Ogni tanto, sento il bisogno di scrivere qualche poesia brutta. Ogni tanto, dopo averla scritta, sento anche il bisogno di condividerla.
Mi è capitato di aver scritto, in tempi diversi, tre poesie che sono tutte giocate sulla figura del calembour e su giochi verbali che derivano da associazioni di suono o associazioni per assurdo. Mentre stavo scrivendo la terza, mi sono detto: perché non metterle tutte insieme? Ecco quindi che è nato il "Trittico delle Sevizie" (sevizie per il tema di fondo e anche per chi si dovesse seviziare da solo leggendolo).
La seconda del trittico è già apparsa sul mio blog di Steemit, da sola, in italiano e in un impossibile esercizio di traduzione in inglese.
Per versi - Trittico delle Sevizie
I. Qualchedì
Svegliarsi dal senno,
saluto al solo,
lavarsi l'incoscienza,
colazione a ripetere:
caffelotta, una fetta di torto;
uscita d'insicurezza,
pendolare da forca,
indifeso d'ufficio;
pausa pianto;
aspettando godrò,
fare la pesa,
sulla strada di caso,
faccende domeste,
non ultima cena,
la ricerca dell'infelicità,
bagno d'esangue,
il sonno della ragione;
gatti di polvere di stelle
sotto il letto del fiume.
II. Collasso pigliatutto
Cercasi adattatore per prese
per il culo.
Non è stata rilevata
alcuna anima
nel BIOS.
Buongiorno, bellezze!
Calzate le vostre interfacce.
Anche oggi cielo
rigato di scie
ciniche.
Si prevedono perturbazioni
nel tardo antropocene.
L'ora di punta è dalle 0 alle 24.
Abbiamo già firmato
un contratto demografico,
mettiamoci in mostro
per aumentare la nostra risoluzione.
Olio
di gomito
-ma non di palma:
non sia mai
peccare di pensiero proprio! -
C'è una crisi di governo
del sé.
Tentazione di drogarsi
di fede.
Morire per i sogni
vivendo negli incubi.
III. Istruzioni per l’Abuso
Si è sempre disfatto così
e, in fondo, i problemi sono malaltri,
sfiguriamoci se dobbiamo fare disattenzione anche a questo.
Di questo passo, dove si inizierà?
Non saremo più liberi di dire pane al vino
e vino al pane.
Mangia come parli!
Da che mondo è immondo va così,
è nella cultura delle cose.
Le nostre tradizioni, il nostro ostile di vita,
una comparsa di circostanza in storie altrui;
un caffè politicamente corretto
cementa le inimicizie;
un flusso d’incoscienza
per fare piazza sporca.
Castrazione civica per tutti.
Testi e foto di Marco Riccardi
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