Migliaia di persone stanche, stressate e fin troppo “civilizzate”, stanno cominciando a capire che andare in montagna è tornare a casa e che la natura incontaminata non è un lusso ma una necessità. (John Muir)
Incredibile come appena 50 anni fa viaggiare fosse un privilegio raro, a cui i lavoratori della classe media nemmeno pensavano. Mia nonna ad esempio, ha visto per la prima volta il mare all'età di 30 anni, nonostante fosse ad un'ora di strada da casa, e non si potesse quindi considerare un vero e proprio viaggio. Quando lo scoprii rimasi sconvolta, per poi rendermi conto che io, in realtà, non avevo mai visto le montagne.
Per questo motivo lo scorso gennaio il mio ragazzo, totalmente scioccato da questa mia mancanza, si è coraggiosamente offerto di diventare il mio insegnante privato di sci, e abbiamo deciso di partire. Visto che, come si usa dire "le cose o si fanno bene, o non si fanno", siamo partiti con il botto, e optato per "la perla delle Dolomiti": Madonna di Campiglio.
Dopo 5 ore di guida (non mia, il mio compito è quello del navigatore vivente, e a volte non riesco neanche in quello), siamo giunti ai suggestivi tornanti, che, susseguendosi in mezzo ai boschi, danno l’impressione di essere su un percorso verso un mondo parallelo, isolato dai problemi e immerso nella calma.
Così, avvolti da una leggera nevicata, siamo giunti al paesino.
Per quanto io ami il mare e il caldo, la neve ha da sempre esercitato un enorme fascino su di me. La sua delicatezza, il suo silenzio, infondono una sensazione di pace, come per cercare di ricordarci il ritmo delle cose, della natura, della vita, la sacrosanta lentezza che abbiamo dimenticato e barattato con il progresso, spesso non riuscendo ad integrare le due cose.
LA CITTÀ
Madonna di Campiglio si trova in provincia di Trento, in una conca a “soli” 1550 metri d’altezza, tra le Dolomiti di Brenta ed i ghiacciai dell'Adamello e della Presanella. È da sempre considerata una meta ideale per le vacanze sulla neve per la vastità dei comprensori sciistici, ma anche durante l’estate, vista la spettacolarità dei sentieri durante le stagioni calde.
Il centro è elegante, ideale per una passeggiata di giorno e di sera, con numerosi negozi tipici e bar dove potersi gustare una cioccolata calda o un più caratteristico bombardino, il famoso liquore alle uova, a seconda dei gusti. La città inoltre è perfettamente collegata agli impianti e quindi ai rifugi, ed è anche possibile spostarsi in macchina e andare a fare escursioni ad esempio a Pinzolo e in Val Rendena.
L’unica nota dolente è che, come risaputo, gli skipass per gli impianti di questa zona sono abbastanza costosi, leggermente più alti della media italiana. Io penso comunque che ne valga la pena, e, visto l’elevato numero di turisti che ogni anno si recano in questa località, direi che non sono l’unica.
Cosa c’è di meglio che stare in un luogo riparato e osservare dalla finestra la neve che si adagia su tutto ciò che incontra?
Di certo dipende da cosa una persona intende per “settimana bianca”!
Ovviamente io non potevo limitarmi a questo, quindi spinta dall’euforia del momento, e dalla fiducia nel mio “insegnante privato”, ho accettato di affittare per due giorni l’attrezzatura da sci.
Non vi nascondo che la scelta si è rivelata fallimentare, conclusa con la restituzione anticipata di quest’ultima e, vista l’impossibilità di un rimborso, con un buono spesa utilizzato per due palette con cui fare discese sulla neve, ben più pratiche e adeguate alla coordinazione della sottoscritta. Forse un giorno vi racconterò con più dettagli questa esperienza…
I MIGLIORI PANORAMI
Il primo giorno siamo saliti grazie all’ovovia sulla Cima del Grostè (2900mt), un paradiso per chi pratica snowboard, perché, oltre alle varie piste, è presente un vero e proprio snowpark in cui praticare salti e acrobazie, che ha reso l’impianto uno tra i preferiti tra i giovani. Arrivati in cima, non si può non rimanere a bocca aperta di fronte alla maestosità dei giganti bianchi, ancor di più se, come nel mio caso, sono illuminati da un sole che sembra estivo. Qui ho potuto dedicarmi, dopo essermi arresa alle mie scarse doti da sciatrice, al “dolce far niente”, uno stato di spensieratezza e tranquillità tipico delle vacanze, e in particolare di quelle con dei panorami così mozzafiato. Ho ammirato ciò che mi circondava, e non ho potuto far altro che essere grata.
Un consiglio che vi voglio dare è di pernottare almeno una volta presso il rifugio Stoppani. Seppur non abbia avuto modo di testarlo di persona, se non per il pomeriggio, ho sentito molti commenti positivi sul suo conto, in quanto è il rifugio più alto della Cima, da cui si può godere del tramonto in modo quasi esclusivo, visto che alle 16:30 gli impianti chiudono e quasi tutti fanno l’ultima discesa.
Il secondo giorno, dopo aver restituito gli sci, abbiamo deciso di prendere la cabinovia (che si distingue dall’ovovia solo per la forma più squadrata) e di salire sul Monte Spinale (2100mt),fino allo chalet Fiat, un bellissimo ristorante con tavoli esterni e interni, da cui si può ammirare il panorama da una diversa prospettiva rispetto a quella della Cima del Grostè, e da cui partono alcune tra le piste più famose, come la “direttissima”. Inoltre, qui è possibile noleggiare degli slittini di legno, con cui percorrere una lunghissima pista apposita, per la gioia di grandi e bambini, oppure partire per fare delle passeggiate, possibili in ogni periodo dell’anno, lungo uno dei sentieri di diversa difficoltà e tempo di percorrenza.
Quello che ho imparato e che voglio condividere con voi quindi è che lo sci non è assolutamente obbligatorio durante una vacanza in montagna, neanche d’inverno, e in particolare in un luogo così ricco di alternative. Il fatto di dedicarsi o meno agli sport invernali infatti non compromette la visita a questo paradiso, in cui si ritorna inevitabilmente tutti bambini, capaci di stupirsi e di divertirsi.
Le montagne hanno avuto un effetto rigenerante su di me, ho passato ore a contemplarle, e a ringraziare di vivere in un Paese in cui è possibile in poco tempo raggiungere luoghi totalmente diversi fra loro. Ancora una volta mi sono stupita, ancora una volta ho potuto ammirare la sconvolgente immensità e bellezza della natura.
Lots of love
Fonti:
https://www.campiglio.it/
[Tutte le immagini sono di mia proprietà]