I tre gnomi giganti stavano portando la fatina dai capelli verdi a Re Gnotiz... correvano più velocemente possibile tenendo stretta la rete che conteneva il loro prezioso bottino.
Nel frattempo la ranocchia colorata non sapeva bene cosa fare e così decise di mettersi a dormire un po', avvinghiata alla fiala che, chissà, non le fosse venuta un'illuminazione in sogno. Non c'era pericolo che qualcuno la vedesse perchè
Dopo circa 2 ore di cammino, Mazzagnomone, Triceraprociognomone e Ultràgnomone erano davvero stanchissimi, mancava poco ad arrivare ma pensarono che una piccola pausa non avrebbe fatto la differenza.
La piccola fatina dai capelli verdi, poverina, era ancora svenuta ma, bastò uno sbadiglio infernale di Triceraprociognomone per farla risvegliare... non capì subito dove si trovava e che era imprigionata in una rete... si guardò un po' intorno senza farsi vedere e capì subito la situazione, si ricordò anche che la fiala preziosissima era al sicuro sul fondo dello stagno e questo la fece sentire un po' meglio...
Dopo un po' di relax i tre gnomi giganti si rialzarono e si misero di nuovo in cammino senza accorgersi di nulla.
Passata un'ora arrivarono finalmente al Castello Catramoso. La particolarità di questo castello erano dei fumi caldi e puzzolenti che salivano tutto intorno...
La puzza era terribile ma grazie al calore le ali della fatina si erano completamente asciugate.
I tre gnomi giganti andarono subito dal loro Re, tanto fieri del loro bottino!
Ma quando arrivarono successe una cosa inaspettata.
Era un animale apparentemente molto docile e stava sempre sulla spalla del suo padrone. C'era però una cosa che lo faceva andare letteralmente fuori di testa: la presenza di una cannella, un incrocio bizzarro tra un cane e una coccinella.
E fu così che l'idea della fatina dai capelli verdi di raccogliere una cannella durante la sosta fu la sua salvezza.
Infatti, appena i tre scagnozzi arrivarono nella stanza di Re Gnotiz, il gattagno impazzì all'istante e si mise a saltare per tutta la stanza, graffiando tutto e tutti... nello scompiglio generale la fatina dai capelli verdi riuscì a liberarsi e a uscire velocemente senza essere vista.
Si mise a volare nelle modalità SuperPower come solo lei sapeva fare e, grazie al suo istinto, raggiunse in meno di un'ora il bordo dello stagno.
Con il cuore a mille stava per tuffarsi quando sentì qualcosa che le fermava un piede... guardò in basso e...
Per fortuna era rimasta lì ad aspettarla, pensò la ranocchia, a volte è molto meglio aspettare e riflettere un momento prima di fare scelte avventate.
La ranocchia colorata sapeva dire solo cra o cre o cro o cru o cri ma non ci fu bisogno di parlare... le bastò spostarsi di poco che subito la fatina vide la fiala, lì tra le sue delicate coscette.
La fatina la prese subito tra le braccia e la strinse forte forte, la baciò e le disse che doveva andare, perchè doveva salvare il suo Re Carlo, andare al Villaggio Cristallino e portargli la pozione altrimenti sarebbe... non aveva neanche il coraggio di pensarlo!!!
La ranocchia capì tutto e le fece segno di salirle in groppa. Per arrivare al Villaggio Cristallino ci sarebbero volute almeno 2 ore di volo SuperPower e la fatina non ne aveva così tanto a disposizione quindi si fidò della ranocchia che anche se non parlava sembrava capire davvero tutto.
Le mostrò che doveva fare un grande respiro e immagazzinare più aria possibile... e poi le fece segno di tapparsi il naso e si tuffò.
Nel frattempo al Castello Catramoso stava succedendo il pandemonio... Re Gnotiz piangeva e stava a malapena in piedi a causa dei graffi e delle mazzate, Ultràgnomone aveva addirittura cambiato squadra pur di essere risparmiato, Mazzagnomone non riusciva a stare fermo e Triceraprociognomone tirava testate al muro... insomma un gran casino che chissà come sarebbe andata a finire...
Quando la fatina dai capelli verdi e la *ranocchia colorata * finalmente riemersero, si trovarono proprio nella pozzanghera davanti al portone del Palazzo Reale... fatina corse velocissima perchè aveva le ali bagnate, aprì la porta, corse a destra, poi a sinistra, salì una scala e poi un'altra fino ad arrivare davanti alla porta della stanza di Re Carlo.
C'era un grande silenzio...
Bussò, ma nessuno rispose...
La porta era aperta... entrò...
Gli occhi della piccola fatina si riempirono di lacrime...
"Ciao fatina dai capelli verdi, ce l'hai fatta! Sei tornata in tempo!"
Era Re Carlo dietro di lei, seduto su una sedia, con indosso il suo pigiama, la voce era entusiasta ma con un tono molto flebile... si sentiva la sua sofferenza e le pochissime forze.
Fatina si girò all'istante, gli porse la fiala e non ebbe neanche il tempo di sentire quanto era felice.
Fine
Questa è la mia versione della storia, ringrazio per questo fantastico contest, nel vero senso della parola :) Potete trovare le indicazioni per partecipare cliccando qui e leggere l'inizio della storia qui.
Spero vi piaccia :)
A prestissimo
Isa
[Mi è stata concessa l'autorizzazione per la riproduzione di tutte le foto ai fini della partecipazione a questo contest].