Marco Dobrovich, sessantuno anni, romano, architetto, grazie ad una formazione professionale poliedrica e ad una creatività maturata fuori dalle accademie, si distingue come una delle personalità più eclettiche e innovative nel panorama italiano del marketing e della comunicazione, con un’impronta dal forte carattere etico e culturale. Dopo aver fondato e diretto per quindici anni un’agenzia che ha lavorato per i più importanti marchi multinazionali, oggi svolge attività di consulenza per clienti privati e pubblici e collabora con le istituzioni della capitale nell’elaborazione di progetti strategici relativi alle tematiche della promozione culturale e del turismo. Come architetto ha progettato musei e grandi manifestazioni internazionali e da più di vent’anni svolge attività di consulenza per le Nazioni Unite per le problematiche legate agli aspetti logistici delle sedi delle sue Agenzie nelle zone più disagiate del mondo. E’ tra i capostipiti della comunità italiana su Steemit. Aderisce dalla primissima ora al gruppo italiano su Telegram che si chiama "Steem Ita" e quando l’8 giugno del 2017 nasce il gruppo "Steem PostIT" che lo sostituisce, entra subito a farne parte dopo, nell'ordine,
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Ecco, architetto, che mi dice di quanto sta accadendo nella comunità italiana? Se lo aspettava?
Mi aspettavo che sarebbe accaduto qualcosa. Non sapevo cosa, ma era già da qualche mese che, attraverso la chat della comunità su Discord e attraverso alcuni post e il botta e risposta dei commenti, si coglievano chiaramente i sintomi di un certo malumore.
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Cioè si capiva che le cose non andavano bene? Cos’era che non funzionava?
Non c’è nulla di particolarmente eclatante… Io la racconterei così: la comunità italiana è composta da circa 500 persone, diverse tra loro per età, cultura, ambizioni, aspettative, carattere, com’è normale che sia. Ci sono studenti, professionisti, imprenditori, impiegati e c’è anche chi un impiego non ce l’ha… Ma questa eterogeneità, che in qualche modo è caratteristica comune a tutti i gruppi, su Steemit è ancora più accentuata. Non siamo tutti cittadini di Roma, che ci riuniamo per… Non siamo tutti tifosi della stessa squadra, che ci vediamo per… Non siamo tutti architetti, che ci incontriamo per… Qui c’è di tutto e tenere unito e motivare un gruppo come questo è ancora più difficile. E il rischio di frustrare le soggettività più strutturate non riservando loro l'attenzione che, giusto o sbagliato che sia, si aspettano, è alto.
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Dunque una situazione inevitabile?
In qualche modo si. Nel senso che, a mio avviso, bisognava mettere in conto che alcuni malumori sarebbero emersi. Diciamo che, ad aggravare la cosa, ci sono stati una certa imperizia, alcuni errori e alcune opacità. Diciamo che con una maggiore attenzione i malumori potevano essere governati. In questo modo, sono stati alimentati.
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Architetto, è noto che lei è persona che non ha peli sulla lingua, dunque non tergiverso e vado subito al sodo: chi è che avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione? Lei sta pensando a qualcuno, ma non ci ha detto a chi…
Le persone che gestiscono questa comunità (e, attenzione, la parola gestire non l’ho detta a caso: qui si parla di gestire, non di governare!) sono due
e
. E’ noto a tutti. E, a mio avviso, la maggiore responsabilità delle disfunzioni, così come delle cose buone, per carità, che accadono all’interno di questo gruppo sono le loro. Ci sono, è vero, alcuni aspetti connaturati al sistema che, nel bene e nel male, è difficile governare comunque. Ma c’è anche molto, invece, che è possibile prefigurare, analizzare, inquadrare e mettere a sistema. E per chi ha il ruolo di leader di una comunità, questa non è solo una possibilità, ma è un dovere e una responsabilità.
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Posso dirle che, nonostante i toni pacati dei suoi interventi e dei suoi commenti avevo colto questa sua critica nei loro confronti?
