chi si dedica ai riti, chi si asciuga, chi si riposa, chi mangia... la giornata passa attraverso i rituali che osservo e che mi sembra quasi di vivere.
Il 30 agosto parto alla volta di Dhanushkodi, un piccolo villaggio, o meglio quello che ne rimane, all'estremità dell'isola più vicina allo Sri Lanka. Dhanushkodi fu rasa al suolo da un ciclone nel 1964 e ora ci sono delle rovine sparse sulla spiaggia. L'atmosfera al tramonto è molto suggestiva e particolare...
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Domani mattina il mio viaggio prosegue verso Tanjore e dovrò lasciare questo spazio magico saturo di devozione e sacralità.
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Mi addormento pensando a Rama e Sita, i protagonisti del famoso poema epico Ramayana.
Penso alle loro avventure e disavventure, penso al demone Ravana rapitore della bellissima Sita e ucciso da Rama con il suo arco, proprio qui, con l'aiuto del guerriero scimmia Hanuman e di suo fratello Laksmana.
Penso alla morte, penso alla vita e immagino un flusso senza limite...
A prestissimo!
Isa