La poesia che scrivo oggi è dedicata ad una donna che ho conosciuto anni fa in ospedale. Mi raccontò la sua vita, e di come si dovette sposare con il ragazzo che la fece rimanere incinta a 16 anni.
Un matrimonio forzato dalla foga di una notte sbagliata.
Che ricorda con malinconia la vita passata.
Nello specchio, lei.
Sposatami a sedici anni
mi hanno detto che avrei imparato ad amarlo
Mento con lui e seppellisco la mia faccia
Temo di perdere il contatto
Parlo spesso con una ragazza
che ritorna dallo specchio
giovane donna allegra
che è fuggito con un marinaio
negata dalla sua famiglia
lei vive senza vergogna
sta in piedi sulla sabbia
la sua vita è una rapsodia
dalle onde agitate nelle acque selvagge
lei naviga con il suo marinaio
in miserabili quartieri
la loro nave non ha cuscinetti fissi
e le rocce vengono raschiate nello scafo
ma lei è legata a suo marito
Grazie per essere passati di qui!