Non c’è bisogno di urlare per esprimere il proprio punto di vista. Che, peraltro, non va mai dimenticato, è opinabile! Ho partecipato al dibattito perchè è questione che mi sta molto a cuore. E perché, a mio giudizio, molti commenti che leggevo erano piuttosto ingenui. Offrire un punto di vista più allargato, frutto magari dell’esperienza che deriva dalla mia età e dai molteplici contesti in cui mi sono trovato ad operare in tutti questi anni, mi è sembrato un dovere. Pur sapendo che avrei alimentato un certo fastidio "Oddio, che palle 'sto vecchio, ma chi si crede d'essere?". Ho espresso con educazione i miei dubbi nei confronti della dirigenza, ma mi sono impegnato anche a smorzare i toni: sono intervenuto quando ho visto le persone insultarsi, ho sottolineato che le accuse, se non provate, sono solo delle illazioni e che, se sono espresse con violenza verbale, sono anche degli insulti. Ho cercato di ragionare e, secondo il mio modo di vedere, di far ragionare. Preoccupandomi poco del merito delle diverse opinioni. Mi interessava che ciascuno, per parte sua, prendesse seriamente in considerazione le opinioni dell’altro, senza deriderlo o offenderlo. Questo pensavo e penso potesse e possa essere utile.
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Perdoni architetto, capisco che abbia il desiderio di spiegarsi, ma veniamo alle critiche, alle sue critiche. Questo è il nocciolo della questione. Lei è persona molto seguita nella comunità e il suo punto di vista offre sicuramente un contributo interessante.
Come ha detto nella sua presentazione, molto generosa e di cui la ringrazio, sono qui sin dall’inizio. …da prima dell’inizio. Dunque conosco molto, non tutto ma molto, di come ci siamo costituiti e siamo cresciuti. Ho avuto un certo ruolo in alcuni momenti e suggerito iniziative e accorgimenti che sono stati adottati e si sono rivelati opportuni ed efficaci. La comunità è vasta e ogni sistema vasto è di per se dispersivo. Ma i più accorti lo sanno ed è per questo che, non vedendomi più attivamente coinvolto nel management delle attività della comunità, mi chiedono costantemente un parere: ”Marco, ma che succede? Che facciamo?” Nella fase iniziale e più acuta della contestazione, oltre alle decine di commenti che ricevevo ai miei post, ho contato 34 messaggi privati su Discord. E, una settimana fa, sono tornati a coinvolgermi. Per questo ho accettato questa intervista.
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A parte che non si capisce perché le scrivano in privato piuttosto che intervenire pubblicamente, ma veniamo al punto…
E no, questa non gliela passo. Sa benissimo che non tutti sono sufficientemente attrezzati culturalmente e caratterialmente per potersi esporre. Questo lei lo sa bene e non può dire quello che ha detto. E, poiché non vengono dalla montagna del sapone, lo sanno molto bene anche
e
. Non facciamo gli ingenui. E’ così che va: dietro le quinte si parla e si parla molto. E molti di quelli che di fronte sono tutto un "si, sissignore", sotto sotto covano dubbi e rancori. E, comunque, non ci sto girando intorno, ho iniziato a risponderle: parte della disfunzione è già descritta nella mia estromissione da qualsiasi ruolo all’interno della comunità. Questo fatto già spiega molto.
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Ovvero?
Ovvero che
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non hanno alcun interesse a coinvolgere nella gestione della comunità altre persone, perchè la considerano "cosa loro". E questo è un primo punto destinato a creare dissapori e a minare la crescita del gruppo. Ma ci sono anche altri elementi che a mio avviso bisognerebbe prendere in considerazione per avere un quadro più chiaro.
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Me li indichi questi elementi, architetto. Cerchi di farmi capire. Ho l’impressione che lei si sia fatto un quadro più ampio di quello che è emerso nella querelle che si è articolata nei post e nei commenti.
Per iniziare dobbiamo smontare alcuni pregiudizi. Analizzare i fatti e ipotizzare altre interpretazioni. Partiamo da
. Si è detto che è un mecenate e che fa tutto per noi, senza alcun interesse. Questo, evidentemente, è possibile. Ma, personalmente, lo ritengo poco probabile. Cosa intendo? Intendo che se vedo una persona uscire dal portone di casa al mare in pantaloncini e maglietta, con l’ombrellone sulla spalla e la seggiola sotto al braccio e sono chiamato ad interpretare cosa stia facendo, devo ammettere che sia possibile che stia andando a sciare, ma ritengo che sia molto più probabile che stia andando in spiaggia. E se qualcuno mi dice che sta andando a sciare, non ci trovo nulla di male, nulla di offensivo, a dirgli che, stante le evidenze, posso sbagliarmi, ma non ci credo.
