Immagini come questa sono state il mio scenario dell'allenamento odierno, dove l'inclemenza delle condizioni meteo ha rischiato di far saltare per l'ennesima volta la mia corsetta podistica, ma era un'occasione troppo bella, è troppo particolare ed emozionante correre sulla neve, per lasciarsi scappare un'opportunità del genere.
Ero troppo motivato, per cui non è stato difficile coprirsi bene e partire, verso un percorso relativamente sicuro, dico relativamente perché un piccolo pericolo latente che un'autovettura possa sbandare mentre incrocia la mia corsa esiste, oppure semplicemente di scivolare e di conseguenza cadere a terra.
Dopo una vestizione di tutto punto, pochi capi ma mirati ed estremamente efficaci, arriva l'impatto con il clima, rigido ma secco, temperatura di - 5° gradi, neve che fiocca soave dal cielo tutto chiuso, vento laterale che aumenta la percezione del freddo, rendendo ancora più difficile l'effettuazione della seduta di allenamento.
Partenza
Il primo problema è quello di intuire quanto sia difficile rimanere in piedi, e dopo qualche centinaio di metri capisco che si può fare, che non ci sono problemi, addirittura provo a scattare qualche foto e riesco anche a girare un breve video, la corsa molto centralizzata e piatta, grazie all'impiego delle mie Altra Provision 3.0, aiuta ad avere un baricentro basso con frequenti impatti con il terreno e falcate leggermente più corte rispetto alle calzature tradizionali, tutti requisiti che incrementano il senso di stabilità generale.
E la strada scorre soffice e morbida sotto i miei piedi, ci sono almeno 5 centimetri di neve sotto ai miei piedi, pericolo di ghiaccio scongiurato, che era uno dei rischi in cui sulla carta avrei potuto incappare, invece è veramente stupenda la sensazione che provo mentre, passo dopo passo, avanzo lungo la strada oggetto del mio allenamento.
L'immagine che ho scelto come ingresso di questo post è relativa già alla fase di rientro, mi piaceva il leggero contrasto con le canne poste poco fuori della sede stradale, e l'intensità della neve doveva ancora aumentare, ma procediamo per gradi.
Andata
Il percorso si è snodato su un'andata ed un ritorno esattamente identici, ed una volta presa confidenza con l'asfalto innevato, è stato tutto molto suggestivo e particolarissimo, sembrava proprio di essere in un paese incantato del Nord, con un'atmosfera fantastica e surreale.
Poche autovetture in giro, che mi guardano come fossi un UFO, completamente bardato nella mia tenuta invernale, la velocità non importa, devo solo fare movimento e qualche km, senza ritmi particolari, solamente correre, e nulla di più.
La corsa in condizioni "estreme" come quelle che ho affrontato nella giornata odierna comportano un dispendio di energie superiori rispetto alle condizioni normali, in quanto tutto spinge verso un innalzamento del consumo di grassi, è sufficiente muoversi a queste temperature, figuriamoci correre, dove il rimanere in equilibrio, la tenuta della temperatura corporea e la forza necessaria per produrre il movimento della corsa sono tutti accentuati, ed un semplice allenamento di mezz'ora svolto a temperature inferiori allo zero corrisponde tranquillamente a quasi un'ora di una corsa con meteo ottimale.
Ritorno
Guardate la netta differenza di visibilità tra la foto dell'andata e questa del ritorno, mi sono ritrovato con il vento trasversale che mi faceva arrivare la neve sugli occhi, nonostante avessi un cappellino dotato di abbondante visiera per ripararmi dalla neve che cadeva copiosa.
La meraviglia si è spinta alle stelle, mi dispiace solamente di non poter documentare gli indimenticabili momenti in cui alcuni fiocchi di neve si sono ripetutamente posti sulle mie ciglia, creando incredibili giochi di rifrazione alla mia vista, grazie alla luce che passava attraverso il fiocco, colorando l'atmosfera circostante con tonalità dal blu al verde, passando per il giallo.
L'ultimo km in particolare è stato funestato dall'aumentata forza della caduta della neve, ma non ha inciso più di tanto sulla mia capacità di ultimare la mia freddissima prestazione: l'ultima difficoltà finale è stata rappresentata da due rallentatori della velocità, in quanto non riuscivo a capire bene la loro esatta collocazione, ed in entrambi i casi ho sentito solo il passo della discesa dai medesimi.
E' stato veramente un allenamento speciale, l'aria che ho respirato era purissima e tagliente al tempo stesso, non ho mai tolto il passamontagna dalla bocca perché avevo bisogno di riscaldarla, perché era troppo fredda e quasi bruciava nella gola.
Vi lascio con una bella immagine dell'agave che abbiamo in giardino, resa ancora più affascinante dall'indiscutibile fascino della soffice neve appena caduta in giornata.
Tutte le immagine sono state scattate con il mio cellulare e sono di mia proprietà