Continuo nell'illustrare la mia progressione nella successione dei miei allenamenti di ripresa, non saranno tutti post con esempi concreti come questo, ma ci saranno anche specifiche enunciazioni e approfondimenti di determinati concetti.
Il mio ritmo di allenamento, al momento attuale, è di circa 3/4 uscite a settimana, che sono più che sufficienti per ottenere una discreta forma fisica, in quanto è dimostrato che tra un allenamento ed il successivo (per produrre uno stimolo idoneo a produrre un miglioramento del livello di benessere generale e non perdere i benefici acquisiti) non devono passare più di 48 o al massimo 72 ore. Dopo aver combattuto con le condizioni meteo avverse nella giornata di domenica, oggi volevo andare a correre, sfruttando anche la chiusura pomeridiana infrasettimanale, è così è stato.
Campo di battaglia
Mi vesto di tutto punto, solo 2 capi sopra, maglia termica di buona consistenza a pelle e giacchetto in Wind-Stopper (materiale antivento e con buone capacità di traspirazione), calzamaglia termica pesante, Altra Provision 3.0 nei piedi e via di fuori, satellitare Garmin a completamento (lo so che è vecchio, ma l'ho usato poco e finché funziona, è più che adeguato per le mie esigenze, sono contrario al consumismo esasperato, oltre a non potermelo permettere), ed il gioco è fatto (quello qui sopra sono io, non è né il cavaliere solitario e neanche un bandito in piena azione, scusate se il soggetto non è proprio un bronzo di Riace).
Ehhh, come sono uscito, un freddo alla testa, via!!! fuggiamo dentro casa, blindiamo la crapa pelata con uno scaldacollo ed un cappellino in Gore-tex, lasciando solo pochi centimetri di pelle esposta: con una temperatura di soli 3° centigradi esterna, c'è poco da scherzare, allenarsi ok ma in inverno ci si deve coprire adeguatamente, senza esagerare ma quello che ci vuole, ci vuole.
Inizio a correre, le gambe sembrano stare bene, e faccio il primo tragitto, circa un km, senza nessun tipo di problema, poi prendo una strada molto esposta alla azione dinamica del vento, e capisco che ho fatto un altro piccolo sbaglio, non ho messo un paio di guanti a protezione delle mani, ed è la prima volta in cui sarebbero stati utili, perché erano veramente intirizzite. Combatto per qualche minuto con questo problema, poi piano piano sento che si adattano alle intemperie, ed il forte fastidio sparisce. Non ce la fai a mettermi al tappeto, sono più forte io, e vado avanti per la mia via, qualsiasi cosa possa capitarmi, l'unico comando a cui rispondono le mie gambe sarà...... "Avanti Tutta!!".
E la strada scorre lentamente sotto ai miei piedi, provo un nuovo percorso, vorrei anche tentare di spostare un po' più in là il mio personale record di percorrenza da quando ho ricominciato a correre, che è poco più di 5 km e mezzo, ma ecco un contrattempo.
Quando sono circa al 4° km, sento un nuovo dolore, forte, nella schiena a destra, all'altezza circa dei reni: il mio personale consiglio, quando sentite l'insorgenza di qualsiasi nuova problematica, rallentate il ritmo, nella maggioranza dei casi questi fastidi tendono a regredire con il calo della velocità, in quanto la causa, soprattutto quando si è in fase di riattivazione della propria "macchina" da corsa, può essere o una velocità eccessiva di corsa in relazione al proprio livello di forma fisica, o una reazione di adattamento ai nuovi stimoli che la corsa produce, per cui spesso la soluzione corretta è appunto alzare il pedale dall'acceleratore, ed infatti dopo qualche centinaio di metri stavo già meglio, ed il fastidio era già un ricordo lontano.
In ogni caso, per la giornata odierna ritengo che poco più di 5 km siano più che sufficienti, superare costantemente negli ultimi allenamenti, anche se di poco, la mezz'ora di attività fisica è già un buon risultato, considerando anche il fatto che è da poco meno di un mese che ho effettivamento ripreso la pratica sportiva: arrivare a superare la prima barriera dei 6 km sarà un obiettivo rimandato alle prossime occasioni.
Un altro piccolo consiglio che mi sento di dare è quello che, se un determinato giorno vi siete prefissati una distanza o una velocità media da tenere, e vedete che c'è qualcosa di abbastanza serio che vi impedisce di centrare il vostro scopo, lasciate perdere, e rimandate ad un'altra occasione, anche i professionisti a volte rimandano i propri lavori più intensi se si rendono conto che proprio "non è giornata".
Altra immagine del "pistola" appena rientrato dall'allenamento
Illustrazioni finali dell'allenamento odierno
Come potete verificare, il primo km è stato percorso ad una velocità leggermente superiore ai 6 minuti, ero ancora relativamente fresco, per cui dovevo ancora regolare lo sforzo fisico, ed all'inizio di un allenamento è abbastanza facile incorrere nell'errore di accelerare leggermente la velocità di percorrenza.
Nel secondo km la velocità scende leggermente, in quanto inizio a registrare un attimo il mio passo, e reputo abbastanza comodo tenere questa media, è anche il momento in cui mi trovo nella zona aperta dell'allenamento, e della "sofferenza" delle mani.
Ulteriore rallentamento, dettato da quello che ritenevo il definitivo assestamento dell'andatura, c'è stato in questo terzo km, e pensavo di mantenere abbastanza agevolmente questo passo, che era poi quello che mentalmente mi ero più o meno prefissato.
Il quarto km corrisponde quasi fedelmente al precedente, ma verso la fine di questa frazione è arrivato il famoso dolore alla schiena, nella zona destra, ed invece di confermare o leggermente migliorare il ritmo del km precedente, ho dovuto iniziare a mollare e calare di conseguenza perché cercavo di far passare e non cronicizzare questo fastidio per la restante parte del mio lavoro aerobico.
Ed in questo ultimo km (rimangono fuori dell'analisi solo 80 metri) ho cercato semplicemente di arrivare a casa, perché l'intensità del fastidio era abbastanza alta, non avevo proprio voglia di mettermi a camminare oppure di soffrire parecchio se mi fossi ostinato nel mio intento di mantenere l'andatura che avevo impostato: è sempre meglio, come ho già accennato, evitare, a parte il caso di ultimare una importante gara, che un disagio di leggera/media entità si possa trasformare in qualcosa di ben più serio, che potrebbe sfociarsi anche in uno stop dell'attività sportiva nei giorni successivi.
Concludo qui questo post, e molto presto ne seguiranno altri, grazie della tua visione e dei vostri eventuali commenti, per qualsiasi motivazione, chiedete pure senza farvi scrupoli, lo scriverò ancora qualche volta, dopo di ché non penso ci sarà più bisogno di ripeterlo, lo saprete già e fatelo senza problemi, arriverderci, cari Steemetiani!!
Foto di mia proprietà scattate con il mio cellulare