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Chiaro. …e nello specifico?
Quando ci siamo conosciuti
aveva circa 250.000 $, io ne avevo una ventina. Poi ho scritto, commentato, fatto resteem, sono stato supportato dalla comunità e sono cresciuto.
non ha "mosso paglia". Io sono cresciuto, perché sto investendo, in termini di tempo, di lavoro. Perché Steemit è, per l’appunto, un investimento.
non pubblica un post, non si muove. Che diavolo di investimento è? Allora mi faccio qualche domanda. Forse quei 250.000 $ glieli ha regalati una zia come dote e lui "se li è trovati tra capo e collo" senza che li desiderasse. A lui di Steemit non importa nulla, se potesse li venderebbe, ma la zia si offenderebbe. Così sta aspettando che, prima o poi, speriamo più tardi che mai, la zia non ci sia più per poterli ritirare. E’ possibile. A lui l’investimento in questa piattaforma non interessa, è solo un deposito redditizio, come i Bot. …ma allora perchè si sbatte da mane a sera per la comunità? Uno che investe nei Bot, investe e torna dopo dieci anni… No, questa ipotesi non regge.
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E quindi qual’è la sua ipotesi?
La mia ipotesi è che
, da persona intelligente e lungimirante qual’è, abbia investito in un sistema quale quello di Steem per fare profitto. Ha investito lui, coi suoi soldi, con quelli del padre, con quelli dei soci fondatori che gli hanno riconosciuto un fee in cambio del suo impegno a far crescere la comunità italiana,… non so… Sta di fatto che, secondo me,
ha coscientemente investito per veder crescere il capitale impegnato.
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Non capisco… c’è forse qualcosa male?
Assolutamente niente. Se non il fatto che, se diamo per scontato che sia ambizione di
veder aumentare il valore del capitale impegnato (è il nostro postulato), considerato che il suo capitale non aumenta perchè scrive post (non li scrive), e stante che è così attivamente impegnato a far crescere la comunità italiana, il suo guadagno, in qualche forma e in qualche modo, non può che derivargli, direttamente o indirettamente, da quest'ultima attività. Il che va benissimo, va benissimo anche questo, purché si faccia chiarezza e non si dica che è un mecenate. Cosa che, peraltro, nessuno gli chiede e che non dà nessun valore aggiunto al suo importante, corposo e intelligente operato e alimenta, invece, una visione distorta e infantile della realtà e i conseguenti pettegolezzi.
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No, finisco, mi scusi. Tanto è vero che mi dicono che
, dopo aver dichiarato mesi fa che non avrebbe più sostenuto col suo voto la comunità, ha iniziato a "noleggiare" il suo cospicuo potere di voto per averne dei ritorni economici legittimissimi e che, se fosse vero, "farebbe scopa" con le supposizioni di cui sopra. Ma questo mi è stato riferito dalle "talpe" che vanno a cercarsi che giri fanno i soldi perché si sentono prese per i fondelli e non ne ho assolutamente certezza.
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Tutto questo per dire cosa? Quali sono le sue conclusioni?
