Pinocchio nasce dalla penna di Carlo Collodi a fine ottocento. Il racconto, che ad oggi vanta una traduzione in circa 240 lingue, narra la storia del burattino divenuto poi il più famoso al mondo. Lo scrittore inizialmente fece pubblicare l’opera senza aspettative di successo descrivendola come “una bambinata” e solo con l’interesse sempre maggiore del pubblico fu ispirato a scriverne il seguito e la completò fino a far diventare il burattino un bambino in carne ed ossa.
Negli anni sono state prodotte varie pellicole basate su questo racconto. La prima nel 1911 fu un mediometraggio. Nel 1936 iniziò la produzione del primo lungometraggio che rimase però incompiuto. Indimenticabile ed ormai storico è il Pinocchio interpretato da Totò nel suo sketch in “ Totò a colori ” del 1952.
Successivamente altri registi hanno prodotto pellicole ma il maggiore successo in Italia fu raggiunto con la serie televisiva “ Le avventure di Pinocchio ” di Luigi Comencini nel 1972. In questo sceneggiato televisivo il cast è di grandissimo calibro. Tra i protagonisti principali ci sono Vittorio De Sica, Nino Manfredi, Gina Lollobrigida, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Poi c’è Andrea Balestri, il bambino biondo che ha interpretato il Pinocchio dall’accento toscano.
fonte wikipedia (immagine di pubblico dominio)
Già comico fu il suo provino. Andrea si presenta alla selezione con altri bambini e quando entra nella stanza del regista c’è Comencini seduto che neanche lo guarda. Gli dice solamente: “ Lì c’è un martello… rompi il quadro che hai di fronte ”. Neanche il tempo di finire la frase che il bambino rompe il quadro. Comencini fa un salto sulla sedia, si arrabbia ed esclama: “ Ora me lo ripaghi ”. Andrea dal canto suo risponde: “ Che vuoi?!! Me lo hai detto tu di romperlo! ” Fu l’unico bambino che ebbe il coraggio di rompere quel quadro. La parte di Pinocchio non gliela tolse nessuno.
Sono passati 46 anni dal lancio di quella serie che oggi è il ricordo di molti bambini cresciuti.
La location del film sembrava costruita appositamente, con quelle case in mattoni di tufo che apparivano come finte. Ma quel paese dallo stile contadino invece è esistito davvero ed esiste tutt’oggi. Il suo nome è Farnese e si trova in provincia di Viterbo in alto Lazio e in quasi 50 anni quella location è cambiata pochissimo.
(immagine dell'autore)
Mi sono recato in quel luogo e transitando dalla via principale non è difficile riconoscere la zona che fu il set, dove l’architettura non è cambiata molto rispetto al film. Oggi in quella via ci sono solo, almeno a me è sembrato, edifici adibiti a deposito, mentre il resto è abbandonato.
Appena giunti “sul set” si nota una bellissima insegna che ricorda il famoso film.
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Addentrarsi all’interno è veramente un’emozione unica. La via è in discesa come la si vede nel film. I mattoni delle costruzioni, rimasti identici, saltano subito all’occhio. Ritornano in mente le scene dove “il babbo” rincorre Pinocchio o dove mastro Ciliegia cade a terra. Sulla destra della via c’era la bottega di Geppetto dove spesso esce tutto infreddolito alla ricerca del suo burattino.
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All’inizio della strada invece c’è lo slargo dove approda la carovana di Mangiafuoco. A fianco la bottega di Teodoro dove mastro Geppetto vende la casacca per comprare il libro a Pinocchio.
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Molte scene si svolgono in questo fazzoletto di terra composto da vecchie case rimaste più o meno simili a quelle dell’epoca. E’ stato emozionante camminare in questa strada che nel film è resa viva dai personaggi più strani e dalle scorribande di Pinocchio. Inutile negare che la fantasia è ricorsa a quelle scene che hanno reso unica la pellicola.
Questo è Farnese oggi, il paese ormai diventato di Pinocchio, dove tutto sembra magicamente rimasto fermo a quei tempi. Mancano solo i personaggi che non è difficile immaginare ammirando il luogo.