Benvenuti alla seconda puntata del post su RIMINI (e dintorni)!
La scorsa volta vi ho parlato del centro storico di Rimini e di San Marino, oggi vi porterò a visitare due gioielli naturali e paesaggistici, per poi concludere con un meraviglioso castello.
TETTO DEL MONDO
Il Parco Naturale San Bartolo, in provincia di Pesaro-Urbino, si trova in cima a un rilievo di circa 200 metri, visibile alla propria destra quando ci si trova in spiaggia a Rimini, che vanta di essere una delle uniche falesie vive dell’Adriatico. I comuni più belli al suo interno sono Gabicce Monte, un paesino abbastanza turistico ma molto bello, con ristoranti lussuosi (e non) a picco sul mare, da visitare in una serata estiva; Casteldimezzo, chiamato così proprio per la sua centralità tra gli altri due; e Fiorenzuola di Focara, di cui vi parlerò in seguito.
Ora però voglio portarvi sulla Montagnola, per gli amici “Tetto del Mondo”, un rilievo a picco sul mare che fa parte di Casteldimezzo, una “chicca” che i turisti spesso ignorano, e che rappresenta in assoluto il mio posto preferito nei dintorni di Rimini, a circa 30 minuti dal centro, ma che ne valgono assolutamente la pena!
Per gli amanti delle camminate, nel Parco c’è la possibilità di scegliere tra vari percorsi, tutti che toccano anche questo luogo, il cui panorama mozzafiato è di una bellezza unica, ancora più stupefacente durante il periodo di fioritura delle ginestre, che incorniceranno di giallo la visuale. Si può godere infatti di quest’ultima in tutte le direzioni: da qui si può ammirare il lungomare che va da un lato verso Rimini, e dall’altro verso Pesaro (ricordiamoci che siamo proprio all’inizio delle Marche).
Vestitevi comodi perché anche se non volete percorrere i sentieri, vi verrà sicuramente voglia di fare una passeggiata, anche breve, per scorgere nuovi angoli da cui ammirare il mare e la natura, e inalare la felicità che aleggia nell’aria, perché questo luogo infonde calma e gioia allo stesso tempo. Se riuscirete ad andare all’ora del tramonto, avrete fatto tombola, vi assicuro che la foto rende poca giustizia alla meraviglia che è questo posto (proverò a tornare munita di macchina fotografica)…
È proprio vero che le cose migliori sono gratis!
FIORENZUOLA DI FOCARA
Poco distante Tetto del Mondo si trova, come abbiamo detto, anche Fiorenzuola di Focara. Il paesino risale all’epoca Romana, ma il borgo è Medioevale, ed è famoso anche per essere stato citato da Dante nella Divina Commedia, (XXVIII, vv.76-90). È una meta caratteristica, in quanto, essendo in passato un castello (costruito nel XIII secolo), passeggiando si possono ancora scorgere delle testimonianze storiche, come le mura di cinta.
Da qui inoltre partono dei sentieri per raggiungere l’omonima spiaggia, percorribili in circa 20 minuti, ma con la disponibilità anche di una navetta durante l’estate. Consiglio quest’ultima alternativa alle famiglie e a chi non è abituato a camminare, in quanto il percorso è abbastanza faticoso, specialmente al ritorno e nelle giornate più calde, perché la spiaggia si trova proprio sotto la falesia.
A differenza delle altre zone della riviera, qui non troverete stabilimenti balneari, bar o altre attrezzature, ma semplicemente un angolo di relax immerso nella natura, quindi partite equipaggiati di pranzo al sacco, ombrellone (anche se è ormai tradizione costruirsi delle capanne con i grandi tronchi presenti a lato della spiaggia e portandosi dei teli da casa per finire l’opera) e godetevelo a pieno.
GRADARA
“Amor, ch’a nullo amato amar perdona” v. 103 Canto Quinto
Continua il nostro tour (quasi) Dantesco...
Chi ricorda queste parole? Sono state pronunciate dalle due anime condannate nel quinto canto dell’Inferno: erano Paolo Malatesta e Francesca da Polenta. La ragazza aveva sposato Giovanni Malatesta (detto Gianciotto, o Giovanni zoppo), a causa di un inganno tramato dalle due famiglie, ma fu poi travolta dall’amore per Paolo, detto Il Bello (dai nomi si capiscono molte cose), fratello di Gianciotto. Quest’ultimo, tornando a casa in anticipo perché avvisato di ciò che stava accadendo, li colse in un momento di passione e li uccise entrambi.
Ci tengo a sottolineare che questa storia, anche se sembra una telenovela, non è frutto dell’inventiva di Dante, ma è reale, ed è accaduta proprio qui, nel castello di Gradara.
Il borgo, che sorge su una collina, è inserito nella classifica dei più belli d’Italia, infatti è uno dei migliori conservati di epoca medioevale, ed è particolarmente conosciuto appunto per la sua rocca, ancora visitabile all’interno, e il suggestivo centro circondato dalle due cinte murarie, la seconda lunga 800 metri. Qui vi sentirete trasportati indietro nel tempo, tra le sue stradine e la vista sulla natura circostante.
Ogni anno, in estate, vengono organizzati dei giorni di festa, denominati “Gradara magic castle”, in cui si alternano spettacoli ed eventi per grandi e piccoli: questo è e deve essere un must per chi si trova nelle vicinanze. Nel 2018 si terrà dal 5 all’8 agosto.
Anche per arrivare a Gradara, da Rimini ci vogliono circa 30 minuti.
Ho visto che la mia idea di parlare della Riviera Romagnola “oltre le brandine e gli ombrelloni” vi è piaciuta, spero quindi di avervi dato dei buoni consigli anche questa volta… vi aspetto al prossimo articolo!
Lots of love
Fonti:
https://www.rivieraromagnola.net/blog/tour/fiorenzuola-di-focara-tour-e-spiaggia/ http://www.parcosanbartolo.it/articoli.php?grp=1&cat=22 http://www.gradara.org/
Foto:
5)[link](https://pixabay.com/it/torri-castello-fortificazione-2806020/)
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