Le mie "prime" conclusioni sono che non c'è nessun mecenate e che la realtà è più semplice: tanto "serve"
alla comunità (e gliene siamo grati), quanto la comunità "serve" a
(e ce ne deve essere grato). E' importante metterlo in chiaro, perché "rompe" qualsiasi eventuale rapporto di sudditanza, che non è bene alimentare, anche se a qualcuno, magari, potrebbe far comodo. Dopodiché sono solo ipotesi e lui potrebbe essere qui su Steemit a "giocherellare". E’ possibile, ma non ci credo, come non credo che il tipo con l’ombrellone di cui parlavo prima stia andando a sciare. Non è un’accusa (accusa di che, poi?) è un mio punto di vista, che esprimo perchè sono convinto che, se fosse vero quello che sostengo, aver confuso le acque non sia stata una scelta intelligente. Ma gli errori si fanno… Basta correggersi quando ce ne accorgiamo…
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No, la prego, non faccia così. Io non voglio sistemare nessuno. Io sto ragionando, con onestà intellettuale e sforzandomi di essere logico-consequenziale, a viso aperto, con l’obiettivo di fare chiarezza. Qualsiasi essa sia. Di mettere ordine, ripristinare, correggere, andare avanti. E mi espongo, sapendo di poter sbagliare e anche a rischio di ostracismo: "Questo è un rompi coglioni, facciamolo fuori". Quello che dico lo credo, ma sono pronto a fare un passo indietro se dovessi venire smentito dai fatti. L’importante non sono io, l’importante è la comunità. Solo che io, che sono "grandicello", non mi accontento di dire ”Bravi, bravi… Grazie, grazie,… Fuori i disfattisti!… Le critiche si, purché siano costruttive…” perché, vi prego, … ”nun ce la posso fà!”. Le questioni si affrontano, si discutono e si superano. Se si rimane in superficie i problemi restano e si finisce per rimestare sempre la stessa… pappa…
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Ha ragione, mi sono espresso frettolosamente e non si capisce cosa voglio dire. L’idea che mi sono fatto di
è quella di un ragazzo intelligente, onesto e garbato che ha intuito che Steemit poteva essere un’opportunità ed ha deciso di investirci. Ma non sapeva bene come e cosa fare. Credo che l’idea di aprire il gruppo italiano “Steem ita” su Telegram sia stata di
e che sia stato lui a coinvolgere
prospettandogli i vantaggi che potevano derivare dal "semplice" fatto di votarci tra di noi. Così come credo che la successiva idea di trasferirci tutti sul nuovo gruppo “Steem PostIT” sia stata "sponsorizzata" da
, che ha una marcia in più per prendere immediatamente "possesso del campo". Ne sono abbastanza sicuro, ma non ne sono certo. L’idea che mi sono fatto, comunque, anche analizzando le dinamiche di interazione successive, è che il vero "artefice dei nostri destini" sia
. Insomma,
come Luigi XIV e
come Mazzarino…
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E allora parliamone di questo nostro Mazzarino.
è entrato in Steemit a maggio del 2017. L’8 giugno, quando viene aperto il gruppo “Stemm PostIT è già in contatto con
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che è uno che, per competenza ed esperienza, "ce se magna a tutti in un boccone", ma che pian piano, senza nemmeno accorgersene, finisce per "non contare più nulla". A luglio apre la pagina Steem PostITalia, a fine luglio è già coinvolto nella distribuzione dei rewards tra i primi appartenenti della comunità, ai primi di agosto mi chiede di dargli una mano a selezionare i migliori, a settembre è il mio interlocutore quando mi invento “Podium” e spinge perché venga pubblicato sulla sua pagina (
mi aveva proposto di pubblicarlo sulla mia, a mia firma). A seguire, quando il lavoro diventa troppo oneroso perchè io lo possa gestire da solo, si occupa della selezione dei curatori chiamati a darmi una mano. E’ attivo su Telegram ed è un protagonista del successivo trasferimento su Discord e della definizione delle diverse sezioni in cui è strutturato. Coordina le attività di voto, è coinvolto nelle dinamiche che portano al voto automatico (con SteemVoter?) prima e con “ginovotino” dopo. Intanto organizza l’asilo, partecipa alla discussione ed alla definizione di “PostIT”,… E' Praticamente coinvolto e presente H18 tutti i giorni, compresi i festivi. Non gli sfugge nulla e tutto passa per lui. Ha il controllo su tutto.
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Mi sembra che lei stia tratteggiando la figura di un grande professionista…
Bravo, ben detto! Professionista. Professionista! Professionista è uno che esercita una professione. Esercitare una professione significa mettere a disposizione (e a valore) le proprie competenze e il proprio tempo.
lo fa bene. Benissimo. Una concentrazione ed una abnegazione che, davvero, nonostante io lavori da tanti anni, ho visto raramente. Molto raramente. Davvero un fenomeno. …e fin qui tutto bene. La domanda è: ma le pare possibile che un professionista con tali qualità passi 18 ore al giorno, tutti i giorni, compresi i festivi, Natale, Pasqua e Capodanno, a coordinare una macchina così complessa per 50 $ al giorno che sono i rewards che si carica sui suoi post come compenso? Per 1.500 $ al mese? No, io non lo credo possibile.
