mad-runner mad-runner, sì, questo dice di essere un corridore, ma a parte la presentazione ed un secondo post sulla prima maratona effettuata, ha parlato solo di poker, cryprovalute e poco altro, e la corsa ha dato l'impressione di essere una passione secondaria, quasi marginale.
Avete ragione, è il momento di iniziare anche a dare un senso al mio nick-name. A settembre festeggerò i 40 anni dalla data della mia prima gara podistica, era una gara sulla spiaggia del lungomare della mia città, talmente ben organizzata che hanno dovuto ridare la partenza due volte, mi ricordo ancora come se fosse ieri che ci hanno fermato dopo che avevamo quasi fatto un km, e ritornammo alla linea di partenza.
Da allora, penso di aver percorso circa 60.000 km complessivamente, ed è ora di ricominciare a macinare nuova strada, per tanti diversi motivi, perché la bilancia è da troppo tempo che recita un peso nel quale non ho più voglia di riconoscermi, ed anche per l'esito delle ultime analisi del sangue, nulla di sconvolgente ma proprio interpretando i valori del colesterolo HDL e della glicemia si evince che un po' di sana e regolare attività fisica, come la corsa a piedi, non può che far migliorare decisamente questi valori e farli rientrare definitivamente nel range di tranquillità.
E qual è l'elemento fondamentale che al podista serve, oltre alla voglia di correre? Le scarpe, elemento che ci permette il contatto con il terreno, anche se trovando una superficie adeguata e con alcuni fondamentali accorgimenti, si potrebbe quasi azzardare di correre a piedi nudi, ma questo è un altro tipo di discorso, che magari un giorno vi farò, essendo anche io stesso un operatore del settore specifico del running, almeno finché riuscirò ad esserlo, visti i tempi molto burrascosi.
Eccole
Le foto di questo post saranno tutte relative alle ultime calzature da running che ho utilizzato, le Newton Gravity 4, scarpe che ormai possiedono da poco più di 2 anni. Sono tanti, e normalmente con un'anzianità così lunga sarebbero state da pensionare circa un anno fa, ma ci sono diversi fattori che mi spingono a dire che proprio una scarpa del genere può arrivare a fare quel qualcosa in più di quello che si fa di solito con altri prodotti della concorrenza.
Apriamo un breve sipario, una scarpa da running, per avere il massimo delle prestazioni, non andrebbe acquistato dopo più di 2/3 anni dall'arrivo nel negozio (o comunque dalla data di fabbricazione), e dal momento che si inizia ad utilizzarla, la sua durata come calzatura per correre è di circa un anno oppure meno se si percorrono un numero di km sufficienti per usurarla prima di 1 anno.
Guardatela un attimo, ha 2 anni, di cui 1 annetto buono utilizzata come tempo libero, poi ha circa 500 km di utilizzo specifico per correre, e sinceramente potrebbe fare ancora un po' di strada, oggi sono andato a correre e le sensazioni che mi ha trasmesso sono più che positive.
Entriamo nello specifico
Ecco l'unico punto che ha iniziato a cedere, nella scarpa sinistra, all'altezza più o meno del 5° dito, si è iniziata a fessurare, a causa dei tanti piegamenti che la tomaia ha subito per tutto il tempo di utilizzo, considerate un anno circa per lavoro/tempo libero, e l'aggiunta finale di 500 km, con un "bisonte" di 90 km da portarsi a spasso, non è poco, ve l'assicuro. Questa Newton si presenta ancora in buone condizioni generali, e questo è dovuto in particolar modo alla sua peculiare realizzazione.
La Newton è una scarpa costruita per facilitare la corsa in modo naturale, e si ispira al concetto che è molto in auge da qualche anno della corsa Barefoot. Cosa significa? Ve lo spiego in termini pratici, correre con una Newton è come correre scalzi, ma con la protezione di una calzatura che protegge dal contatto con il terreno.
Facciamo un esempio concreto, se voi correte scalzi su di una superficie dura, tipo cemento o legno, come pensate di toccare terra? Ve lo dico io, userete tutta la superficie del piede o addirittura solo l'avampiede, se state spingendo forte.
La costruzione delle classice scarpe da running, Asics, Nike, Brooks, Adidas, New Balance solo per citarne alcune, sono tutte quante più o meno realizzate per far appoggiare, durante il susseguirsi dei passi di corsa, il tallone, mediante l'avanzamento della gamba, il contatto del tallone in leggera inversione (sull'esterno), una fase mediana, e la fase finale di stacco, quindi la corsa avviene in 3 fasi.
La domanda, che ispira i concetti di corsa Barefoot, e quindi della corsa naturale, qual è? Perché se in natura l'uomo corre con 2 fasi, contatto con tutto il piede e fase finale di spinta, deve usare anche il tallone quando impiega una scarpa??
