Come promesso, ed ogni promessa è un debito, ritorno sul concetto della mia "allergia" nei confronti delle strutture sanitarie in genere, e sottolineo che sono consapevole che questo post ha una buona probabilità di non piacere a tutti, spero in ogni caso che il filo conduttore che lega questo post al precedente, ed a quello eventuali che seguiranno, siano per lo meno leggibili e non sgraditi al 100%.
Mio babbo ha seri problemi all'apparato uro-genitale, dovrebbe essere sottoposto ad un intervento risolutivo, che potrebbe migliorare decisamente la situazione generale, solo che ci sono anche altri aspetti da considerare, come l'età avanzata, un infarto avuto qualche anno fa, per cui è un anno circa che va avanti con un catetere, in quanto ha grosse difficoltà ad urinare.
In questo quadro clinico, qualche settimana fa ricevo una telefonata il sabato sera, verso le 20, era mia mama che mi diceva che il babbo era qualche ora che faceva sangue dalle urine, era andato a casa l'infermiere che gli cambiava di solito di catetere, e aveva detto che se continuava ad urinare sangue, era meglio portarlo al pronto soccorso. Confermo la mia disponibilità per portarli in ospedale, ed alle 22 circa arriviamo al pronto soccorso.
C'era una strana agitazione, comunque dopo qualche minuto di attesa, fanno accomodare su di un lettino mio babbo, ed iniziano a prendergli la pressione ed a fare i controlli di rito. L'urina piano piano tende a schiarirsi, sistemano provvisoriamente mio babbo in un ampio salone, e li lascio tutti e due lì, oltretutto è consentito solo ad una persona assistere al malato, per cui la mia presenza era quasi di troppo, ma dico a mia mamma di farmi sapere gli sviluppi, che tanto non avrei dormito perché aspettavo loro notizie.
Primo appunto, una città di medie dimensioni come la mia è abbastanza indecente che non ci sia un medico presente in Urologia alle 22 di sera, per le vere emergenze probabilmente c'è un medico reperibile, ma il caso del mio babbo non è da codice rosso, per cui fino alle 2 di notte non viene presa nessuna decisione, solo attesa della manna del cielo: a quell'ora gli comunicano che l'avrebbero trattenuto per la notte, che la mattina seguente lo avrebbe dovuto vedere per scrupolo un medico dell'urologia, essendo il medico di base presente in pronto soccorso non in grado di assumersi il rischio di una dimissione di proprio pugno.
Torno in ospedale a prendere mia mamma, perché mio babbo avrebbe passato la notte in una piccola stanza dove c'erano 4 letti tutti uno attaccato all'altro (altro fatto alquanto riprovevole).
La mattina seguente, mia mamma mi telefona verso le 9 e 30, e mi dice che il babbo era stato visto dall'urologo, che aveva detto che era tutto a posto, e che lo aveva rimandato in pronto soccorso per le dimissioni, ed adesso scattano altri disagi ed attese, che potrebbero tranquillamente essere evitate, con tanti vantaggi per tutti. Chiedo a mia mamma da quando tempo stessero aspettando il medico del pronto soccorso, e mi risponde che è già passata una buona mezz'ora. Prendo la macchina e vado al pronto soccorso, cercando la frase più idonea (garbata ma comunque ferma) a mettere un po' di pressione sul fatto che era ora che si dessero una mossa, perché era già parecchio tempo che mio babbo era in ospedale, e che non c'era più motivo per trattenerlo lì.
Entro ed i buoni propositi vanno a farsi benedire: riconosco subito alla postazione un'idiota di infermiera, che in occasione di una visita al pronto soccorso per un problemino che aveva la mia compagna, mi aveva fatto aspettare una ventina di minuti nella hall, dicendo alla mia compagna che mi aveva fatto aspettare fuori perché ero un po'agitato.
Adesso paghi la mossa, anche lei mi riconosce, perché il fatto antecedente era successo poco più di una settimana prima ed avevo lo stesso giubbotto, penso che in quel momento la mia faccia fosse color piombo. Dissi una frase vagamente provocatoria, avevo bisogno che il pesce abboccasse, ed ha abboccato, purtroppo per lei.