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Architetto, cosa vuole insinuare? Sia più esplicito.
Era, forse, ottobre, o novembre… Ricordo che posi all'attenzione la questione dei compensi ai curatori di Podium. Dissi che non mi sembrava corretto che venissero corrisposti "appoggiando" dei dollari sui loro post. Che si creava una zona d’ombra che non aveva senso, perchè esisteva un’alternativa: rendere espliciti i compensi. Dissi che quella prassi avrebbe alimentato illazioni, sospetti, malcontento… Oggi, fortunatamente, non è più così.
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Si, ma che c’entra tutto questo con quando stava dicendo?
C’entra eccome. Così come non credo che
sia impegnato nella comunità senza ricavarne alcun vantaggio (economico, di immagine, di posizione,… quel che sia…), non credo che
si mazzi tutto quel lavoro per 1.500 $ al mese. E che, conseguentemente, i suoi eventuali ricavi ulteriori, atti a compensare il suo impegno, passino per altre vie. Per altri profili, per altri canali,… Naturalmente è un’ipotesi, un’ipotesi sensata, non una certezza. Ciò non di meno ha alimentato molti malumori e molti sospetti. E molte dicerie e molte illazioni. Io credo che, visto il ruolo che ricopre e il gran lavoro che svolge,
potrebbe assegnarsi un compenso mensile di 5.000 $, stornando tale importo dalle dotazioni che derivano dai rapporti della nostra comunità con le altre realtà che operano su Steemit, e che non ci sarebbe nulla di male. Ma sono convinto che, se così fosse, andrebbe detto. Tutto qui. Perché se qualcosa non si dice, vuol dire che qualcosa non quadra. Se così non è, faccio un passo indietro. Ma
andrebbe beatificato o messo in un manicomio. E, per quello che ho imparato a conoscere di lui in questi mesi, non credo che sia né un santo, né un matto.
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Beh, mi sembra che lei stia mettendo su un bel quadro di accuse…
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E perché se è tutto così semplice fino ad oggi non si è fatto? Perché
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Addirittura…?!! Si spieghi meglio. E poi, perché parla di aziende? Questa è una comunità.
Naa... fermi, fermi tutti. Le comunità, le decisioni assembleari, il bene comune,... "qua nessuno è il capo, siamo tutti capi di noi stessi"... tutta roba già vista, grazie. Per piacere. E se ne discuteva non con le dita sulla tastiera, ma con le dita sotto al banco a preparare le bottiglie molotov. Per piacere... Questa è un'azienda a tutti gli effetti, che genera profitto e che è gestita secondo i criteri decisi dai suoi proprietari. Punto. Per piacere, non prendiamoci in giro... E non c'è nulla di male, non mi stancherò mai di ripeterlo. Basta chiarirlo. Basta saperlo.
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Ok, vada per l'azienda. Perché dice che è gestita in modo "antico"?
C’è poco da spiegare, queste sono impressioni. Mie impressioni personali, nulla di più. Confortate, semmai, dalle impressioni di altri, che hanno sentito l’esigenza di condividerle con me, in privato. Le zone oscure sono tante... Come mai le persone con maggiore personalità sono state messe al bando? Ricordo che su questa questione abbiamo avuto uno scambio di opinioni,
ed io. Lui diceva che nessuno è mai stato messo al bando. Se, per mettere al bando si intende estromettere, gli do ragione. Non è mai accaduto. Ma siamo tutti sufficientemente intelligenti e "scafati", si dice a Roma, per sapere che se si vuole fare in modo che una persona non conti più nulla all’interno di un contesto, ci sono mille modi per farlo. E agire in maniera indiretta è la cosa migliore, perchè nessuno potrà mai accusarti di nulla. Per lo meno se si ferma agli atti specifici, all'apparenza. Magari, se scava un po’, capisce meglio…
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Uhmm… prosegua, non la interrompo.