A me hanno sempre parlato di 3 fasi di corsa, almeno fino ad una decina di anni fa quando iniziai a sentir circolare la voce della corsa Barefoot, ma la relativa esplosione di calzature tipo Newton, Altra, Topo Athletic e qualche altro marchio è molto recente, sono 5 anni circa che la quota di penetrazione del mercato running delle calzature stile Barefoot sta diventando significativa, ma la strada è lunga, e non sempre utilizzare queste scarpe è la cosa migliore, mi spiego meglio, per non generare confusione.
Le scarpe Newton, come la mia Gravity, per agevolare l'appoggio con tutta la pianta del piede hanno una costruzione particolare, praticamente unica nel suo genere.
Come poteve verificare visivamente da questa foto, hanno 5 barre, posizionate poco dietro ai metatarsi dei piedi, che invitano ad appoggiare tutto il piede a terra, senza impattare unicamente con il tallone, all'inizio occorre fare un piccolo sforzo mentale, soprattutto se non si è predisposti a questa tipologia di corsa, ma con il passare dei km e degli allenamenti le cose migliorano nettamente, nella grande maggioranza dei casi, dico maggioranza dei casi perché al mondo siamo tutti diversi, e la reazione del nostro fisico ad un cambiamento di impostazione della biomeccanica di corsa può essere di vario tipo.
Io non ho mai avuto nessun tipo di problema calzando le mie Newton, ma questa tipologia di scarpa può causare alcuni inconvenienti, in casi abbastanza isolati ma è successo, perché provocano degli adattamenti muscolari e tendinei che non sono proprio automatici.
Non vi voglio spaventare, vi sto solo fornendo una prima visione d'insieme di questo particolare spaccato del mondo della corsa, a me piace essere chiaro, e dire le cose come stanno, perché mi sto convertendo alla corsa naturale ma non tutti si sono trovati bene come me in questo passaggio, lo so per esperienza diretta perché me lo riferiscono direttamenti i podisti.
Tornando al discorso del funzionamento delle Newton, le barre servono quindi per favorire un appoggio piatto con il terreno, e devo dire che il sistema è molto indovinato: dentro alle barre sono inseriti sistemi ammortizzanti, in modo che il cedimento ed il parziale rientro dentro l'intersuola della scarpa delle stesse barre, che avviene quando si impatta con il terreno, siano produttivo di comfort e dispersione dell'urto, anche se utilizzando tutto il piede la necessità di grandi sistemi di assorbimento degli urti viene a decadere, perché non abbiamo più, come nelle scarpe tradizionali, grossi inserti ammortizzanti nel tallone, ma una costruzione relativamente più semplice, con la cura nella zona anteriore, in corrispondenza delle barre, ed una distribuzione dei materiali lungo la scarpa più omogenea.
Queste 3 foto evidenziano anche un altro fatto, come le Newton riescano a distribuire in maniera pressoché uniforme il consumo lungo tutta la superficie della suola della scarpa, ulteriore conferma che queste calzature sono molto efficaci per avere un appoggio uniforme.
In una calzatura tradizionale si avrebbe, dopo un pesante utilizzo ed impiego come sono state sottoposte queste Newton, un'usura decisamente più accentuata nel tacco, nella zona esterna, tale nella stragrande maggioranza dei modelli da indurre ad una sostituzione molto anticipata della scarpa, mentre come potete facilmente verificare, ci sono tante zone di consumo della suola senza che nessuna sia dominante rispetto alle altre. Questo fatto comporta come principale conseguenza che queste calzature hanno una durata superiore rispetto ai pari modelli corrispondenti di altre marche, e posso personalmente testimoniare che forse in un solo caso ho impiegato una scarpa con una durata simile alle mie ultime Gravity 4.
Conclusioni
Quindi, tutto sommato, le calzature come le Newton sono superiori rispetto alle calzature tradizionali? Teoricamente sì, ma bisogna andar piano con le considerazioni, perché la realtà è molto più varia di quello che sembra, in quanto ci sono tanti podisti che non si sono "adattati" alle nuove modifiche alla biomeccanica di corsa che queste scarpe in una certa qual maniera impongono ai propri utilizzatori, in un prossimo e molto imminente post illustrerò adeguatamente i pro ed i contro della filosofia Barefoot applicate a calzature da running come le Newton.
Io, come valutazione personale, non posso che essere contento, in quanto mi sono trovato molto bene impiegando le mie Gravity 4 per le sedute di allenamento, non hanno avuto un utilizzo intensivo, ma non mi hanno mai tradito ed hanno sempre assecondato a meraviglia le mie necessitò, favorendo il mio ennesimo rientro nel mondo dello sport, devo solo sperare che questa volta sia quella giusta, e cioè quella in cui non mi fermerò a causa di uno dei tanti piccoli e grandi problemi che mi hanno afflitto nel recente passato, ma sento che finalmente ci siamo, che la rinascita è iniziata, grazie a Tutti per la lettura ed a presto per la continuazione e conclusione di questo post.