"Non lo so cosa si possa fare per far dimettere suo padre, né perché non sia stato ancora dimesso, io da qui non posso sapere nulla, e comunque abbiamo i nostri tempi per le dimissioni."
Tana libera tutti, fuori gli artigli, vecchio leone.
"Ascoltami bene, perché parlo una volta sola, a chi c...o lo devo chiedere, al poliziotto che c'è all'ingresso?? Chi c'è lì davanti al monitor, io??? Invece di prendere decisioni molto opinionabili ed alquanto fuoriluogo e sopra le righe, come quella di tenermi l'altra volta 20 minuti gratuitamente nella hall, per la "valutazione" del mio stato di agitazione, adesso mi girano veramente le palle, dimmi dove c...o è mio padre!!!!"
L'ultima frase l'hanno sentita a 50 metri almeno di distanza, lei è sbiancata e con voce balbettante mi dice "E'-è-è nella stanza n° 1"
"Ci voleva tanto?? Posso andare a verificare la situazione pernalmente?"
"Certamente, entri da quella porta, giri a sinistra, è la prima stanza sulla destra."
C'era bisogno di farmi incazzare come una bestia??? E l'altra volta (giuro che non avevo fatto nulla di particolare, avevo solo risposto al posto della mia compagna perché aveva un grandissimo mal di testa, e lei aveva interpretato questo fatto come mia agitazione) doveva decidere lei cosa fosse giusto fare, che cosa pensava di avere di fronte, un animale con la rabbia? Il nervoso me lo faceva venire lei, con il suo modo di fare altezzoso e scontroso, ma se ci fosse un'altra volta, sono sicuro che abbasserebbe le orecchie vedendomi, imbecille di un'idiota.
Oltre alla disavventura all'ingresso, entro negli ambulatori del pronto soccorso, e trovo mio babbo, insieme a mia mamma, due stanze dopo quella che mia aveva detto la fenomena, a causa del sovraffollamento. Siamo già arrivati a quasi un'ora da quando sono tornati al pronto soccorso, per queste dimissioni che "deve" firmare il medico di guardia. Dopo 5 minuti, chiedo gentilmente ad un infermiere di passaggio quanto ci fosse da aspettare per avere il medico che firmasse le dimissioni, visto che per il reparto di Urologia era tutto a posto, doveva solo fare un scarabocchio e fine della storia. Mi rispose che c'era solo un medico, che avevano un paio di urgenze, e poi si partiva con le dimissioni.
Ho dovuto fare la stessa cosa dopo un'altra ora, stavolta ho chiesto del medico con voce molto più alta, lamentando il grosso disservizio di cui eravamo stati soggetti, e se non si vergognassero di trattenere senza motivo un anziano di quell'età. Dopo 10 minuti il medico di guardia, con 2 battute alquanto discutibili, firma il foglio, e cerca giustificazioni al loro operato, al punto tale che gli chiudo la bocca con un "Finito di fare lo spiritoso, non è meglio stare zitti e stendere un velo pietoso, che fate veramente pena e schifo nella vostra burocrazia di merda??"
Ha quasi provato una replica, ma il mio viso non era uno di quelli che ammettesse tante repliche, io non appartengo assolutamente a quella categoria di persone che quando entra in un ospedale e già in posizione chinata, pronta ad accettare qualsiasi disservizio, prevaricazione, abuso, o semplice negligenza, io rispetto il loro lavoro a patto che non leda i miei diritti, che in ogni caso sono lesi da regolamenti o protocolli che servono soprattutto a garantire delle vie d'uscita e facili scappatoie al loro operato, non sto vaneggiando né sognando, diverse volte ho riscontrato questo, e non racconterò tutto quanto è successo a me o a miei parenti perché andrei un po' troppo sul personale, ma tornerò ancora su questo argomento, con alcuni esempi che sfiorano comportamenti catalogabili sotto la triste etichetta di "malasanità".
Non dimentichiamo mai queste considerazioni, andiamo in una struttura pubblica, non sappiamo e spesso non conosciamo le persone con cui veniamo in contatto, in quei momenti la nostra vita è nelle loro mani, non conoscendoli io non mi fido a priori, perché di cazzate ne fanno tante, troppe. Ed il fatto di essere in una struttura pubblica mi concede anche qualche piccolo diritto di dire che una minuscola parte del loro stipendio viene presa dai miei contributi, per cui, in un certo senso, sono certamente io che ho bisogno delle tue prestazioni, ma ugualmente sei tenuto ad un certo comportamento, perché in senso lato contribuisco al tuo stipendio.
