Per sostenibilità economica si intende la possibilità futura che un processo economico duri nel tempo. Si desume quindi, che un processo possa essere economicamente sostenibile se vengono utilizzate risorse naturali ad un ritmo per il quale esse possano rinnovarsi naturalmente. Mentre la sostenibilità sociale indica l'equilibrio fra il soddisfacimento delle esigenze presenti senza compromettere la possibilità delle future generazioni di sopperire alle proprie. Dopo aver scremato superficialmente con delle definizioni questi due ambiti della sostenibilità ci proiettiamo verso quello che sarà il succo del discorso : la sostenibilità ambientale.
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Partiamo con il capire quale significato intrinseco lega queste due parole. La prima come già detto nelle prime righe riguarda principalmente lo stato di equilibrio di un processo nel tempo, la seconda arricchisce questa definizione precisando che l'equilibrio a cui si fa riferimento è quello di un ecosistema. La stabilità di un ecosistema riguarda la capacità di mantenere nel futuro la sua biodiversità ed i processi ecologici che avvengono al suo interno. L'uomo come essere vivente, fa parte di un ecosistema, di una rete alimentare e di molti altri processi. Perciò si potrebbe dire che l'uomo coesista in modo armonioso con ogni altro animale o pianta nel luogo in cui vive. Questa affermazione, secondo il mio punto di vista, ha mantenuto la propria veridicità fino all'avvento dell'industrializzazione dei processi produttivi, fino all'avvento del petrolio e delle multinazionali. E' vero anche che il progresso, sopratutto quello tecnologico e della ricerca non si sarebbe forse potuto raggiungere in tempi “brevi” senza queste rivoluzioni. Ma a quale prezzo? Ogni giorno si parla di ridurre il danno ambientale causato da oltre 200 anni di sfruttamento di risorse non rinnovabili, di deforestazioni, di allevamenti intensivi, dell'aria poco pulita che respiriamo, delle innumerevoli malattie che devastano le vite di chi per una brutta coincidenza è nato in un luogo dove si è abusato del territorio inquinandolo in nome del denaro. Qui si parla di sostenibilità ambientale per mettere in evidenza le problematiche che le future generazioni saranno costrette ad affrontare per poter vivere una vita dignitosa, per salvare le foreste dalle lunghe mani delle multinazionali, per evitare l'estinzione di molte specie animali a rischio,il quale è causato in gran parte dall'uomo. Sarebbe una cosa più che positiva se tutti parlassero di sostenibilità ambientale mettendo in pratica anche nel proprio piccolo comportamenti volti alla riduzione del danno, che ormai, è inevitabile. Gli ecosistemi della terra sono quasi tutti inquinati dall'uomo, che in alcuni casi ha stravolto completamente ciò che c'era, basta guardare zone che fino a molti anni fa erano ricoperte di verde, e sulle quali ora sorgono prodotti dell'urbanizzazione. Non c'è da meravigliarsi di questo, sulla terra siamo in 7 miliardi, in continuo aumento soprattutto nei paesi in via di sviluppo come Cina e India. Con il crescere del numero di abitanti cresce la necessità di allargare i confini delle città per utilizzare sempre più spazio, sottraendo quindi territori a praterie e foreste. Si potrebbe risolvere, o meglio, minimizzare il danno introducendo ampie zone verdi nelle città, e al posto di erodere nuovo terreno da edificare, riconvertire quanto già c'è , aumentando la densità abitativa mantenendo al contempo standard elevati di qualità della vita e bassi impatti ambientali. Forse quest'ultima può apparire come un'idea utopica, ma rappresenterebbe una buona alternativa soddisfacendo criteri di sostenibilità ambientale. Vorrei aggiungere inoltre una foto che ho scattato da casa mia. Io credo che ancora l'uomo non meriti di posare il proprio sguardo su ciò che di bello il nostro pianeta offre.
[Foto dell'autore] [Daverio (VA)]
Per concludere vorrei porre all'attenzione di coloro che leggeranno questo post un pensiero critico.
Può esistere la vita
in un pianeta senza l'uomo,
ma non può esistere l'uomo
in un pianeta senza vita.