Ho inventato “Podium”, ho lavorato su PostIT, ho inventato le categorie “ita”,… Mi è stato chiesto di farmi da parte il giorno prima dell’uscita del primo numero di PostIT, non sto qui a dire il perchè, l’ho accettato. Mi è stato detto che avrei continuato ad occuparmi di strategia e, in sordina, ho continuato a farlo. Nessuno, da quel giorno, mi ha più contattato. Ho commentato e fatto resteem di ogni singolo post dei 109 numeri di PostIT pubblicati. E quando sono riuscito a battere sul tempo il voto automatico, li ho votati al 100%. Ho notato grande qualità e la ho elogiata. Ho individuato qualche piccola defaiance e qualche errore (chi non li fa?) e non li ho segnalati per non creare problemi. Piccole cose… Ho lanciato la proposta "ita-news" e, ultimamente, "ita-travel". Decine e decine di commenti. Da
e da
, neanche una parola. Neanche una parola alla persona che aveva fatto tutto quanto sopra elencato a alla quale era stato chiesto di fare un passo indietro e di occuparsi di strategia. Magari dico stronzate, potevo pensare. No, che fa
? Un paio di mesi fa (forse meno) parla dei progetti di sviluppo della comunità che riprendono pari-pari quello che era stato scritto sul documento strategico a gennaio e un paio di giorni fa avanza una proposta che non è altro che quanto avevo scritto presentando la proposta di "ita-news" e meglio specificato in un esempio, una decina di giorni fa, proponendo "ita-travel". Ho sempre presentato le mie come proposte, in linea con il documento strategico, mai in contrapposizione, mai in autonomia. Mai ho preso iniziative. Ho fatto un culo come una casa per fare vedere come potrebbe funzionare una pagina travel della comunità sull'internazionale. Un ragazzo esperto di programmi ci metterebbe un attimo a far diventare la cosa operativa. Niente. Muti. Non una parola, un commento. Ho dichiarato apertamente di aver aperto e "messo in sicurezza" tutti i tag “ita” con cui classifichiamo i nostri argomenti e di essere disponibile a metterli a disposizione della comunità. Non una parola. Come se non esistessi.
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Cosa ne conclude?
Ne concludo che a
do fastidio. Do fastidio perchè nonostante sia stato messo in disparte godo di un grosso seguito, soprattutto da parte dei veterani e delle persone più attive della comunità. Do fastidio perchè sono critico rispetto alle sue scelte e lui non è abituato a confrontarsi pariteticamente. Do fastidio perchè so "come nasce" e quindi sono un "testimone fastidioso". Do fastidio perchè, quando ancora ci scambiavamo opinioni via chat, in lunghi colloqui, l’ho ripreso senza peli sulla lingua e senza subalternità psicologica, criticando apertamente il suo modo di esercitare il ruolo di direzione generale del gruppo. Do fastidio perché sa che, se volessi, troverei mille e un modo per criticare le modalità con le quali una decina di giorni fa ha interrotto PostIT e tutto l’Amba Aradam con una intempestività e una modalità dispotica e non mi allineo al coro di quelli che capiscono che si sia offeso: un dirigente non si offende, riflette, decide e mantiene salda la barra del timone. E comunica e rassicura il suo equipaggio. Do fastidio perché gli contesto apertamente il fatto che parla di comunità, ma la pagina è sua e la chiude quando gli pare, come facevamo da bambini quando ci prendevano in giro e ce ne andavamo con la palla per ripicca. Do fastidio perché gli ho detto con franchezza che non c'è chiarezza su quanto capitale "gira" grazie alla comunità e a chi viene distribuito. Do fastidio perché non gli contesto che sia un suo diritto gestire questa cosa come crede (non sono così ingenuo), ma critico che non lo faccia in modo trasparente. Do fastidio perchè non sono un lecchino, e perchè le mie critiche sono sempre educate e circostanziate, e dunque non può farmi fuori con facilità. Do fastidio perchè a me deve rendere conto, perchè io rappresento una bella fetta della coscienza della comunità.
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C’è chi le obietterebbe che la comunità è questa, che nessuno la obbliga a restarci e che, se non le sta bene, quella è la porta.