Per tornare all'esempio in questione, ecco cosa assolutamente non va in tutto l'operato del pronto soccorso.
Innanzitutto, se tu, primo medico di base generico, e quindi non specializzato, ammetti pubblicamente la tua imperizia e non ti vuoi assumere la responsabilità di dimettere mio padre, rimandando la tutela della sua salute e le decisioni al riguardo di come operare ad un medico specialista del reparto di Urologia, per quale incomprensibile motivo, dopo che mio padre è stato visitato in reparto e può lasciare l'ospedale, dobbiamo tornare da un altro bamboccio di medico generico, di nuovo al pronto soccorso, con altre 2 ore e mezza di attesa per una banale firma di dimissioni??
Perché, dal momento che il pronto soccorso non ha le competenze per prendere una decisione e si rimette ad un medico specialista, il paziente non viene preso in carico dal reparto e dimesso direttamente dal reparto medesimo? Perché si deve perdere tutto quel tempo, correre il rischio di contrarre qualche virus, essendo in ambiente promiscuo e non essendo necessaria la nostra permanenza (aveva già deciso tutto l'Urologia), e spendere ulteriori soldi, per tenere un paziente del tutto gratuitamente ad occupare un posto letto ed almeno 20 minuti complessivi (2 infermieri che hanno risposto alle mie domande più il medico di base) di tempo inutilmente speso dal personale sanitario??
Non rispondetemi che questi sono i protocolli, o la prassi, non ci siamo assolutamente, perché i protocolli, la prassi, i regolamenti di qualsiasi istituzione li fanno gli esseri umani, e se sono sbagliati, per qualsiasi motivo, vanno cambiati, perché errare è umano ma perseverare negli errori è diabolico.
Vogliamo vedere quanto è costato a grandi linee la permanenza gratuita e del tutto fuori luogo nel pronto soccorso di mio padre?? Dunque, occupazione di un letto che altrimenti sarebbe stato libero, 20 minuti tra infermieri che rispondono alle mie domande e medico di base (inutile) che deve solo firmare le dimissioni e sparare due cazzate, oltre ai disagi di tutti, noi, infermieri, maggior dispendio di energie (c'erano almeno altri 3 casi oltre al nostro che attendevano le dimissioni da parte del pronto soccorso): senza esagerare, ma stando prudenti, almeno 100 euro per ogni caso di doppio passaggio al pronto soccorso, io ho visto minimo 4 casi quella notte (ma saranno stati qualcuno di più), vogliamo vedere a quanto ammonta questa la procedura di "doppio passaggio al pronto soccorso" su base annua, per tutto l'anno e tutto il territorio nazionale?
100 euro a passaggio, moltiplicato per 4 passaggi a notte, moltiplicato per almeno 100 ospedali di dimensioni analoghe a quello della mia città, moltiplicato per 365 giorni, quindi....
100 x 4 x 100 x 365 = 14.600.000 euro, 14 milioni e 600 mila euro, ve lo scrivo anche in lettere, di soldi che buttiamo nel cesso in un anno, oltre ai disagi personali dovuti a permanenze gratuite in pronto soccorso, disagi ulteriori per la medesima presenza perché il lavoro degli operatori sanitari è più gravoso, causa maggior traffico, e come contropartita avremmo un servizio di pronto soccorso più snello perché il personale sarebbe impegnato solo in interventi di prima necessità, delegando compiti burocratici ai vari reparti di pertinenza, trattando i casi come quelli di mio padre come le altre normali permanenze e degenze.
Non penso di aver detto delle sciocchezze, o di aver inventato qualcosa, questo è solo un piccolo esempio di cosa andrebbe fatto, ma di casi analoghi a quello esposto, bisognosi di un intervento correttivo, la pubblica amministrazione ne ha in quantità industriale, e finché ragioneremo nell'ottica dell' "Ah, ma è sempre stato così..", "Ah, ma non ci puoi fare nulla..", siamo già a posto, hanno ragione loro, i nostri cari burocrati, a prenderci in giro.