
LAMA 19010 - WIP
Fase di tempra e preparazione
IMMAGINE DI COPERTINA – Immagine dell’autore

Trentino - Italy
INIZIA
a fare freddo e allora prima di mettermi al lavoro accendo la stufetta a legna così per riscaldare un pochino l’ambiente. Finalmente! tre giorni di pausa dal lavoro e riesco a trovare un pochino di tempo anche per dedicarmi a fare qualcosa di mio..
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Tra ieri e oggi mi sono messo a lavorare allo chef che avevo sul bancone da tanto tempo. Avevo già sgrezzato la lama nella sua forma e dato qualche passata alla levigatrice per la bisellatura. L’acciaio di questa lama è un AEB-L di spessore 3 mm; ottimo acciaio inox per la coltelleria in special modo per coltelli da cucina visto che lo spessore delle piastre in vendita è molto ridotto. Proprio per il suo spessore però si deve fare attenzione a come lavorarlo, le lavorazioni maggiori e più lunghe sono dopo la fase di tempra.
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Per questo coltello mi sono ispirato ad una foglia allungata, tipo quella di ulivo. La forma mi piace e anche le proporzioni tra lama e manico mi sembrano ben azzeccate, il tagliente avrà una lunghezza di circa 17/18 cm.
PREPARAZIONE DELLA LAMA
Per fare una buona tempra della lama dobbiamo fare alcune preparazioni. La prima riguarda un controllo sulla linearità; solitamente traguardo a occhio la lama e poi do una controllata con una riga rigida per vedere dove storce. Nelle prime fasi di sagomatura e bisellatura è facile storcere il materiale dato che esso è in stato ricotto (la barra viene fornita non temprata altrimenti non la lavori), viene da sé che a spingere il pezzo sulla levigatrice e per via del calore sviluppato è facile ritrovarsi con una banana più che una barra dritta.
Prova con riga rigida - Immagine dell’autore
Niente paura, basta metterla in morsa e sforzare fino a quando non siamo soddisfatti.
Solitamente marchio i miei lavori sul tagliente, ma questo è un coltello da cucina e mi ritrovo in difficoltà nel marcare il numero seriale direttamente sul tagliente. Questo per due ragioni:
- per la forma/sagoma che ho scelto di dare al coltello e non trovo spazio dove marcare
- per via delle proprietà stesse del materiale; in quanto portare una barra di 3 mm con la bisellatura quasi finita rischi di compromettere la fase di tempra e quindi la buona riuscita del lavoro
Conviene lasciare il più possibile materiale e penare a dare dopo tempra la forma definitiva della bisellatura. Per questi motivi una marcatura sulla lama non è possibile farla, magari ti ritrovi nella condizione di doverla “cancellare” per dare la giusta forma al coltello. Il numero di serie viene stampigliato sul codolo, non si potrà vedere a fine lavoro ma la lama risulterà comunque marcata.
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Fatti i nostri controlli e la marcatura, si va a preparare la caramella. In pratica si va ad avvolgere la lama con un foglio di Inconel (in realtà non è Inconel ma un foglio molto sottile di acciaio inox AISI304), questo per proteggere la lama dalla carburazione. La carburazione è fenomeno che si manifesta quando il materiale è sottoposto ad altissime temperature e quando questo è a contatto con l’ossigeno. L’ossigeno si lega alla struttura cristallina dell’acciaio (al carbonio) che se lo porta via, il risultato è una lama post-tempra con minore percentuale di carbonio e dei fastidiosissimi buchi e segni sulla lama… provare a toglierli è quasi impossibile.
La caramella deve essere ben chiusa, proprio per non permettere di passare l’aria e all’interno metto un po’ di segatura così nella fase di aumento della temperatura vado a bruciare l’ossigeno anche dentro la caramella stessa.
Caramella - Immagine dell’autore
Caramella - Immagine dell’autore
TEMPRA E SPEGNIMENTO
Bene! Ora possiamo mettere la lama dentro il forno per la fase di tempra. Si parte da temperature basse (personalmente do un piccolo preriscaldamento al forno fino a 250°C) e si fissa sul PID (un controllore della temperatura) al primo step di 850 °C. La tempra è un processo da prendere con le pinze in quanto un procedimento diverso dal datasheet del produttore del materiale o temperature differenti porta ad inficiare la buona riuscita. Il primo step di 850°C e un mantenimento per 20 minuti a questa temperatura serve per normalizzare tutto il pezzo alla temperatura e per dare una sorta di “rilassamento” per le tensioni che si sono formate nella fase di sagomatura… ricordate che vi ritrovate una banana dopo la bisellatura??? In quelle fasi il materiale viene sottoposto a stress, è facile anche raggiungere e superare i 300°C e per viaq delle dilatazioni il materiale accumula tensioni…. che poi ti ritroverai dopo lo spegnimento.
Controllo visivo della lama a 850°C - Immagine dell’autore
Passati i 20 minuti si reimposta il PID alla temperatura di austenizzazione pari a 1060°C. Raggiunta la temperatura giusta si fa riposare per qualche minuto per omogeneizzare la temperatura su tutto il pezzo e poi…. TIRIAMO FUORI LA LAMA E SUBITO IN OLIO CALDO la rapida discesa della temperatura trasforma la struttura austenitica dell’acciaio in martensite.
Spegnimento della lama in olio - Immagine dell’autore
Tutto qua! In realtà segue ancora una fase detta rinvenimento o distensione. Per me è la fase più noiosa …. In fin dei conti bisogna rimettere la lama di nuovo in forno ma questa volta a temperature più basse. Serve per distendere il materiale e renderlo meno duro (diminuzione della durezza), la struttura martensitica dopo tempra risulta troppo dura e quindi fin troppo fragile. Per questo acciaio servono due rinvenimenti di un paio di ore ciascuno a temperature fra i 220°C fino a 500°C e oltre…. Per la durezza che voglio ottenere ho scelto una temperatura di 280°C.
Lama dopo tempra e rinvenimento - Immagine dell’autore
Un saluto e alla prossima, nicola