La ringrazio per avermi offerto questo spunto. Tra l’altro deve esserle costato fatica, perchè è una conclusione di una banalità, volgarità e violenza che mette imbarazzo già solo a riportarla! Che diavolo c’entra? Io sono uno tra quelli che ritiene che ciascuna comunità debba avere delle regole, chiare, e che vadano rispettate. E sono tra quelli che ritiene che la trasparenza e l’onestà siano caratteristiche e principi inderogabili. Mi sto battendo proprio per questi. Se il principio invece è ”questa è casa mia e faccio quello che mi pare”, allora non c’è discussione. E se oltre a questo si cerca di far passare il concetto che siamo irriconoscenti, allora non ci siamo proprio. Capisce cosa intendo dire?
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…all’ultimo post di SteemPostITalia. Di SteemPostITalia, non di
. C’è cascato pure lei… Lapsus freudiano! C’è un sacco di gente con cervello nella nostra comunità che non viene adeguatamente supportata, coinvolta, utilizzata, a beneficio di tutti. Non faccio nomi, ma ce ne sono. Intellettuali veri. Che andrebbero utilizzati per il contributo in termini di pensiero che potrebbero dare. E un sacco di giovani, con conoscenze tecnologiche e del web, che potrebbero sviluppare tali idee. Dissi che a mio avviso, utilizzando i tag, la selezione dei post si sarebbe potuta fare utilizzando un’applicazione ad hoc. Ma che ne so io di come si fa… Però il pensiero è stato utile, e l’applicazione è stata creata. …ma non voglio stare qui a fare l’elenco di tutti i contributi che ho dato, sarebbe volgare. …anche se ne avrei una voglia… Beh, cerchi di capirmi… No,
vuole fare tutto da se, non vuole perdere il controllo. …”se avete qualche problema, parlatene direttamente con me…” Dai... non si è mai visto! Ma che siamo nella DDR degli anni di piombo? ... E’ come se …"non volesse che qualcuno entri in quella stanza"… Ci fosse mai qualcosa che non immaginiamo...?!!
...
E se invece fosse semplicemente preoccupato della difficoltà di gestire la cosa in tanti? Se fosse preoccupato di mantenere il controllo di una “baracca” così complessa e ritenesse che questo sia il modo migliore per farlo?
Ferme restando le perplessità in merito agli altri punti che ho esposto, relativamente a questo specifico gli darei ragione. Vuole saperla tutta? Sono stato allontanato da PostIT perchè ho voluto elaborare la sintesi dei nostri ragionamenti, ovvero il documento strategico finale da solo, perchè non credo al lavoro assembleare, come formula che va bene in tutte le circostanze. Oh… mo gliel’ho detto. Pensi un po’… Con me sfonda una porta aperta. Ciò premesso, però, così come io non sarei riuscito ad elaborare il documento strategico senza il fondamentale contributo dei curatori,
non può pensare di riuscire a fare tutto da solo. E, nemmeno, di prendere le buone idee dove le trova, pescare qua e là e non pagare mai pegno. Troppo comodo! E troppo miope.
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La ringrazio per la franchezza. Ha qualcos’altro che avrebbe voglia di dire?
Vorrei concludere con un messaggio diretto a
. E coinvolgile le persone! Offri loro un ruolo strategico (non solo quelli operativi,
, quelli è troppo facile!). Crea un pool, coordina, gestisci, disponi, …comanda. Ma sappilo fare. Ti ho detto che sarei venuto a Catania. Ho scritto che sarebbe opportuno organizzare una convention. Nisba. Parole al vento. Come io fossi uno scemo. E come me, tanti altri. Non mi far fare i nomi… tu li sai. Tu dovresti assomigliare ad un primo ministro. Assomigli a un dittatore. E, per di più, a un dittatore che ha uno scheletro dentro all’armadio. Che ti piaccia o meno, tranne che alle persone che credono alla parola che viene dall’alto “a prescindere”, così appari. Perdonami, ma la vedo così. E non sono il solo. Ti chiedo, piuttosto, di apprezzare la sincerità. E ti ricordo (ancora una volta, come in passato, quando dialogavamo in privato) che la migliore replica ad un post come questo non è sputtanarmi (“…e allora tu… E quel giorno che… E non è vero che…”), ma ringraziarmi e condividere la tua riflessione con me e con noi per vedere dove uno ha torto e l’altro ha ragione e dove e cosa si può correggere. Se lo saprai fare, sei un grande.
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